Cosa consuma il Centro Storico di Bologna?

Mercato-del-quadrilatero-Alamy-CopyVenerdì 31 marzo ho presentato, in una prima udienza conoscitiva, una serie di dati che offrono una fotografia realtiva al consumo e agli usi del centro storico di Bologna. Un primo report di una ricerca più approfondita che consegneremo a maggio. Nelle prossime settimane, la Commissione Attività produttive del Consiglio Comunale si riunirà nuovamente per dare voce a gruppi di residenti e operatori privati provenienti dalle aree del centro storico con maggiori criticità. Al termine, Consiglieri comunali e la Giunta proporranno una serie di misure e modifiche dei regolamenti per affrontare problemtiche particolarmente sentite: movida notturna; spopolamento di alcune zone del centro; impoverimento del tessuto commerciale e artiginale tradizionale; la perdita di autenticità e identità del centro. In qualità di Assessore all’economia e alla promozione della città, venerdì ho relazionato per 30 minuti a questo proposito, portando alla luce dei dati che nessuno conosceva, utili ad un confonto aperto a tutti, sull’aumento dei pubblici esercizi, i metri quadri coperti dai dehor, la diffusione degli appartamenti in affitto tramite AirBnB e i rilievi sul rumore. Il mio intento era quello di aprire una riflessione sulla vita della nostra città senza reticenze. Anche a seguito dei commenti e delle preoccupazioni emerse da varie parti, pubblico qui una sintesi di quanto ho illustrato, con una presentazione dei dati allegata. Non parte dunque nessuna crociata e caccia alle streghe, ma un confronto non ideologico e trasparente attorno agli usi commerciali e alla vita sociale del centro storico medioevale più esteso e (probabilmente) vissuto d’Europa. Leggi il seguito di questo post »


Sabato con i commercianti di Piazza Aldrovandi

IMG_0022.JPGQuesto sabato mattina ho approfittato del bel tempo per andare a trovare i commercianti di Piazza Aldrovandi e dare un’occhiata all’andamento dei lavori per il rifacimento dell’area. Il clima è cambiato con loro, il tempo sta facendo il suo lavoro e anche la nostra collaborazione. Venerdì abbiamo montato insieme le luci natalizie e stiamo per riqualificare anche un nuovo bagno aperto al pubblico tra i chioschi. Dopo tanti sforzi, le preoccupazioni sull’impoverimento commerciale della piazza stanno venendo meno. Non per questo il nostro compito è terminato, anzi dalla prossima settimana mi rimetterò con più attenzione su questo fronte. Anche di queso ho parlato oggi con Andrea Zanchi, giornalista de il Resto del Carlino Bologna, nell’intervista che pubblico di seguito. Tra le novità l’approvazione da parte del Governo di un decreto (ribattezzato ‘Norma Unesco’) con cui si danno più poteri ai sindaci per regolamentare il commercio nelle zone di maggiore pregio artistico e architettonico, a partire dai centri storici. Leggi il seguito di questo post »


Regole e soluzioni: arte di strada, vetro, alcol

133381446_f71fdca2e8_bCome probabilmente saprete da tempo stiamo lavorando a una nuova regolamentazione di alcune problematiche e fenomeni in città. Temi diversi tra loro, che il mese scorso abbiamo affrontato attraverso alcune modifiche del Regolamento di Polizia Urbana in Consiglio Comunale. Gli emendamenti proposti e approvati ci hanno permesso di mettere in campo le decisioni che abbiamo assunto ieri come Giunta. Non si tratta di una serie di divieti di “cofferatiana” memoria ma del completamento di un percorso di confronto con residenti, operatori privati e anche artisti di strada. Le soluzioni emerse rappresentano un quadro di regole che puntano a promuovere una convivenza migliore, non a spegnere l’arte di strada nè la vita notturna all’aria aperta. Due esempi specifici prima di entrare nel merito. Fino a ieri, l’amplificazione dell’arte di strada era completamente vietata, oggi individuiamo 12 aree preposte dove è possibile utilizzarla senza ricevere sanzioni, mentre risolviamo il conflitto tra alcune esibizioni rumorose e la residenza in altre zone. Fino a ieri, nessuno si era mai posto l’obiettivo di coinvolgere i gestori dei locali della Zona Universitaria e l’Università per affrontare le problematiche della movida serale. Noi abbiamo cercato di farli sedere allo stesso tavolo insieme ai residenti e ci siamo riusciti. Da questa iniziativa, sono nati un Consorzio di 40 locali dedicato, la rassegna estiva Zambè che sta per inaugurare, una squadra di operatori della notte che collaborarerà in strada con la Polizia Municipale a partire dai prossimi giorni e infine il provvedimento che disincentiva l’utilizzo del vetro in strada sensibilizzando i consumatori a bere in modo responsabile. Leggi il seguito di questo post »


Ordinanza antialcol zona universitaria

La ragione è la seguente: per legge i negozi di alimentari e i laboratori artigianali non possono somministrare bevande che vengano consumate sul posto o fuori dal negozio. Lo possono fare solo i bar, i pub, i locali che abbiano la licenza per farlo. I quali l’hanno acquistata, pagando più tasse, hanno dovuto realizzare dei bagni e altre cose che invece per i negozi non sono un obbligo. Nella zona universitaria è verificato nel tempo che vi sia una concentrazione molto alta di negozi che invece non rispettano queste regole o promuovono la vendita di molti alcolici che poi vengono consumati in strada lasciando montagne di vetro, mettendo in difficoltà i locali che hanno la licenza e il resto della cittadinanza. La nostra ordinanza li obbliga a tenere gli alcolici fuori frigo e pertanto disincentiva la somministrazione. Semplice. Vogliamo i locali aperti la sera e la zona universitaria vivibile per tutti? bene! allora organizziamoci meglio e ognuno faccia la sua parte, anche le comunità e le imprese che gestiscono i negozi di alimentari… che poi di alimentari, a volte, vendono il 5% mentre al 95% vendono alcolici. Ecco perchè il Sindaco Virginio Merola ha firmato una nuova ordinanza che si inserisce all’interno del percorso del Patto di collaborazione per la promozione della Zona Universitaria Bene Comune (40 locali hanno aderito). Dal 13 luglio al 15 ottobre, è stata disposta la chiusura, dalle 21 e sino alle 7 del giorno successivo degli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto e dei laboratori artigianali del settore alimentare, nelle vie e strade già interessate dalla precedente ordinanza sulla zona universitaria. Nell’elenco sono comprese anche le strade attorno a piazza VIII Agosto, così come concordato con Quartiere San Vitale e residenti della zona. L’ordinanza prevede per tutti gli esercizi alimentari e commerciali il divieto di detenere bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in qualunque sistema o apparecchio di refrigerazione e raffrescamento nei locali di esercizio delle attività allo scopo di venderle in qualsiasi contenitore, in tutto il complessivo orario di apertura e per tutto il periodo di validità dell’ordinanza. Leggi il seguito di questo post »


Il Patto per la Zona Universitaria bene comune

Ha fatto molto discutere la decisione del Sindaco di Bologna di emanare un’ordinanza per la Zona Universitaria che ha limitato gli orari dei pubblici esercizi, laboratori artigianali e negozi di alimentari. Una scelta motivata dall’eccessivo abuso di alcol nella zona e dalla presenza di migliaia di persone in strada fino a tarda notte, con conseguenti problemi per la vivibilità e il diritto al riposo dei residenti. L’ordinanza ha allargato a tutta la zona, le stesse regole che già vigevano in via Petroni, introducendo la possibilità per gli operatori di stipulare patti di collaborazione con l’Amministrazione qualora volessere accedere a deroghe d’orario. Nel giro di una settimana il tavolo con gli operatori della zona ha portato alla definizione di un Patto di collaborazione “tipo”, che a partire da questo giovedì i singoli gestori di pubblici esercizi potranno sottoscrivere, accettando un percorso di collaborazione e regole condivise. Il Comune si è impegnato, nello stesso accordo, a potenziare la presenza della Polizia Municipale e il contrasto alla vendita abusiva di alcol, nonchè a realizzare il piano di rigenerazione urbana della zona con investimenti dettagliati e già a bilancio. Grazie all’ordinanza si è avviato un tavolo con un numero importante di operatori, circa un centinaio aderenti al “Comitato Bologna Città aperta”. Di questi, circa una quarantina ha già sottoscritto il patto individualmente. D’ora in avanti, Comune, Quartiere, residenti e operatori dovranno ritrovarsi periodicamente in un tavolo di monitoraggio per condivdere le azioni da intraprendere e valutare l’andamento del Patto. Tutto risolto quindi? Affatto, ma se fosse facile i 30 anni passati con tentativi da parte delle amministrazioni precedenti avrebbero funzionato. Le criticità della Zona Universitaria non sono un’emergenza, perchè sussistono da tempo. Sono croniche e come tali necessitano di un insieme di interventi e di una grande disponibilità al dialogo e alla collaborazione da parte di tutte le parti in causa. Da parte sua il Comune, ha un doppio ruolo: di fare rispettare le regole tutelando la salute delle persone e di promuovere una mediazione costante tra gli interessi contrapposti. Perchè quella zona di Bologna non è solo di una parte, ma di tutta la comunità composta da residenti, studenti e lavoratori. A tutti deve stare a cuore il bene comune. Nei prossimi giorni il Sindaco fimerà una seconda ordinanza antialcol, così come annunciato. Dovranno rimanere chiusi, dalle 21 alle 7 del giorno successivo, gli esercizi di vicinato e dei laboratori artigianali del settore alimentare nelle strade della Zona Universitaria che non rinunciano alla vendita di alcol. L’obiettivo è prevenire gli inconvenienti e i rischi derivanti dalla vendita incontrollata di bevande alcoliche e la dispersione dei relativi contenitori. Un provvedimento già assunto in Bolognina. I gestori che si impegneranno a non tenere in negozio o vendere bevande alcoliche in tutto l’orario di apertura e il periodo di validità dell’ordinanza, potranno invece usufruire di deroghe orarie.

Leggi il seguito di questo post »


CampiAperti: patto di collaborazione per la sovranità alimentare

Il Comune di Bologna e l’Associazione CampiAperti firmeranno un patto di collaborazione il prossimo 10 Aprile, dedicato alla gestione condivisa di un bene comune. La Giunta comunale ha infatti approvato questa scelta ieri dopo alcuni mesi di dialogo. Sono molto soddisfatto. Questo è il primo patto sui beni comuni che sottoscriviamo nel campo della produzione agricola e del commercio di prodotti della terra. La proposta di collaborazione presentata dell’associazione prevede la valorizzazione di diverse aree della città attraverso l’allestimento di mercati contadini diretti e bio, con prodotti in larga parte (minimo l’80%) provenienti dalla nostra regione. In oggetto c’è la prosecuzione dei mercati settimanali del Vag61 (in via Paolo Fabbri), quello all’XM24 (via Fioravanti) e quello di Savena (via Udine), davanti alla Scuola di Pace, ai quali si aggiunge un nuovo mercato in Zona Universitaria sotto i portici di piazza Scaravilli, ogni lunedì pomeriggio, a partire da maggio (quando le ciliegie saranno mature) . Da parte dell’Amministrazione con questo atto si intende riconoscere l’esperienza di Campi Aperti e il suo impegno per la sovranità alimentare, l’obiettivo di produrre rifiuti zero e di mettere in campo un’organizzazione partecipata dei mercati con il coinvolgimento di produttori e consumatori. Leggi il seguito di questo post »


Collaborare è Bologna, pulire i muri anche

Ha fatto molto discutere l’intervento di pulizia dei muri realizzato da un gruppo di volenterosi cittadini in via Petroni, a Bologna. Si sono scontrati con le regole del decoro urbano, quel decoro che la Sovrintendenza è tenuta a far rispettare per legge, non senza difficoltà. Il Resto del Carlino ha rilanciato questo caso raccogliendo varie opinioni, tra cui la mia. A questo proposito pubblico di seguito la mia intervista. Sono convinto che questi cittadini vadano premiati, non certo puniti, ma non farei di questo episodio un pretesto per alimentare una campagna contro le Sovrintendenze. Almeno non in questo caso. Ci sono tanti elementi critici su questo fronte, ma nella fattispecie devo dire che con la Sovrintendenza abbiamo condiviso e fissato alcune modalità di intervento per pulire i muri del centro storico, rese note in un manuale a disposizione di tutti. Inoltre, come Comune abbiamo introdotto un servizio e un abbonamento per i propietari degli immobili privati (da dividere tra tutti i condomini!!!) che costa tra i 130 e i 300 euro l’anno, grazie al quale è possibile garantire una pulizia continua a chiamata. Da quando questo programma realizzato in collaborazione con HERA è partito, sono già stati puliti 10 mila metri quadrati nel solo centro storico. Dunque, se collaboriamo possiamo pulire i muri insieme. Facciamolo, come si è fatto a San Donato con “Sgura”. Senza multe, ma con la buona volontà di chi vuole prendersi cura dello spazio pubblico, magari attraverso un patto di collaborazione previsto dal nostro “Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni”. Leggi il seguito di questo post »