Immaginazione civica e Bologna in finale a NY

Ieri abbiamo ricevuto la bella notizia che Bologna è tra le dieci città finaliste della prima edizione del premio “Engaged Cities” dell’organizzazione internazionale Cities of Service, realtà no profit che aiuta i Sindaci a costruire città più forti, cambiando il modo in cui i governi locali lavorano insieme ai cittadini. L’annuncio è stato dato a New York e tra il 16 e il 17 maggio, proprio nella “Grande Mela” verranno premiate le città vincitrici; alla prima classificata andrà un premio di 100mila dollari. Andrò dunque insieme al Sindaco Virginio Merola. Il premio “Engaged Cities” è sottoscritto dalla Bloomberg Philantropies e fa parte dell’iniziativa Michael Bloomberg’s American Cities, un programma nato per dare maggiore potere ai leader locali per generare nuove idee e politiche rivolte al progresso attraverso la collaborazione con la cittadinanza. Assieme a Bologna, unica città italiana, sono arrivate in finale: Boston, Fort Collins (Colorado), Hamm (Germania), Helsinki, Huntington (West Virginia), Città del Messico, San José (California), Santiago de Cali (Colombia), Tulsa (Oklahoma). Leggi il seguito di questo post »


Piazzetta dgli Umarells

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Bologna ha una piazzetta dedicata agli ‘Umarells’. E’ stato infatti inaugurato uno spazio che si trova nell’area recintata lungo via Mario Musolesi, tra le vie Libia e Scipione dal Ferro, alla prima periferia della città, che porta il nome degli Umarells (parola che nasce dall’incrocio fra il dialetto bolognese e la desinenza plurale dell’inglese) e che identifica i pensionati della città che presidiano, osservano e spesso criticano i cantieri stradali. Gli Umarells sono stati resi noti e assurti a figura rappresentativa dallo scrittore Danilo Masotti, che gli ha dedicato l’omonimo libro, che ha promosso l’iniziativa e che ha partecipato all’inaugurazione. Leggi il seguito di questo post »


Un patto per la lettura a Bologna

patto letDa il Corriere di Bologna del 28 marzo – Romano Montroni chiede un patto per la lettura e l’assessore alla Cultura Matteo Lepore risponde. Anzi, a quanto dice, ci stava già lavorando. Insieme alla presidente della commissione cultura Federica Mazzoni. L’idea lanciata sulle pagine del nostro giornale dallo storico libraio e presidente del Centro del libro del Mibact, insomma, era in nuce nelle stanze del palazzo. Tanto che Lepore ha in cantiere, per il progetto, lo stanziamento di parte dell’avanzo della tassa di soggiorno e una settimana d’estate, sul palco di piazza Verdi, come preludio delle iniziative legate al libro. Lo ha dichiarato ieri in Consiglio comunale. Un patto prevede dei sottoscrittori: chi sono? «Attori istituzionali e privati, tra librerie e professionisti dell’editoria, associazioni e gruppi di lettura. Naturalmente un ruolo fondamentale dovrà svolgerlo l’Istituzione biblioteche. Abbiamo parlato con la direttrice Anna Manfron». Leggi il seguito di questo post »


NATA LA FONDAZIONE INNOVAZIONE URBANA

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Laboratorio di Quartiere a Bologna

Comune e Università di Bologna insieme hanno deciso di costituire una Fondazione per lavorare insieme. E’ la prima volta. Ieri si è svolta l’Assemblea dei soci e sono stati nominati Cda e Comitato Scientifico, i cui membri saranno chiamati a collaborare per spingere l’innovazione nella nostra città. La Fondazione come ente autonomo e partecipato gestirà i progetti europei che congiuntamente Comune e Università stanno seguendo attualmente e le future iniziative. Sarà sede dell’Ufficio Immaginazione Civica e dell’Urban Center di Bologna, di cui non sarò più io il Presidente pur mantenendo la delega tematica in Giunta. La squadra che si prende cura della partecipazione e della collaborazione civica bolognese quindi si allarga. Siamo molto contenti che abbiano accettato questa sfida alcune figure importanti, candidandosi a fare parte della Fondazione (a titolo gratuito). In primo luogo Raffaele Laudani, che sarà Presidente. Professore di storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bologna, Laudani avrà il compito di guidare questo nuovo progetto e aprirlo alla città, alla pluralità, alla diversità, al pensiero libero e collettivo. Con lui, sono stati nominati anche Leda Guidi, fondatrice della Rete Civica Iperbole; Andrea Paolucci, direttore del Teatro ITC di San Lazzaro; Mirko Degliesposti, Prorettore Vicario dell’Università di Bologna e professore di Fisica e Matematica; Ilda Curti, già Assessore alla rigenerazione urbana del Comune di Torino e presidente della rete ‘Quartiers en Crise’. Il Comitato Scientifico sarà invece guidato da Marco Bazzocchi, professore di Letteratura italiana contemporanea e prorettore alla Cultura per l’Università di Bologna. Con lui Fabiana Maraffa, laureanda in Giurisprudenza e Presidente del Comitato Studentesco dell’Alma Mater; Stefano Brugnara, portavoce del Forum Terzo Settore di Bologna; Roberta Paltrinieri, professoressa di Sociologia presso il DAMS; Luca Debiase, Editor di innovazione a Il Sole 24 Ore e Nova24, del quale è stato fondatore. A tutti loro, al Direttore Giovanni Ginocchini, a Michele D’alena e a tutto lo staff di immaginazione civica, auguro buon vento! Leggi il seguito di questo post »


Piazza Verdi e la maledizione dei Bentivoglio

9708008.jpgSta facendo molto discutere la costruzione di una installazione a forma di torre in Piazza Verdi a Bologna, montata in occasione del progetto Winter Village. E se fosse una provocazione? L’intervento temporaneo durerà fino a febbraio e ospiterà numerose inizative a partire dalla prossima settimana, un programma di eventi e incontri dedicati al recupero della zona universitaria. Si tratta di una nuova tappa del percorso avviato già l’estate scorsa, alla quale seguirà entro marzo un bando-concorso di idee per andare ancora oltre. Architetti, progettisti, operatori culturali dunque ora tocca a voi, accettate la sfida? intendete misuravi con la difficile quedtione di proporre una modalità di gestione dello spazio pubblico e della socialità in grado di migliorare la vivibilità e l’offerta culturale dell’area? o anche voi avete paura della maledizione dei Bentivoglio? Su questo sono intervenuto ieri mattina in Consiglio Comunale per rispondere alle domane dei consiglieri d’opposizione. Di seguito la mia risposta, qualche dettaglio in più sul percorso che stiamo portando avanti e cosa c’entrano i Bentivoglio. Leggi il seguito di questo post »


Bilancio partecipativo: 14.584 voti. GRAZIE!

Grazie-1200x630Sono stati 14.584 i cittadini che hanno votato nella prima edizione bolognese del Bilancio partecipativo. Di fatto, si è trattato della prima consultazione online della storia del nostro Comune. Non male in tempi di diffidenza verso le istituzioni. Come ci ha ricordato Michele D’Alena in un articolo dove racconta la sua esperienza dietro alle quinte di questo processo, “a livello mondiale (si veda il report di Edelman), nelle periferie delle città come nelle cittadine di poche migliaia di persone, a Nord come a Sud, l’intervento pubblico è visto troppo spesso come qualcosa che non risolve i problemi, che non è dove dovrebbe essere e non fa quello di cui ci sarebbe bisogno”. Ebbene, al Bilancio Partecipativo hanno votato 11.303 cittadini residenti e 3.281 non residenti che vivono o lavorano o studiano a Bologna, in maggioranza donne, 8.429 a fronte di 6.155 uomini. Più di 1.000 tra i quasi 15mila votanti è under 25, 2.492 votanti hanno tra 25 e 34 anni, 3.508 tra 35 e 44 anni, 3.018 tra 45 e 54 anni, 2.014 tra 55 e 64 anni, 2.519 infine hanno più di 65 anni. Gli studenti fuori sede, i migranti e i ragazzi sopra i 16 anni per la prima volta hanno potuto votare direttamente su questioni amministrative. Non è stato un click day, nè una mera esperienza da social. Il nostro percorso è durato 8 mesi, ci ha visto organizzare oltre 80 eventi nei quartieri insieme a circa 2.000 cittadini che vi hanno preso parte. Senza il lavoro dell’Ufficio Immaginazione civica, dei Quartieri, dei dipendenti comunali e di tanti e tante volontarie tutto questo non sarebbe stato possibile. Ancora una volta, Bologna si dimostra capace di scommettere sul bene comune e sulla partecipazione. Leggi il seguito di questo post »


Immobili comunali, bandi e mappatura

35563620331_71eccdaa83_bCome proposto questa estate dal Sindaco e da me, abbiamo approvato in Giunta un percorso dedicato agli spazi comunali non utilizzati. A partire da una mappatura degli immobili a disposizione, si è deciso di avviare da un lato un Laboratorio dell’immaginazione civica per discutere con la città sul futuro degli spazi pubblici a Bologna, dall’altro il lancio di una serie di bandi (senza precedenti per numero e dimensioni) per la gestione di quanto è già disponibile. Il percorso partecipato che parte dalla mappatura ha l’obiettivo di aggiornare le politiche e le norme comunali, raccogliere proposte da sottoporre a Consiglio comunale, Giunta e Quartieri. Una discussione aperta e trasparente che si rivolge alla generalità dei cittadini e delle associazioni e che avrà anche alcune occasioni pratiche di sperimentazione. Per aderire occorre rispondere ad un avviso pubblico, avendo così la possibilità di coprogettare sin dall’inizio il percorso. Per chi invece fosse intressato anche a gestire spazi, sia in via definitiva sia in via sperimentale abbiamo messo in campo un numero interessante di possibilità che illustro nel seguito del post. La visione che proponiamo prende spunto dall’esperienza del primo mandato amministrativo (pregi e difetti) e da quanto elborato insieme all’Associazione ‘Una città con te’ che qui riprendo: ‘Tutti i contenitori e i luoghi della città rappresentano un capitale di potenzialità inespresse per la comunità, che è necessario liberare. Siano essi attivi o dismessi, pubblici o privati, i contenitori e i luoghi possono essere messi in gioco e aperti a progetti di innovazione sociale ed economica. Il Comune di Bologna deve garantire ad ogni cittadino e cittadina che vive a Bologna una dotazione di mq minima relativa a uno spazio o contenitore pubblico da dedicare ad attività creative, culturali, sociali o imprenditoriali che portino avanti il metodo della collaborazione e condivisione. Occorre individuare in modo trasparente gli spazi e i luoghi e attorno ad essi promuovere le modalità d’uso e i progetti migliori, introducendo forme di modalità contrattuali trasparenti, flessibili ed efficaci ad affrontare le diverse esigenze’.

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