SPORT A BOLOGNA, GLI ANNI CHE VERRANNO

31-12-2019-1Condivido l’intervista uscita nell’edizione di oggi del Corriere dello Sport – Stadio sullo sport a Bologna, tra il Dall’Ara, il terzo Palazzo dello Sport, la riqualificazione dell’ex CIERREBI, le Olimpiadi 2032 e l’importanza dello sport di base.

Intervista a Matteo Lepore – Gli anni che verranno
Di Federico Monti

Bologna come Barcellona. L’Assessore a turismo, cultura, sport e immaginazione civica del Comune di Bologna guarda al futuro e indica la capitale catalana come modello principale da seguire.

La fine dell’anno è il momento giusto per fare il bilancio di quanto realizzato, ma soprattutto il programma per gli anni a venire. E allora, parliamo con l’Assessore Matteo Lepore della direzione nella quale sta andando lo sport cittadino e metropolitano. Lepore, bolognese doc, nonostante la giovane età ha già molta esperienza, ricoprendo ruoli di responsabilità in Comune sin dal 2011, prima come Assessore al lavoro, economia e turismo e poi, sino a oggi, di turismo, cultura, sport e immaginazione civica.
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Un Patto tra città per l’immaginazione civica e i beni comuni

meuEra arrivato il momento di unire le buone pratiche e andare oltre, riconoscerle cioè come un esempio di buona politica. Il 6 e 7 dicembre a Bologna, si sono ritrovati oltre 200 rappresentanti da 50 città e 11 Università italiane per la costruzione di una rete nazionale sui temi dell’immaginazione civica e della cura condivisa dei beni comuni. L’evento era rivolto a funzionari e politici dei diversi municipi italiani, a realtà civiche e a esperti del panorama italiano. Ideato e proposto dal Comune di Bologna e dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana in collaborazione con Labsus, Anci e ASviS. Siamo arrivati a questo appuntamento dopo anni di lavoro, partiti nel 2014 quando nella nostra città è stato approvato il Primo regolamento per gestione condivisa dei beni comuni. Dopo cinque anni, sono quasi 600 i patti di collaborazione approvati sotto le due torri, sottoscritti da circa 12 mila cittadini. Nel resto del paese, si contano 200 comuni che hanno approvato un regolamento per un totale di circa 800 mila cittadini coinvolti direttamente nella cura di un bene comune materiale o immateriale. Ora altri tre appuntamenti da nord a sud per unire il paese e coinvolgere i comuni delle aree interne e di ogni dimensione. Leggi il seguito di questo post »


DUE MILIONI DI EURO PER IL BILANCIO PARTECIPATIVO

Immagine Raddoppio delle risorse, per un totale di 2 milioni di euro, più tempo per il coinvolgimento della cittadinanza e la co-progettazione delle proposte del Bilancio partecipativo, che andranno al voto nei primi mesi del 2020 e coinvolgimento anche sul Piano urbanistico generale (PUG) della città. Sono queste le novità più importanti dei Laboratori di Quartiere 2019. Il percorso dei Laboratori sarà gestito dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana, che in questi giorni ha pubblicato un ampio report sui dati emersi negli ultimi due anni, mettendo al centro il grande lavoro di prossimità operato insieme ai cittadini e alle comunità di Bologna. I bisogni individuati dai cittadini vanno dalla mobilità dolce alla la qualità dello spazio pubblico come diritto, dalla necessità di un’offerta culturale più ampia e di un’educazione diffusa sul territorio alla cura della prossimità per progettare spazi pubblici che favoriscano le relazioni di comunità.

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IL MIO RICORDO DI GIAMPIERO MUCCIACCIO

Giampiero MucciaccioVoglio ricordare Giampiero Mucciaccio, scomparso nei giorni scorsi e grande protagonista di tante battaglie sul civismo. Giampiero è stato una delle più importanti figure non solo del mondo della scuola del nostro territorio, ma soprattutto della promozione di un’idea di civismo e di partecipazione. Fondatore del Centro Antartide, centro di iniziativa che nacque diversi anni fa su stimolo del Comune di Bologna e dell’Università, coinvolgendo diversi gruppi universitari sui temi ambientali.

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TREDICI SPAZI PUBBLICI VUOTI A DISPOSIZIONE DEI CITTADINI

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ex Cabina Enel Giardini Margherita

Ogni cittadino ha il diritto e il dovere di avere accesso a una dotazione minima di spazio pubblico del quale prendersi cura in collaborazione con altri: è uno degli elementi identitari del nostro mandato. L’obiettivo è sperimentare forme di collaborazione e gestione condivisa tra Comune e cittadini di spazi pubblici in una logica nuova e generativa di valore sociale e culturale. Accanto al lavoro del Laboratorio Spazi, a cui hanno partecipato 51 realtà associative della città e che è stato condotto dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana in collaborazione con il Comune e i Quartieri, è stata stilata anche una mappatura degli spazi comunali inutilizzati e disponibili. Dopo vicolo Bolognetti e altri spazi già assegnati, sono pronti altri 13 immobili che restituiremo alla città per progetti di valore culturale e partecipativo attraverso avvisi pubblici. Una scelta che abbiamo assunto dopo un lungo confronto con i Quartieri, l’associazionismo del territorio e la cittadinanza attiva. Abbiamo inoltre ricevuto dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana il documento conclusivo del Laboratorio Spazi, che contiene proposte molto innovative e interessanti che valuteremo insieme al Consiglio Comunale per decidere come nei prossimi mesi aggiornare i regolamenti comunali dedicati alla gestione e concessione di spazi alla cittadinanza.

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Bologna, Barcellona, Europa.

Ho iniziato a scrivere questo post sul volo di ritorno da Barcellona dove abbiamo sottoscritto un accordo con la Sindaca Ada Colau e l’ho concluso questa mattina. Il Parlamento italiano ha appena approvato a larghissima maggioranza il DL Sicurezza. Il Ministro Salvini ha dichiarato che il nostro paese non firmerà il Global Compact, un accordo internazionale per governare in modo condiviso il fenomeno della migrazione (come noi solo Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Croazia, Slovacchia, Bulgaria). In questo scenario, il patto tra il nostro Comune e quello di Barcellona non è un semplice gemellaggio, ma una presa di posizione politica e programmatica. Della quale capiremo il valore nel tempo. La prima e forse più rilevante sfida riguarda proprio Bologna e la sua comunità. Alcuni parlano della necessità di recuperare una visione, altri la cura delle cose di ogni giorno. Io preferisco dire che noi bolognesi (vecchi e nuovi) dobbiamo tornare a condividere una missione e l’umiltà di non farlo da soli né unicamente per noi stessi. Parliamoci chiaro, viviamo in Europa e ci deve interessare se il nostro continente volge verso una nuova Unione democratica o più realisticamente verso una deriva nazionalistica e autoritaria. E’ la differenza tra il sogno e l’incubo. Ma oggi non va dato affatto per scontato che per larghe fette dell’opinione pubblica la democrazia rappresenti ancora un bene da salvaguardare di per sé. Leggi il seguito di questo post »


Un Patto per la lettura e la conoscenza

A Bologna abbiamo deciso di sottoscrivere un Patto di collaborazione per promuovere la lettura quale bene comune. Come Comune e Istituzione biblioteche abbiamo lanciato la cosa in aprile attraverso un avviso pubblico e sabato 17 novembre ne è stato presentato l’esito. Sono 140 le realtà che hanno aderito, tra associazioni, istituzioni e gruppi di lettura composti da semplici cittadini e cittadine. In qualità di Assessore alla Cultura ho avuto il compito di illustrare questa scelta nel corso di un incontro che si è tenuto presso il foyer del Teatro Comunale, davanti a una sala piena e attenta. Le aspettative sono alte. Si sente la voglia di lavorare insieme. Nei prossimi giorni comunicheremo le date di alcuni gruppi di lavoro che daranno seguito ai principi del Patto sottoscritto, individuando progetti e interventi da mettere in campo. Le idee arrivate sono tante, una ricchezza di competenze e di esperienze davvero unica. A testimoniare, ancora una volta, la forza di Bologna insita nella collaborazione. Leggi il seguito di questo post »