Un polo culturale alle OGR

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Un’immagine dalle OGR recuperate di Torino

La storia delle Officine Grandi Riparazioni a Bologna inizia nel 1908, in via Casarini. Una vicenda che ha attraversato due guerre mondiali e oltre un secolo nel quale ferrovieri e città si sono segnati reciprocamente in modo indelebile. La Resistenza all’occupazione tedesca, le lotte sindacali per il lavoro ma soprattutto le battaglie per la salute degli operai. Solo nel 1979, infatti, grazie all’azione dei delegati sindacali si è iniziato un percorso che aveva come obiettivo l’eliminazione dell’AMIANTO. Tutto lo stabilimento o quasi ne è contaminato e negli anni si iniziano a contare oltre 300 vittime. La storia delle vittime di amianto e delle lotte sindacali è racchiusa in un Museo ospitato proprio all’interno delle Officine Grandi Riparazioni, che rappresentano comunque di per sè un patrimonio di grande valore industriale, culturale e politico per la nostra città. Da qualche settimana lo stabilimento è stato chiuso, come il Museo. Il sito è ora dichiarato di interesse nazionale per la bonifica dell’amianto. Ne parliamo oggi sul Corriere di Bologna, insieme ai familiari delle vittime. A settembre firmeremo con loro un patto di collaborazione per recuperare il Museo e il patrimonio storico delle Officine. Obiettivo: mantenere il Museo dov’è e ottenere da Ferrovie parte dell’area non contaminata per un progetto di interesse pubblico. Un destino tutt’altro che scontato, perchè qualcuno preferirebbe l’oblio. Che permetta magari un intervento speculativo sull’area.

SARA’ NECESSARIA UNA MOBILITAZIONE.
CI AUGURIAMO SARETE CON NOI. Leggi il seguito di questo post »


Il mio impegno per i musei – Laboratorio di cultura

Una domanda lecita alla quale è doveroso rispondere. Dalle pagine di Repubblica Bologna, Brunella Torresin ieri chiedeva conto del cambio alla direzione dell’Istituzione Musei, affidata ora a Maurizio Ferretti già direttore dell’Istituzione Educazione e scuola. Come Assessore alla Cultura intervengo con piacere per esplicitare la coerenza di questa scelta, considerando prioritario il rafforzamento delle istituzioni civiche. Nei prossimi tre anni di mandato sarà infatti questa la priorità del Comune, accanto a un maggiore impegno per il contrasto alle povertà educative. Un obiettivo che proporrò a tutte le istituzioni culturali, gli operatori convenzionati, la città. L’ambizione è di avere una politica pubblica che sappia unire biblioteche, musei, teatri, cinema, soggetti produttivi, sport e scuola per affermare la cultura come diritto. Luoghi popolari e istituzioni pubbliche alleate per il bene della comunità. Ci accingiamo a mettere in campo nuove risorse e nuove competenze in questa direzione. Leggi il seguito di questo post »


4 milioni per le istituzioni culturali

Senza titolo 2Dalla Repubblica di Bologna del 28 marzo – Quattro milioni di euro entro fine mandato per riempire musei, biblioteche e teatri di attività per i più giovani: corsi, laboratori, didattica. L’assessore alla Cultura Matteo Lepore lo ha annunciato ieri, partecipando a un incontro sui lavoratori del settore organizzato dalla Cgil (unici politici presenti: Massimo Bugani e Alessandra Carbonaro, entrambi del M5s). «Sono enti che già lavorano tanto ma che vogliamo sostenere ancora di più», ha detto Lepore, spiegando che i soldi, che arrivano dai fondi europei Pon Metro, si aggiungono a quelli che il Comune già impiega per il funzionamento di queste strutture ogni anno, oltre 20 milioni. «Bologna è una delle città più attive nel settore, ma bisogna crescere ancora», ammette l’assessore, che sottolinea come il 5% del bilancio comunale finisca in cultura, di cui circa 13 milioni di euro ogni an no per il funzionamento delle biblioteche e altri 8 milioni per i musei. Leggi il seguito di questo post »


Bologna amplia gli orari dei musei civici

logoibm_coloripositivo_1Le mie prime scelte sono state per una Cultura più inclusiva e più larga a Bologna. Coerentemente, dal 1° marzo i musei civici rimarranno aperti per più tempo e ci sarà una maggiore uniformità tra loro. Un altro passo che arriva dopo avere deciso il prolungamento nel sottopasso di Piazza Re Enzo della mostra “Bologna Fotografata” fino al 2 aprile, avere dato il via libera a realizzare uno spazio espositivo permanente dedicato alla storia della città e alla fotografia, presentato il bando per realizzare il cartellone estivo con una programmazione più lunga e più inclusiva rispetto al passato. Ora tocca ai musei, verso i quali nei prossimi mesi dedicheremo un forte approfondimento e rilancio strategico. La nuova estensione degli orari presentata ieri si articola in un sistema di aperture immaginato per coniugare le esigenze dei visitatori a quelle dei cittadini e garantisce a tutti la possibilità di fruire delle straordinarie collezioni permanenti. La principale novità riguarda la fascia dalle 10.00 alle 18.30 nelle giornate di sabato e domenica per i musei civici in linea generale, mentre il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e il Museo Morandi aggiungono all’apertura 10.00 – 18.30 un prolungamento serale il giovedì fino alle 22.00, infine l’Archeologico anticipa l’apertura alle 9 per aggevolare il pubblico delle scolaresche.

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La rivoluzione per un passeggino

Nei giorni scorsi un cittadino di Rimini aveva scritto a La Repubblica di Bologna dopo essersi visto negare l’ingresso con passeggino alla Mostra Revolutjia al Museo Mambo. Condivido di seguito la risposta dell’Istituzione Musei pubblicata oggi. A questo proposito ringrazio anche gli altri cittadini che hanno riscontrato il medesimo problema segnalandolo al Museo. Come nuovo assessore alla Cultura, appena insediato, ho chiesto all’Itituzione di dare massima attenzione all’accessibilità dei propri spazi espositivi, in particolare per l’utenza delle famiglie e dei bambini. I musei civici bolognesi rappresentano un’eccellenza nel campo della didattica per i ragazzi e per quanto riguarda l’accessibilità delle proprie mostre non applicano solitamente barriere all’ingresso per i passeggini. Così però non avviene per alcune mostre ospitate, a causa delle condizioni contrattuali poste dagli organizzatori. Un tema riscontrabile in tanti altri musei del mondo. A Bologna però non possiamo fare così, a Bologna per un passeggino vale la pena fare una rivoluzione. Bene quindi ha fatto l’Istituzione Musei a prendere posizione e a chiedere alla società organizzatrice di Revolutjia di derogare alla condizioni sottoscritte e ad impegnarsi affinchè in futuro i soggetti esterni organizzatori delle mostre ospitate si adeguino alle politiche interne di accessibilità e accoglienza di tutti i visitatori.
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Promenade a Bologna

copertina-scheda-creditsBologna si racconta con una nuova, grande campagna dal nome “Promenade a Bologna”, articolata sia su piattaforme digitali che su mezzi stampa tradizionali. A partire da un minisito dedicato che conterrà eventi, proposte e itinerari turistici per scoprire il territorio bolognese tra l’autunno e la primavera prossima. Ma anche una imponente campagna social. Il racconto dell’autunno e inverno a Bologna non passa solo dall’online ma anche da una pubblicazione cartacea stampata in oltre 1 milione di copie e distribuita su tutto il territorio nazionale a inizio novembre 2017 come allegato alle principali testate nazionali che racconterà le proposte più interessanti per scoprire il territorio bolognese tra grandi mostre, nuove aperture come quella di FICO/Eataly World fino alle straordinarie attrattive della Città Metropolitana (la Rocchetta Mattei, Palazzo Rosso, Villa Smeraldi..) e i suoi itinerari (uno su tutte, la Via degli Dei).

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La città dei taglieri, anche no

Mercato-delle-Erbe-Bologna-Italy-meat-and-cheese-620x413Bologna città del cibo o città di cultura? Il Corriere ha recentemente rilanciato questo ‘appassionante’ dibattito. Sono intervenuto e riporto sul blog l’intervista pubblica il 29 agosto. Un pungo fondamentale aggiungerei a quanto riportato: l’arrivo dei turisti è un fatto positivo e spesso sul blog ho illustrato la mia visione in merito; le persone mangiano per sopravviere, quindi si crea un mercato più aperto alla ristorazione, ma più persone in città significa anche più persone per la cultura, sia essa composta dall’offerta museale o dalla produzione. Non dimentichiamocelo, soprattutto a Bologna. Di seguito la mia intervista. Leggi il seguito di questo post »