La musica di Bologna nel mondo

Bologna International Opera Academy, Masterclass dedicato allo studio dell’Opera.

La musica di tutto il mondo parte e arriva a Bologna città della musica Unesco. Anche quest’anno attraverso un bando comunale, sono stati selezionati 19 progetti di internazionalizzazione musicale ritenute più meritevoli su un totale di 52 domande pervenute. Il bando da 50 mila euro aveva il compito di aiutare musicisti, artisti e operatori a presentarsi sul piano internazionale, oppure in grado di accogliere artisti provenienti dalle altre Città Creative della Musica Unesco. Le proposte sono state valutate tenendo conto della qualità del progetto in relazione a creatività e innovatività, della fattibilità tecnica ed economica, della rappresentatività del territorio bolognese. Sono stati inoltre privilegiati i rapporti internazionali già intrattenuti dalla città e le iniziative di scambio con sedi ospitanti prestigiose e idonee a sostenere la notorietà di Bologna come città creativa, per la prima volta a livello metropolitano. Ritengo questa nostra misura molto valida e penso sarebbe importante fosse mutuata dalla Regione Emilia-Romagna attraverso la prossima legge sulla Musica che la Giunta Bonaccini e l’Assessore Mezzetti hanno deciso di promuovere. Di seguito i progetti vincitori e le destinazioni.

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Di Internazionale, birre, pipì e sfruttamenti vari

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Capita di venire citati da un blogger che pubblica per Internazionale.it. L’argomento è interessante ed è anche molto ‘bolognese’ (paradossi di Internazionale o grandeur di Bologna?!). Di ordinanze, di pipì e di birre in strada se ne parla da diversi decenni a Bologna, qualcuno potrebbe affermare da oltre 900 anni. Partire da qui, però, ci porterebbe troppo lontano, mentre voglio iniziare da un dato solido. Il blogger in questione mi tira in ballo, allude a varie storie ma fa anche delle affermazioni circostanziate: “i colossi dell’alimentare vogliono avere campo libero fin sotto le due torri (letteralmente: una piccola Coop è a pochi metri dal simbolo della città), e la giunta cittadina colpisce gli esercizi dei bangladesi nelle loro due caratteristiche peculiari: le birre fresche e l’orario serale prolungato“. Da maggio fino a ottobre 2016, infatti, l’Amministrazione ha emesso un’ordinanza anti alcol e vetro che limita gli orari di negozi e laboratori artigianali (locali senza licenza di somministrzione) alle 21 qualora vendano alcolici e vieta loro la refrigerazione degli stessi. Il limite delle 21 decade qualora il negozio opti per la rinuncia alla vendita di alcol. L’informazione che probabilmente manca al blogger è che tale ordinanza vale anche per i supermercati o minimarket della grande distribuzione organizzata. Tanto che proprio una nota marca della ‘gdo’ ha impugnato la nostra ordinanza chiedendo una sospensiva al TAR. Nei prossimi giorni, si attende il pronunciamento del giudice che potrebbe sospendere il provvedimento immediatamente o rimandare più avanti per un pronunciamento sul merito. Partiamo da qui. Perchè l’articolo a firma Wolf Bukowski pubblicato da Internazionale è molto romantico, tutt’altro che Pulp, ma una cosa è certa: è male informato. La nostra ordinanza non favorisce la grande distribuzione, affatto. Tanto è vero che il ricorso è stato presentato da una grande marca, preoccupata per la limitazione al proprio orario. Chiarito questo, passiamo al resto. Leggi il seguito di questo post »