Lampedusa Bologna, 5 ottobre 2013

Insieme in piazza Nettuno per ricordare i morti di Lampedusa. Non li ha presi con sè il mare, loro sono vittime della nostra indifferenza e del nostro cinismo. Dopo tanti anni in cui si sono ripetuti eventi tragici come questo, non abbiamo ancora avuto il coraggio di cambiare le nostre leggi, di cancellare il reato di immigrazione clandestina e di smilitarizzare i nostri confini. Dobbiamo accogliere non respingere. Per loro, abbiamo acesso oggi centinaia di candele impegnandoci affinchè non accada mai più. Come amministrazione comunale, sosterremo progetti e iniziative che supportino la popolazione di Lampedusa.

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#Immigrazione lavoro e cittadinanza: il mio contributo a “Ci rubano il lavoro!”

Dopo alcuni mesi sono stati pubblicati i video del convegno “Ci rubano il lavoro!” organizzato dall’associazione Promigrè e da Arci Bologna il 28 e 29 aprile 2012, in occasione del festival delle migrazioni e delle genti. Di seguito il mio contributo di idee, all’interno della sessione dedicata alla legislazione italiana in materia di lavoro e immigrazione. Questo il programma delle due giornate.


Promigre’: Ci rubano il lavoro! … 28 aprile ore 14 Aula Biagi, Sala Borsa

Il 28 aprile alle ore 14, all’interno del Festival delle migrazioni e delle genti Promigre’, interverrò all’iniziativa “Ci rubano il lavoro! Che lavoro fanno gli immigrati? E’ vero che ci rubano il lavoro?”.
Ne parliamo con:
– Edda Capasso (Lavoratrice d’origine preuviana e sindacalista CGIL Lombardia)
-Andrea Stuppini (Rappresentante delle Regioni nel Comitato tecnico nazionale sull’immigrazione)
– Danilo Gruppi (Segretario Generale Camera del Lavoro metropolitana di Bologna)
– Stefania Pellegrini (Professore di Sociologia del diritto presso l’Università di Bologna)
– Gian Andrea Ronchi (Avvocato CGIL Bologna)
Durante l’incontro sarà mostrato un contributo video dell’ Associazione “Rumori sinistri” di Rimini (che si occupa di lotta alla tratta e alle forme di grave sfruttamento).

 

Il programma di Promigre’


ProMiGrÈ: 27-28 aprile a Bologna…di CIE, diritti civili e lavoro

ProMiGrÈ è il Festival delle migrazioni e delle genti organizzato da Arci Bologna insieme all’associazione universitaria ProgrÈ, con il contributo di CGIL Bologna e il patrocinio del Comune, che si svolgerà in città venerdì 27 e sabato 28 aprile. Due giornate di incontri, mostre fotografiche, proiezioni e momenti ludici aperti alla cittadinanza presentato oggi in conferenza stampa. Come ho già avuto modo di affermare in occasione della presentazione del Gay Pride 2012 poche settimane fa, anche in questa occasione ho confermato che penso sia necessario attivare una campagna nazionale per i diritti civili che veda in prima linea le città, a partire dal diritto di voto amministrativo per i “nuovi italiani”. Cittadini immigrati che pagano le tasse come tutti e vivono accanto a noi. E’ nel lavoro che si fonda la Repubblica italiana ed è nel lavoro che si fonda il diritto di cittadinanza, dunque cosa aspettiamo? E’ poi arrivato il momento di scoperchiare la questione CIE: la politica tutta deve avere il coraggio di dire basta a questi lager nel nostro paese. L’impegno di alcuni parlamentari, dei sindacati e di molte associazioni è stato fondamentale fino ad ora per tenere viva l’attenzione, ma non basta. Occorre una presa di coscienza risoluta e definitiva di tutta l’opinione pubblica, perché non possono esistere in Italia luoghi come i CIE dove la Costituzione sembra essere sospesa, nei quali si fatica a garantire il rispetto dei diritti civili e umani. Leggi il seguito di questo post »


Liberare Adama: un appello e una denuncia di tutti

Faccio mio l’appello per liberare Adama, una donna senegalese che ha trovato il coraggio di denunciare uno stupro subìto, ma poiché irregolare è stata rinchiusa al Centro di identificazione ed espulsione di Bologna. In questo momento mi trovo a Ghent, per rappresentare Bologna all’Assemblea annuale di ECCAR, la Coalizione delle città europee contro il razzismo e la xenofobia, alla quale aderiscono 108 città da 22 paesi diversi. In questi giorni è stato difficile per me spiegare ai colleghi europei, quante e quali drammatiche assurdità preveda la legislazione italiana in tema di immigrazione, dal mancato riconoscimento della cittadinanza per i “nuovi italiani” ragazzi nati in Italia da famiglie straniere (come ci ha ricordato pochi gg fa il Presidente Napolitano), alle follie dei CIE. La vicenda di Adama rappresenta un fatto grave. La direttrice del CIE ci rassicura che se la tesi di Adama verrà confermata, lei uscirà e sarà tutelata in una struttura protetta e contemporaneamente sarà avviato il processo di regolarizzazione. Ma come è possibile che una persona, solo perchè è una migrante, debba subire quello che nessun cittadino italiano avrebbe mai subito? Ce lo chiediamo oggi nella giornata nazionale contro la violenza alle donne, ma è ormai da troppo tempo che in Italia vige la Legge Bossi-Fini, una legge xenofoba e contraria agli stessi interessi del nostro paese. Difficile parlare di diritti civili e diritti umani qui a Ghent, quando nel proprio paese vengono negati.