Un patto con la comunità LGBTI di Bologna

Su proposta dell’Assessore Pari opportunità e differenze di genere Susanna Zaccaria, la giunta del Comune di Bologna ha approvato nei giorni scorsi un atto di orientamento per la realizzazione di un percorso partecipato per la co-progettazione e realizzazione di servizi, progetti e interventi a tutela dei diritti delle persone e della comunità LGBTI. Nelle linee per il mandato amministrativo uno degli obiettivi prioritari delle politiche comunali è infatti quello di caratterizzare Bologna come città accogliente per i cittadini e le cittadine lavorando per le pari opportunità, il contrasto a qualunque discriminazione, i diritti della comunità LGBTI e altre azioni di tutela dei diritti della persona. Il patto sarà sottoscritto dall’amministrazione e dalle realtà associative che aderiranno al percorso, con l’obiettivo di condividere un quadro complessivo di politiche e progetti per i prossimi anni in città. Tutti soggetti interessati potranno partecipare, contribuendo così a comporre la mappa degli spazi e delle attività d’interesse pubblico. Si aprirà una nuova stagione di politiche e si farà il punto a oltre trent’anni dalla fondazione del primo circolo arcigay italiano. Oggi, infatti, Bologna è una città plurale anche nella composizione delle pratiche e dei servizi LGBTI, molteplici sono gli spazi e gli approcci. Nuova è anche l’esigenza di rilanciare la tradizione di impegno della città nelle battaglie per l’affermazione dei diritti a livello locale e internazionale, con sempre maggiore attenzione alle tematiche relative alla sfera individuale e collettiva, come ad esempio il welfare, il lavoro, l’educazione, la salute. Una consapevolezza che ho maturato negli anni passati quando, in qualità di Vicepresidente della rete Eccar UNESCO contro la xenofobia e il razzismo, ho avuto modo di visitare diverse esperienze di politiche arcobaleno in ambito europeo. In questo post ho pubblicato il mio intervento in Consiglio Comunale, in occasione della presentazione del percorso in aula (intervento che ho svolto in qualità di Assessore con delega alla Collaborazione civica e al Patrimonio). L’ho fatto anche a seguito delle varie richieste di chiarimento che mi sono arrivate. Leggi il seguito di questo post »


Trascrizione matrimoni all’estero, stesso genere d’amore

Da oggi, la città di Bologna registra nei prori atti dello Stato Civile i matrimoni tra persone dello stesso sesso che si sono sposate all’estero. Il 30 giugno scorso il Sindaco Virginio Merola assumeva questa decisione tramite una direttiva, impegnandosi a firmare personalmente i certificati di ogni coppia a partire dal 15 settembre 2014. Si tratta di una scelta amministrativa dall’importante valore politico e culturale, sostenuta da motivazioni giuridiche che nella direttiva del Sindaco sono chiare e sostanziali. La Corte Costituzionale, la Corte di Cassazione, la Corte Europea dei diritti dell’uomo e il Parlamento Europeo si sono espressi infatti più volte a favore della parità di diritti tra persone omosessuali. Per quanto in Italia permanga un dibattito sulla necessità o meno di riconoscere tali diritti, è a mio parere ineludibile l’approvazione di un legge nazionale che superi definitivamente una discriminazione nei confronti dei cittadini italiani stessi. Se in Europa, Regno Unito, Spagna, Olanda, Francia, Danimarca, Svezia, Belgio e altri paesi riconoscono i matrimoni tra persone dello stesso sesso e applicano una legislazione favorevole alla parità e alla loro inclusione, per quale motivo gli italiani devono essere costretti a migrare oltre confine per vedere riconosciuto ufficialmente il proprio amore? Leggi il seguito di questo post »


Matrimoni LGBT, sì alla trascrizione nello Stato Civile

Come promesso, ho firmato nella serata di ieri il provvedimento che dà il via libera alla trascrizione nei registri dello Stato Civile dei matrimoni celebrati all’estero tra persone dello stesso sesso“. Lo ha annunciato oggi il Sindaco di Bologna, Virginio Merola. Dal prossimo 15 settembre, infatti, tali matrimoni potranno essere trascritti all’anagrafe del Comune. “Mi auguro che questa nostra scelta possa contribuire alla creazione di una maggiore consapevolezza nell’opinione pubblica tanto quanto nel nostro Parlamento – continua Virginio – in merito alla necessità di approvare al più presto una legge nazionale che estenda i diritti dei coniugi alle unioni civili fra persone dello stesso sesso. In attesa di questo passo, ormai compiuto nella stragrande maggioranza dei Paesi europei, con la trascrizione nei registi Bologna afferma oggi un importante principio di libertà e di giustizia. Andiamone orgogliosi“.

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