Turismo e Lavoro da primato a Bologna

IMG-4779.jpgSono passati tre mesi da quando il Sindaco ha modificato le deleghe e la squadra di Giunta. Dopo sei anni, ho terminato il mio lavoro come Assessore all’Economia del Comune di Bologna, passando alla Cultura e mantenendo la delega al Turismo. Sabato scorso ho avuto modo di presentare in conferenza stampa una sorta di consuntivo del lavoro svolto in questi due mandati sul fronte economico, insieme al Presidente della Camera di Commercio Giorgio Tabellini. Nel 2008, primo anno della crisi globale, la disoccupazione nella nostra città era al 2,5%. A inizio del nostro primo mandato, nel 2011, la disoccupazione era già salita al 5% circa, arrivando progressivamente negli anni successivi a toccare il 10%, il doppio tra le nuove generazioni. Sette anni dopo, al termine del mio mandato da assessore all’Economia i dati ci raccontano una situazione nuovamente positiva, con alcuni primati importanti che tengo a sottolineare almeno tra noi. Leggi il seguito di questo post »


Insieme per il lavoro

La Repubblica di Bologna

Nei giorni scorsi i giornali locali hanno raccontato i risultati del primo anno di “Insieme per il lavoro”, il progetto che vede la collaborazione tra Comune di Bologna, Città metropolitana e Arcidiocesi di Bologna, sottoscritto da associazioni imprenditoriali e sindacati. In qualità di Assessore all’Economia del Comune ho avuto l’opportunità di lavorare alla fondazione di questo programma nel 2017. Poi con il cambio di ruoli in Giunta e il passaggio della delega al lavoro al collega Marco Lombardo, con essa è passato a lui anche il testimone per quanto riguada questo progetto. Possiamo dire che dopo un anno di lavoro finalmente stiamo raccogliendo i primi frutti concreti, con 98 persone in condizione di fragilità sociale ed economica che hanno ricevuto una proposta di inserimento o di formazione finalizzata.

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Cibo a domicilio e il valore del lavoro

Screenshot (182)-2Scrive Riccardo Staglianò nel suo libro inchiesta ‘Al posto tuo’, dedicato alla nuova economia fatta dal web e dai robot: ‘nella discesa agli inferi del valore del lavoro il primo smottamento era stato dall’operaio nazionale a quello delocalizzato. Oppure all’immigrato. Quindi dall’immigrato al robot. Il punto a cui siamo arrivati oggi. Prima di constatare domani la nostra ennesima schizofrenia: ci piace produrre a poco, ma non avremmo voluto distruggere la classe media che produceva al prezzo giusto’.  Insieme al Sindaco Virginio Merola, nella giornata di ieri abbiamo incontrato una delegazione dell’organizzazione Riders Union Bologna, a seguito di una loro richiesta e dello sciopero di novembre. Abbiamo verificato la fattibilità dell’apertura di un tavolo cittadino per la tutela del lavoro dei ciclofattorini e il miglioramento della mobilità ecologica e sostenibile. Durante l’incontro i lavoratori hanno più volte sottolineato che la loro condizione non è quella di lavoratori autonomi ma, “di fatto”, di lavoratori subordinati in un quadro altamente disomogeneo e frammentato di garanzie contrattuali e carente sul piano della sicurezza sul lavoro; da qui deriva una delle proposte rivolte all’Amministrazione Comunale, cioè farsi parte attiva per un confronto costruttivo con le aziende. Leggi il seguito di questo post »


Redditi e diseguaglianza

mappa.jpg(La Repubblica di Bologna – Gianluigi Bovini) Nel 2015 i contribuenti bolognesi hanno dichiarato redditi più alti del 21% rispetto alla media nazionale. All’intemo della città metropolitana si evidenziano però disuguaglianze economiche marcate, che è possibile analizzare sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Il primo divario che appare è quello territoriale: i cittadini residenti nei diversi luoghi dichiarano valori medi del reddito differenziati. Il comune più ricco è San Lazzaro di Savena (28.111 euro per contribuente) che precede Bologna (26.860 euro) e Sasso Marconi (26.486 euro). Nella graduatoria seguono altri centri che confinano con la città o si trovano nelle immediate vicinanze (Monte San Pietro, Pianoro, Zola Predosa, Castenaso, Casalecchio di Reno, Granarolo dell’Emilia e Castel Maggiore). In tutte queste località il reddito prò capite dichiarato è superiore o prossimo a 25.000 euro e si colloca quindi oltre la media metropolitana. Da un punto di vista geografico l’immagine è netta: la ricchezza si concentra a Bologna e nei comuni di prima cintura che condividono con il capoluogo un tessuto economico più solido e diversificato. Leggi il seguito di questo post »


La ripresa economica

immagini.quotidiano.net

Il nuovo Centro congressi dentro F.I.C.O.

Lunedì sono intervenuto con piacere in apertura della settima edizione di Top500, l’analisi di bilancio delle prime 500 imprese bolognesi per fatturato. Uno studio volto ad approfondire tre caratteristiche principali: dimensione, redditività e rischio finanziario delle imprese. L’inserito dedicato a Top 500 è uscito poi venerdì 8 dicembre, allegato all’edizione cartacea della cronaca di Bologna de il Resto del Carlino. Analizzando i dati della classifica, emerge in modo chiaro la ripresa costante dell’economia bolognese ed emiliana. Ben 10 imprese superano un fatturato di un miliardo di euro, mentre 97 sono sopra il tetto dei 100 milioni: le Top 500 presentano un fatturato aggregato di 60,6 miliardi di euro, con una crescita complessiva rispetto alla passata edizione del 6,7%. Questi numeri fanno il paio con alcune notizie recenti molto importanti per l’occupazione del nostro territorio, come l’inaugurazione di F.I.C.O. (1000 assunzioni), il lancio della nuova produzione Lamborghini con il Suv Urus (500 assunzioni) e l’allargamento produttivo di YOOX (600 assunzioni). Leggi il seguito di questo post »


Home sharing manifesto e non solo

Condividere un appartamento a Bologna può essere più semplice e giusto. Il Consiglio Comunale ha approvato ieri una proposta formulata da me e dall’Assessore al bilancio Davide Conte per applicare la nuova legge nazionale sugli affitti brevi (decreto 50 del 2017) relativa ai portali internet e ai siti di intermediazione immobiliare che incassano canoni e corrispettivi. Abbiamo modificato il Regolamento comunale dedicato all’imposta di soggiorno non per introdurre una nuova tassa (5% sul prezzo della camera), ma una nuova modalità di pagamento. L’obiettivo è duplice: riscuotere la tassa direttamente attraverso i portali, ridurre le incombenze per chi condivide un appartamento come attività non professionale e voglia essere in regola, come più volte richiesto da tante cittadine e cittadini bolognesi che svolgono questa attività. Il dispositivo entrerà effettivamente in funzione non appena i portali avranno adattato i propri siti per riscuotere la tassa, un passo che sono tenuti a compiere per legge (ad oggi AirBnB si rifiuta di riconoscere la legge italiana). A settembre è nostra intenzione promuovere gruppo di lavoro con i cittadini e le comunità che condividono le proprie case attraverso questa forma di hosting per sottoscrivere, a partire da Bologna, un manifesto dell’home sharing che ne riconosca i diritti e i doveri, promuovendo le buone pratiche. Leggi il seguito di questo post »


Insieme per il lavoro: il progetto di Bologna

Dopo mesi di lavoro, svolto insieme ai colleghi di Giunta Marilena Pillati e Rizzo Nervo oltre che gli amici della Curia di Bologna e del mondo imprenditoriale e sindacale, siamo arrivati a un risultato importante. . Il Sindaco di Bologna e della Città metropolitana Virginio Merola e l’Arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi, hanno firmato questa mattina il Protocollo d’intesa “Insieme per il lavoro”. Alle loro firme si sono aggiunte quelle dei rappresentanti delle organizzazioni datoriali, d’impresa e dei sindacati: Alleanza delle Cooperative Italiane – Bologna, CNA Bologna, Confartigianato Imprese di Bologna e Imola, Confcommercio ASCOM Bologna, Confesercenti Bologna, Confindustria Emilia Area Centro, Cgil, Cisl e Uil di Bologna. L’accordo è alla base di un piano che intende mettere a sistema risorse del Comune e della Città Metropolitana con quelle della Curia per sviluppare una vasta azione per creare lavoro intercettando in particolare chi è più fragile e è stato più colpito dalla crisi economica di questi anni. Si procederà tramite bandi per l’erogazione delle risorse pubbliche e grazie alla presenza della Fondazione San Petronio sarà possibile intervenire anche direttamente per sostenere singoli individui o realtà bisognose. La dotazione economica del piano è ampia e si pone, per il momento, l’orizzonte temporale di 4 anni: 10 milioni di euro di risorse comunali e metropolitane, 4 milioni di euro della Fondazione San Petronio. Un progetto di questo tipo rappresenta un unicum per il nostro paese in termini di collaborazione tra istituzioni. Leggi il seguito di questo post »