Codigoro e Sindaca PD, quello che penso

repLa Repubblica di Bologna oggi ospita una mia intervista sull’iniziativa della Sindaca PD di Codigoro che ha proposto di alzare le tasse ai cittadini che accolgono i migranti. Ero intervenuto ieri su Facebook, commentando così la notizia: ‘Tra qualche mese ci saranno le elezioni politiche e una delle richieste del Partito Democratico: <<sarà votateci altrimenti vince la destra!>> Perché andare a votare?! Espellere queste persone dal PD sarebbe l’unico segnale democratico degno di questo nome’. Pubblico di seguito l’intervista.

«ESPELLERE queste persone dal Pd sarebbe l’unico segnale democratico degno di questo nome». Così su Facebook l’assessore all’economia Matteo Lepore si schiera contro la decisione della sindaca di Codigoro di tassare chi affitta ai prorughi.
Lepore, perché questa presa di posizione? «Credo sia ora che il partito nazionale dica basta: troppi rappresentanti Pd stanno usando toni e promuovendo iniziative di stampo leghista. Gli amministratori non vanno lasciati soli ed è chiaro che ci sono tensioni nei territori sui temi dell’accoglienza, ma governo e Pd stanno cercando di portare avanti una linea pragmatica e di solidarietà». Leggi il seguito di questo post »


Terra di tutti

Il 7 ottobre prossimo parte un’edizione speciale del ‘Terra di Tutti Art Festival’, che quest’anno presenta il focus ‘Migrazioni verso l’Europa: cultura, media e diritti umani’. Il Festival nasce nel 2007 dall’esigenza di dare la parola a tanti documentaristi che usano il video come forma di espressione critica, come torcia sul mondo e sui problemi che colpiscono i molti sud del mondo di ogni Paese. Promosso dalle organizzazioni non governative di cooperazione internazionale allo sviluppo GVC (Gruppo di Volontariato Civile) e COSPE (Cooperazione per lo sviluppo dei Paesi Emergenti), con la collaborazione e il sostegno del Comune di Bologna, nel 2015 si è colta l’occasione dell’Anno Europeo per lo Sviluppo, #EYD2015, per aprirsi a tutte le forme d’arte e porre questioni del tutto attuali, anche nella nostra città. In un momento storico particolarmente delicato, quando in Italia sono accettate solo metà delle domande di protezione internazionale e ci si interroga quindi su quale accoglienza e quale integrazione potere offrire ai richiedenti asilo che arrivano; quando in Europa coesistono strategie (o non strategie) molto diverse tra loro e sembra così difficile giungere ad una visione comune su come affrontare il tema dell’immigrazione; istituzioni locali ed europee, società civile, giornalisti ed esperti si confrontano per analizzare ciò che sta accadendo e per capire meglio le tematiche che ONG come GVC e COSPE affrontano da oltre 40 anni, ossia l’imprescindibile legame che esiste tra migrazioni, sviluppo e diritti umani. Leggi il seguito di questo post »


21 grammi

Il peso dell’anima, 21 grammi sarebbe quanto chiunque perderebbe esalando l’ultimo respiro. Nessuno escluso. Così la spiega l’attore Sean Penn nel film di Alejandro González Iñárritu. Quando li cediamo esattamente quei 21 grammi, quanto se ne va con loro, quanto si guadagna? 21 grammi sono il peso di un barretta di cioccolato. Ma quanto valgono, davvero? c’è differenza tra noi nella morte? Questo film e il concetto di peso dell’anima in punto di morte, mi sono tornati alla mente questa estate quando mi sono trovato di fronte alla seguente notizia: “Morire in Puglia all’ombra degli ulivi. La storia di Mohammed, stroncato da un infarto per pochi euro al giorno“. Il racconto, purtroppo non inedito, della morte di un bracciante agricolo sudanese nei campi bruciati da temperature incredibili, oltre i 40 gradi. In piedi dall’alba e probabilmente fino al tramonto, per poche decine di euro. In questo primo scorcio del terzo millennio, anche gli italiani percorrono la stessa strada di Mohammed, costretti dalla disoccupazione che nel sud del Paese è a doppia cifra. Quanto vale la vita dei tanti Mohammed o di Paola Clemente, la bracciante italiana 49enne morta nei campi intorno ad Andria in luglio, a causa di un malore?

21 grammi, il peso di 5 nichelini l’uno sull’altro, il peso di due banconote accartocciate che non possono ripagare una giornata di lavoro sfiancante. Leggi il seguito di questo post »


Bologna guiderà la Coalizione europea contro le discriminazioni

Sono partito ieri per raggiungere Liegi, terra di miniere e migranti italiani, dove oggi e domani si riunirà la Coalizione Europea della Città contro il razzismo e la xenofobia (ECCAR). Si tratta di un appuntamento importante per noi e per la rete patrocinata dall’UNESCO. Sono felice, infatti, di annunciare che Bologna è stata appena eletta alla Presidenza della Coalizione nella persona di Benedetto Zacchiroli, Consigliere comunale, così come proposto dal Sindaco Virginio Merola. L’assemblea delle città ha appena votato. La nostra presidneza avrà il compito di guidare per i prossimi tre anni la Coalizione, promuovendo i diritti civili e contrastando ogni forma di discriminazione. Come Vicepresidente uscente ho lavorato in questi due anni per rendere concreta l’adesione bolognese, spingendo a livello locale affinché l’Amministrazione accrescesse il proprio impegno per i diritti. In virtù di questo percorso, conclusasi la Presidenza di Tolosa, le altre città europee hanno recentemente proposto a Bologna di candidarsi alla guida della Coalizione. Una prospettiva di rilievo che giunge in un momento particolare. Islam, Rom e Profughi sono parole che bruciano tanto sono abusate e ripetute dai mezzi di comunicazione e dalla politica. Conflitti e paure niente affatto nuovi, come nuove non sono, purtroppo, le tragiche morti di questi giorni nel Mare Mediterraneo. Non è facile per chi amministra una città riuscire ad affrontare tutto questo senza cadere, non nè è facile per le comunità locali comprendere e accogliere con umanità e ragionevolezza. Leggi il seguito di questo post »


Il mio punto di vista sulla vicenda Arterìa

Foto da profilo Facebook Arterìa

Foto da profilo Facebook Arterìa

Oggi, su Repubblica Bologna, è stata pubblicata una mia lettera in cui esprimo il mio punto di vista sulla vicenda dell’Arterìa. Di seguito il mio intervento.

L’accusa contro il locale Arterìa emersa da un’inchiesta di questo giornale ha suscitato un dibattito a tratti doloroso. In qualità di Assessore al commercio e Vicepresidente della Rete di città Unesco contro il razzismo e la xenofobia, sono intervenuto immediatamente, chiedendo spiegazioni al club accusato di non permettere l’ingresso ad alcune persone di colore. A ‪‎Bologna‬, sostenevo, non ci può essere spazio per alcun atteggiamento di razzismo, auspicando che l’episodio denunciato si potesse chiarire. Nel frattempo, la Procura ha aperto un fascicolo in merito all’accaduto. Dunque, attendendo doverosamente gli esiti dell’indagine sul fatto specifico, sul quale quindi non entrerò, vorrei aggiungere alcune riflessioni di carattere generale. Non dobbiamo sottovalutare quanto è accaduto e il dibattito che ne è scaturito. Sono in discussione i valori fondanti del nostro stare insieme ed è da queste situazioni che si misura la capacità della comunità di mostrare gli anticorpi giusti all’indifferenza. In gioco c’è la dignità di alcune persone che si sono sentite lese nei loro diritti e anche la reputazione dell’Arterìa, un locale che della multiculturalità fa un elemento distintivo.

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K. Kennedy e Bologna città dei Diritti Umani

Schermata 2015-02-19 alle 19.29.16Quante grandi donne nel ‘900 si sono impegnate per i più deboli e per la diffusione dei Diritti Umani? Tante e indimenticabili. Marcello Reboani ha deciso di celebrarle in una collezione di ritratti realizzati con materiali di recupero. Su proposta della Presidente del Consiglio Comunale Simona Lembi, l’Amministrazione comunale ha deciso di ospitare l’esibizione in occasione dell’8 marzo “Giornata Internazionale della Donna”. “Ladies for Human Rights”, curata da Melissa Proietti, è organizzata in collaborazione con la Robert F. Kennedy Human Rights Europe, l’organizzazione no-profit presieduta da Kerry Kennedy, presente all’inaugurazione. La Kennedy parteciperà anche alla seduta solenne del Consiglio Comunale di Bologna convocata venerdì 20 febbraio.

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I diritti fondamentali – missione a Bruxelles

Senza dubbio è a livello locale che il discorso sull’applicazione dei diritti individuali entra a contatto con la realtà di tutti i giorni, là dove è possibile misurare la capacità della comunità e delle istituzioni di farvi fronte. Molti non lo sanno, ma dal 2009 “La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea” è vincolante per gli Stati Membri a seguito della firma del Trattato di Lisbona. A questo proposito, su invito della DG Giustizia della Commissione Europea (Direttorato Diritti Fondamentali e Cittadinanza dell’Unione), giovedì 18 dicembre sono intervenuto, in qualità di Vice-presidente di ECCAR (la Coalizione di città contro il razzismo e la xenofobia fondata nel 2004 dall’UNESCO) alla conferenza di Bruxelles dal titolo “La Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea: rispondere ai bisogni formativi dei funzionari della giustizia e della pubblica amministrazione“. All’evento hanno partecipato rappresentanti di tutti i paesi dell’Unione, provenienti da autorità giudiziarie, istituzioni e agenzie UE, Consiglio d’Europa, università, centri di ricerca, società civile, autorità locali e regionali. Ne ho ricavato la convinzione che, per quanto il “linguaggio dei diritti umani” sia spesso specialistico e ostico per l’opinione pubblica, questo tema è purtroppo volutamente tenuto ai margini del dibattito politico in molti paesi europei. Forte nei principi e nei valori, attraverso il recepimento da parte delle legislazioni nazionali, il testo della Carta è divenuto obbligatorio e influisce direttamente in tanti passaggi della nostra vita individuale e collettiva. Nonostante ciò, in casi come quello italiano, la cultura dei diritti è tutt’altro che egemone. Nel nostro paese non siamo in grado di mettere da parte una volta per tutte le divisioni politiche, prima ancora che etiche. Sempre più di frequente tocca ai tribunali riparare ai torti subiti, con non poche contraddizioni. La logica dell’emergenza si è fatta strutturale e le conquiste civili sono diventate vere e proprie concessioni. Ma la nostra città che rapporto ha con questo tema?

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