Confronto e ascolto pagano: continuare in Pza Aldrovandi

piazza-aldrovandi_patto-collaborazione-2Piazza Aldrovandi è una piazza difficile a Bologna. Lo è da tempo, al centro di un dibattito tra pedonalizzazione e apertura al traffico, un tira e molla trascinato di Sindaco in Sindaco. Ondate di degrado causato dalla movida e da altre problematiche, ondate di miglioramenti e maggiore amore per il bene comune. Qui si sono scontrati a più riprese commercianti e residenti, artigiani e venditori di alcolici a basso costo, divertimento e riposo, qualità urbana e mancanza di educazione. A poche settimane dalla fine del cantiere che sta riqualificando la Piazza, siamo arrivati ad una punto importante di questa storia travagliata: il Comune di Bologna e gli operatori dei chioschi del mercato hanno firmato un ‘patto di collaborazione’ che sancisce la fine di un lungo confronto e l’inizio di una collaborazione che ha l’obiettivo di migliorare la vivibilità della zona. Il patto ha una durata di cinque anni ed è stato firmato dai 13 operatori proprietari dei 15 chioschi di Piazza Aldrovandi. E’ stata dura, è vero, ma il confronto e l’ascolto pagano sempre. Abbiamo raggiunto un risultato importante, d’ora in poi collaboreremo per gestire la Piazza al meglio, valorizzare il commercio di vicinato e la natura residenziale dell’area. Il prossimo passo lo faremo insieme con il Quartiere Santo Stefano avviando il tavolo anche con i residenti per decidere le regole d’uso dello spazio pubblico. Il cantiere sta per finire, ci occuperemo anche del degrado cronico di alcuni angoli della piazza. Di seguito pubblico l’intervista a Il Resto del Carlino uscita oggi, nella quale cerco di raccontare i prossimi passi del nostro impegno.

Il tour tra gli «emarginati» di via Irnerio

GIRO CONOSCITIVO ASSESSORE LEPORE E PRES QUARTIERE AMOREVOLE IN ZONA IRNERIOIl Corriere di Bologna ha seguito la nostra passeggiata tra i residenti e commercianti che vivono nella zona tra Irnerio e i viali. Pubblico di seguito il resconto con il link all’articolo. E’ stata un’occasione per me di rifare il punto con una comunità di persone che soffre l’emarginazione dal cuore commerciale del centro storico. Tag ovunque sui muri e buchi lungo i marciapiedi, accanto a una grande voglia di riscatto. Sono tante le attività commerciali e artigianali di questo quadrato di città, infatti, che si battono per non chiudere. In questi cinque anni i flussi di frequentazione del centro storico di Bologna sono cambiati, occorre redistribuire una ricchezza che c’è ma che oggi avvantaggia solo una parte. Tutti hanno diritto a vivibilità, pulizia, sicurezza. Nella mia testa c’è anche questo in questi giorni di decisioni importanti attorno alla riorganizzazione del mercato storico della Piazzola e della zona attorno al Parco della Montagnola. Mettere in disussione tutto ciò è importante per produrre dei risultati concreti e un miglioramento tangibile. Ho chiesto di trattare questo argomento alla prossima ‘Task force dedicata al degrado e alla sicurezza’ guidata dall’Assessore Malagoli. Leggi il seguito di questo post »


Sabato con i commercianti di Piazza Aldrovandi

IMG_0022.JPGQuesto sabato mattina ho approfittato del bel tempo per andare a trovare i commercianti di Piazza Aldrovandi e dare un’occhiata all’andamento dei lavori per il rifacimento dell’area. Il clima è cambiato con loro, il tempo sta facendo il suo lavoro e anche la nostra collaborazione. Venerdì abbiamo montato insieme le luci natalizie e stiamo per riqualificare anche un nuovo bagno aperto al pubblico tra i chioschi. Dopo tanti sforzi, le preoccupazioni sull’impoverimento commerciale della piazza stanno venendo meno. Non per questo il nostro compito è terminato, anzi dalla prossima settimana mi rimetterò con più attenzione su questo fronte. Anche di queso ho parlato oggi con Andrea Zanchi, giornalista de il Resto del Carlino Bologna, nell’intervista che pubblico di seguito. Tra le novità l’approvazione da parte del Governo di un decreto (ribattezzato ‘Norma Unesco’) con cui si danno più poteri ai sindaci per regolamentare il commercio nelle zone di maggiore pregio artistico e architettonico, a partire dai centri storici. Leggi il seguito di questo post »


Di Internazionale, birre, pipì e sfruttamenti vari

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Capita di venire citati da un blogger che pubblica per Internazionale.it. L’argomento è interessante ed è anche molto ‘bolognese’ (paradossi di Internazionale o grandeur di Bologna?!). Di ordinanze, di pipì e di birre in strada se ne parla da diversi decenni a Bologna, qualcuno potrebbe affermare da oltre 900 anni. Partire da qui, però, ci porterebbe troppo lontano, mentre voglio iniziare da un dato solido. Il blogger in questione mi tira in ballo, allude a varie storie ma fa anche delle affermazioni circostanziate: “i colossi dell’alimentare vogliono avere campo libero fin sotto le due torri (letteralmente: una piccola Coop è a pochi metri dal simbolo della città), e la giunta cittadina colpisce gli esercizi dei bangladesi nelle loro due caratteristiche peculiari: le birre fresche e l’orario serale prolungato“. Da maggio fino a ottobre 2016, infatti, l’Amministrazione ha emesso un’ordinanza anti alcol e vetro che limita gli orari di negozi e laboratori artigianali (locali senza licenza di somministrzione) alle 21 qualora vendano alcolici e vieta loro la refrigerazione degli stessi. Il limite delle 21 decade qualora il negozio opti per la rinuncia alla vendita di alcol. L’informazione che probabilmente manca al blogger è che tale ordinanza vale anche per i supermercati o minimarket della grande distribuzione organizzata. Tanto che proprio una nota marca della ‘gdo’ ha impugnato la nostra ordinanza chiedendo una sospensiva al TAR. Nei prossimi giorni, si attende il pronunciamento del giudice che potrebbe sospendere il provvedimento immediatamente o rimandare più avanti per un pronunciamento sul merito. Partiamo da qui. Perchè l’articolo a firma Wolf Bukowski pubblicato da Internazionale è molto romantico, tutt’altro che Pulp, ma una cosa è certa: è male informato. La nostra ordinanza non favorisce la grande distribuzione, affatto. Tanto è vero che il ricorso è stato presentato da una grande marca, preoccupata per la limitazione al proprio orario. Chiarito questo, passiamo al resto. Leggi il seguito di questo post »


La sporcizia e la maleducazione

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Gentile Mauro De Bellis, la ringrazio per avere sollevato un tema così sentito dai bolognesi: la sporcizia e la maleducazione. Gli escrementi di cane sotto il portico, l’abbandono dei rifuti, il giovinastro che fa pipì sui muri non sono cosa banale, da derubricare nella lista delle ‘piccole cose’ . Lo so già, molti leggendo il nostro scambio sentenzieranno: <<guarda questo assessore che si occupa di cacche mentre alla città serve una grande visione!>>. Ma dove vogliamo andare se ci manca l’umiltà, dico io. Una città sporca è una città meno credibile agli occhi di chi la guarda e questo vale per il cittadino tanto quanto per il turista, con la sola differenza che per il cittadino questa è casa propria. La nostra Giunta si è spesa molto sul problema, nella consapevolezza di accettare una sfida infinita. Perchè spesso la mentalità che abbiamo di fronte è come quella dei miei ex condomini, non me vogliano. Alla proposta di un gruppo di volontari di pulire il muro del palazzo dai graffiti, negavano il permesso perchè tanto poi qualcuno sarebbe tornato a sporcarlo. Leggi il seguito di questo post »


Collaborare è Bologna, pulire i muri anche

Ha fatto molto discutere l’intervento di pulizia dei muri realizzato da un gruppo di volenterosi cittadini in via Petroni, a Bologna. Si sono scontrati con le regole del decoro urbano, quel decoro che la Sovrintendenza è tenuta a far rispettare per legge, non senza difficoltà. Il Resto del Carlino ha rilanciato questo caso raccogliendo varie opinioni, tra cui la mia. A questo proposito pubblico di seguito la mia intervista. Sono convinto che questi cittadini vadano premiati, non certo puniti, ma non farei di questo episodio un pretesto per alimentare una campagna contro le Sovrintendenze. Almeno non in questo caso. Ci sono tanti elementi critici su questo fronte, ma nella fattispecie devo dire che con la Sovrintendenza abbiamo condiviso e fissato alcune modalità di intervento per pulire i muri del centro storico, rese note in un manuale a disposizione di tutti. Inoltre, come Comune abbiamo introdotto un servizio e un abbonamento per i propietari degli immobili privati (da dividere tra tutti i condomini!!!) che costa tra i 130 e i 300 euro l’anno, grazie al quale è possibile garantire una pulizia continua a chiamata. Da quando questo programma realizzato in collaborazione con HERA è partito, sono già stati puliti 10 mila metri quadrati nel solo centro storico. Dunque, se collaboriamo possiamo pulire i muri insieme. Facciamolo, come si è fatto a San Donato con “Sgura”. Senza multe, ma con la buona volontà di chi vuole prendersi cura dello spazio pubblico, magari attraverso un patto di collaborazione previsto dal nostro “Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni”. Leggi il seguito di questo post »


Angolo B: ospite a Radio Città del Capo

Ospite negli studi di Radio Città del Capo durante la trasmissione AngoloB, oggi ho parlato di diversi argomenti e risposto alle domande degli ascoltatori.

Ascolta la puntata.