Confronto e ascolto pagano: continuare in Pza Aldrovandi

piazza-aldrovandi_patto-collaborazione-2Piazza Aldrovandi è una piazza difficile a Bologna. Lo è da tempo, al centro di un dibattito tra pedonalizzazione e apertura al traffico, un tira e molla trascinato di Sindaco in Sindaco. Ondate di degrado causato dalla movida e da altre problematiche, ondate di miglioramenti e maggiore amore per il bene comune. Qui si sono scontrati a più riprese commercianti e residenti, artigiani e venditori di alcolici a basso costo, divertimento e riposo, qualità urbana e mancanza di educazione. A poche settimane dalla fine del cantiere che sta riqualificando la Piazza, siamo arrivati ad una punto importante di questa storia travagliata: il Comune di Bologna e gli operatori dei chioschi del mercato hanno firmato un ‘patto di collaborazione’ che sancisce la fine di un lungo confronto e l’inizio di una collaborazione che ha l’obiettivo di migliorare la vivibilità della zona. Il patto ha una durata di cinque anni ed è stato firmato dai 13 operatori proprietari dei 15 chioschi di Piazza Aldrovandi. E’ stata dura, è vero, ma il confronto e l’ascolto pagano sempre. Abbiamo raggiunto un risultato importante, d’ora in poi collaboreremo per gestire la Piazza al meglio, valorizzare il commercio di vicinato e la natura residenziale dell’area. Il prossimo passo lo faremo insieme con il Quartiere Santo Stefano avviando il tavolo anche con i residenti per decidere le regole d’uso dello spazio pubblico. Il cantiere sta per finire, ci occuperemo anche del degrado cronico di alcuni angoli della piazza. Di seguito pubblico l’intervista a Il Resto del Carlino uscita oggi, nella quale cerco di raccontare i prossimi passi del nostro impegno.

Redistribuiamo la crescita del turismo

Abbiamo dato ieri le cifre del turismo a Bologna nel 2016 e relative al fine anno. Ne ho approfittato per fare qualche valutazione di merito sui risultati raggiunti fino ad ora e sul tanto lavoro che ci aspetta per il futuro, a partire dalla necessità primaria che abbiamo di redistribuire questa crescita. Ebbene sì. In questi anni ci siamo adoperati affinchè una politica del turismo nascesse, per affermare Bologna come destinazione nazionale e internazionale. Possiamo dire di esserci riusciti, ma non basta. Come più volte ho avuto modo di dire sul blog, occorre avere un approccio sostenibile al tema. Significa prevedere le possibili distorsioni di una crescita non gestita. Una mera logica industriale e consumista non farebbe altro che bruciare le nostre risorse più preziose, il patrimonio sul quale abbiamo costruito tutto questo: la bellezza della città, la sua autenticità, il capitale rappresentato dalla sua socialità, il paesaggio culturale e naturale che ci circonda. Ecco perchè da tempo rilancio l’immaginario di una Bologna metropolitana come ‘parco naturale’. Un ecosistema riconosciuto e tutelato, dotato di regole e di una visione non dissimile da quella che ad esempio anima in campo turistico i grandi parchi americani:  vasti, efficenti, poco infrastrutturati ma accessibili, caratterizzati da un’accoglienza diffusa e in rete. Un patrimonio da salvare e rigenerare come bene comune. In fondo è questa la nostra identità e il nostro itinerario di esperienze. Quello spirito che tiena accesa la fiammella di una città che si riscopre attraversata da cammini medioevali, canali navigabili, cibi unici e locali. Distesa tra i colli e le vallate dell’Appennino nel cuore della grande Pianura Padana. Una città laboriosa e contaminata da genti di ogni dove, ricca di contemporaneità e di memorie che l’hanno segnata, di sviluppi e disegni industriali, di contenuti culturali e artigianali che l’hanno trasformata delineando nuovi panorami e linee di confine tali da produrre una sconfinata meraviglia, come la sorpresa per il viaggiatore.

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Al fianco di Michele il fotografo

indexQuando ti spaccano la vetrina, entrano nel tuo negozio e ti rubano tutto è problema per tanti non solo per te. A Bologna la comunità, le persone, le istituzioni devono rispondere e starti vicino. Nessuno deve rimanere solo, sentirsi ‘mollato’. E’ quanto è accaduto a Michele in Bolognina come a tanti altri.  E’ lui che ci ha chiesto di reagire. E noi abbiamo risposto, mettendo da parte le nostre divisioni. Per questo, stamattina insieme a Manes Bernardini e Daniele Ara ci siamo ritrovati nel suo negozio per lanciare un’inizativa di solidarietà e raccolta fondi per le strade della Bolognina a partire da via Zampieri. La via dove alcune settimane fa il fotografo Michele Bettini ha subito un grave danno. Ora vogliamo chiamiare a raccolta tutti quelli che vogliono dare una mano e ritrovarci in un’iniziativa di raccolta fondi insieme a febbraio, per poi proseguire. Tutto il ricavato sarà devoluto a progetti per le strade e il commercio di vicinato della zona. Bologna è viva e ha tante potenzialità dalle quali ripartire. Anche la nostra rabbia, il nostro impegno, il nostro orgoglio. Nei prossimi giorni renderemo nota la data dell’iniziativa e le modalità di adesione. Leggi il seguito di questo post »


Il tour tra gli «emarginati» di via Irnerio

GIRO CONOSCITIVO ASSESSORE LEPORE E PRES QUARTIERE AMOREVOLE IN ZONA IRNERIOIl Corriere di Bologna ha seguito la nostra passeggiata tra i residenti e commercianti che vivono nella zona tra Irnerio e i viali. Pubblico di seguito il resconto con il link all’articolo. E’ stata un’occasione per me di rifare il punto con una comunità di persone che soffre l’emarginazione dal cuore commerciale del centro storico. Tag ovunque sui muri e buchi lungo i marciapiedi, accanto a una grande voglia di riscatto. Sono tante le attività commerciali e artigianali di questo quadrato di città, infatti, che si battono per non chiudere. In questi cinque anni i flussi di frequentazione del centro storico di Bologna sono cambiati, occorre redistribuire una ricchezza che c’è ma che oggi avvantaggia solo una parte. Tutti hanno diritto a vivibilità, pulizia, sicurezza. Nella mia testa c’è anche questo in questi giorni di decisioni importanti attorno alla riorganizzazione del mercato storico della Piazzola e della zona attorno al Parco della Montagnola. Mettere in disussione tutto ciò è importante per produrre dei risultati concreti e un miglioramento tangibile. Ho chiesto di trattare questo argomento alla prossima ‘Task force dedicata al degrado e alla sicurezza’ guidata dall’Assessore Malagoli. Leggi il seguito di questo post »


Amare Bologna assumendosi delle responsabilità difficili

Lunedì il Consiglio Comunale di Bologna ha approvato la nostra proposta di riorganizzazione della Piazzola e il Piano del commercio su area pubblica. Posto qui il mio intervento conclusivo e i dettagli del provvedimento. Tra le novità inserite, un criterio aggiuntivo nel bando per la Piazzola che valorizza maggiormente le imprese attive nel mercato rispetto alla rendita.

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Sabato con i commercianti di Piazza Aldrovandi

IMG_0022.JPGQuesto sabato mattina ho approfittato del bel tempo per andare a trovare i commercianti di Piazza Aldrovandi e dare un’occhiata all’andamento dei lavori per il rifacimento dell’area. Il clima è cambiato con loro, il tempo sta facendo il suo lavoro e anche la nostra collaborazione. Venerdì abbiamo montato insieme le luci natalizie e stiamo per riqualificare anche un nuovo bagno aperto al pubblico tra i chioschi. Dopo tanti sforzi, le preoccupazioni sull’impoverimento commerciale della piazza stanno venendo meno. Non per questo il nostro compito è terminato, anzi dalla prossima settimana mi rimetterò con più attenzione su questo fronte. Anche di queso ho parlato oggi con Andrea Zanchi, giornalista de il Resto del Carlino Bologna, nell’intervista che pubblico di seguito. Tra le novità l’approvazione da parte del Governo di un decreto (ribattezzato ‘Norma Unesco’) con cui si danno più poteri ai sindaci per regolamentare il commercio nelle zone di maggiore pregio artistico e architettonico, a partire dai centri storici. Leggi il seguito di questo post »


In Bolognina, giorno per giorno

201609010211050006518Ieri l’Ostello We Bologna, a pochi passi dalla Stazione Centrale lato via Carracci alle porte della zona Bolognina, ha festeggiato il suo primo anno di attività e i suoi primi 35 mila ospiti. Chi da anni, invece, promuove la Bolognina è Giancarlo Morisi, gestore dell’Hotel il Guercino, che questa estate ha registrato un più 40% di pernottamenti. Pochi mesi fa, insieme a una ventina di negozianti della zona Morisi ha costituito un’associazione che con l’Amministrazione collaborerà alla cura e alla promozione di quella porzione di territorio. Questi sono solo due esempi che ci raccontano un’altra faccia della Bolognina e i suoi cambiamenti. Così come mi auguro faranno bene i quattro nuovi operatori che hanno accettato la sfida di aprire i chioschi vuoti del Mercato Albani, a seguito del progetto di rilancio proposto dal Comune e già più volte ripreso sul mio blog. Con loro stiamo ragionando sull’apertura pomeridiana e serale del Mercato, così come su un intervento di arte urbana e pulizia che migliori ancora lo spazio tra le case e i chioschi. Certo, tutto questo non basta, ma rappresenta una speranza, un altro passo in avanti per migliorare le cose. E’ possibile fare impresa in Bolognina e investire. Come annunciato, ieri sono tornato in zona per incontrare un primo gruppo di commercianti andandoli a trovare nel negozio e continuerò oggi e domani. Una serie di incontri che manterrò periodici e che ieri sono partiti dalle strade Serra, Albani, Tibaldi, Bolognese e dintorni. Leggi il seguito di questo post »


Di Internazionale, birre, pipì e sfruttamenti vari

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Capita di venire citati da un blogger che pubblica per Internazionale.it. L’argomento è interessante ed è anche molto ‘bolognese’ (paradossi di Internazionale o grandeur di Bologna?!). Di ordinanze, di pipì e di birre in strada se ne parla da diversi decenni a Bologna, qualcuno potrebbe affermare da oltre 900 anni. Partire da qui, però, ci porterebbe troppo lontano, mentre voglio iniziare da un dato solido. Il blogger in questione mi tira in ballo, allude a varie storie ma fa anche delle affermazioni circostanziate: “i colossi dell’alimentare vogliono avere campo libero fin sotto le due torri (letteralmente: una piccola Coop è a pochi metri dal simbolo della città), e la giunta cittadina colpisce gli esercizi dei bangladesi nelle loro due caratteristiche peculiari: le birre fresche e l’orario serale prolungato“. Da maggio fino a ottobre 2016, infatti, l’Amministrazione ha emesso un’ordinanza anti alcol e vetro che limita gli orari di negozi e laboratori artigianali (locali senza licenza di somministrzione) alle 21 qualora vendano alcolici e vieta loro la refrigerazione degli stessi. Il limite delle 21 decade qualora il negozio opti per la rinuncia alla vendita di alcol. L’informazione che probabilmente manca al blogger è che tale ordinanza vale anche per i supermercati o minimarket della grande distribuzione organizzata. Tanto che proprio una nota marca della ‘gdo’ ha impugnato la nostra ordinanza chiedendo una sospensiva al TAR. Nei prossimi giorni, si attende il pronunciamento del giudice che potrebbe sospendere il provvedimento immediatamente o rimandare più avanti per un pronunciamento sul merito. Partiamo da qui. Perchè l’articolo a firma Wolf Bukowski pubblicato da Internazionale è molto romantico, tutt’altro che Pulp, ma una cosa è certa: è male informato. La nostra ordinanza non favorisce la grande distribuzione, affatto. Tanto è vero che il ricorso è stato presentato da una grande marca, preoccupata per la limitazione al proprio orario. Chiarito questo, passiamo al resto. Leggi il seguito di questo post »


La nuova Piazza Aldrovandi

In questo post vorrei chiarire alcune mie affermazioni riportate oggi sulla stampa, in particolare laddove sembro proporre di aprire in Piazza Aldovandi nuovi punti di somministrazione e dehor al fine di ravvivare e rilanciare. Non è così. Qui spiego molto brevemente perchè. A Bologna, lunedì 18 luglio inizieranno i lavori per la riqualificazione di Piazza Aldrovandi, area cerniera tra la Zona Universitaria e il Quartiere Santo Stefano. Sia che la si consideri una piazza o una strada (perchè il dibattito a questo proposito esiste), siamo di fronte a uno degli interventi di rigenerazione che l’Amministrazione Merola ha scelto di mettere in campo per migliorare la qualità della vita nel centro storico. Il percorso di confronto con i cittadini e gli operatori che lavorano nella piazza è stato lungo, così come il percorso di definizione del progetto. A fine dello scorso mandato, il tutto si era chiuso con l’appalto per l’affidamento dei lavori e una commissione consiliare nella quale, in qualità di Assessore al Commercio mi ero assunto l’impegno di approfondire un ultimo aspetto. Un gruppo nutrito di commercianti che gestiscono i chioschi lungo i portici avevano avanzato forti perplessità relative al progetto, in merito ai percorsi di carico e scarico, la sosta dei loro furgoni e alla necessità di allargare lo spazio all’interno degli stessi per ricoverare la merce. Uno spazio attualmente mancante e sopperito dal parcheggio del furgone subito accanto per tutto il giorno. Ci eravamo presi l’impegno di offrire delle soluzioni senza alterare i principi fondamentali del progetto di riqualificazione e la nuova vocazione pedonale di Pizza Aldrovandi e così abbiamo fatto. Leggi il seguito di questo post »


Regole e soluzioni: arte di strada, vetro, alcol

133381446_f71fdca2e8_bCome probabilmente saprete da tempo stiamo lavorando a una nuova regolamentazione di alcune problematiche e fenomeni in città. Temi diversi tra loro, che il mese scorso abbiamo affrontato attraverso alcune modifiche del Regolamento di Polizia Urbana in Consiglio Comunale. Gli emendamenti proposti e approvati ci hanno permesso di mettere in campo le decisioni che abbiamo assunto ieri come Giunta. Non si tratta di una serie di divieti di “cofferatiana” memoria ma del completamento di un percorso di confronto con residenti, operatori privati e anche artisti di strada. Le soluzioni emerse rappresentano un quadro di regole che puntano a promuovere una convivenza migliore, non a spegnere l’arte di strada nè la vita notturna all’aria aperta. Due esempi specifici prima di entrare nel merito. Fino a ieri, l’amplificazione dell’arte di strada era completamente vietata, oggi individuiamo 12 aree preposte dove è possibile utilizzarla senza ricevere sanzioni, mentre risolviamo il conflitto tra alcune esibizioni rumorose e la residenza in altre zone. Fino a ieri, nessuno si era mai posto l’obiettivo di coinvolgere i gestori dei locali della Zona Universitaria e l’Università per affrontare le problematiche della movida serale. Noi abbiamo cercato di farli sedere allo stesso tavolo insieme ai residenti e ci siamo riusciti. Da questa iniziativa, sono nati un Consorzio di 40 locali dedicato, la rassegna estiva Zambè che sta per inaugurare, una squadra di operatori della notte che collaborarerà in strada con la Polizia Municipale a partire dai prossimi giorni e infine il provvedimento che disincentiva l’utilizzo del vetro in strada sensibilizzando i consumatori a bere in modo responsabile. Leggi il seguito di questo post »