Expo Bologna 2019 floricoltura

expo-pillati-caccioni-segre-primori_articoloBologna si è aggiudicata lunedì un importante successo: il comitato organizzatore dell’International Horticultural Exposition, l’Expo tematico dedicato al mondo del florovivaismo e dell’orticultura, riunito a Ratingen nei pressi di Düsseldorf e dove per il Comune era presente la vicesindaco Marilena Pillati, ha infatti annunciato che Bologna è stata selezionata per ospitare e organizzare l’edizione del 2019. I temi proposti dalla candidatura bolognese sono la rigenerazione urbana e l’agricoltura urbana. Una scelta dettata dalla consapevolezza che la più grande sfida del secolo consisterà nella trasformazione delle città e delle aree urbane secondo la logica della sostenibilità e della resilienza. Le parole chiave della candidatura bolognese sono state: “Grow Green, Eat Green, Live Green” (Crescita, alimentazione e stili di vita sostenibili).

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Pedonalizzare il Pratello? parliamone

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Nei giorni scorsi, il giornale La Repubblica di Bologna ha anticipato la proposta della Social Street di via del Pratello di organizzare una due giorni pedonale per la strada. Tra le voci sul tema anche la mia. “Intanto godiamoci la festa, per discutere della pedonalizzazione permanente del Pratello c’è tempo. Servono più servizi e nuove regole di accesso al centro,se vogliamo davvero allargare le pedonalizzazioni.” C’era anche l’assessore al Commercio Matteo Lepore alla riunione con commercianti e residenti,autori del progetto “Bello di giorno”. Pure lui applaude alla festa del 21 e 22 maggio, ma sulla pedonalizzazione permanente della via nel weekend è più cauto.
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Il Mercato delle erbe

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Sabato sono tornato sul ‘Mercato delle erbe’ per chiarire la situazione. In questa intervista rilasciata a Il Resto del Carlino illustro brevemente quanto stiamo facendo insieme al Consorzio privato che gestisce il mercato, un immobile di propietà comunale. Non è la prima volta che intervengo a questo proposito, infatti, da tre anni le vie San Gervasio e Belvedere sono oggetto di un importante percorso di riqualificazione e coinvolgimento della comunità. Il Mercato stesso è rinato, dopo anni di progressivo decadimento. La differenza tra allora e adesso penso sia visibile ad occhio nudo, ma la strada non affatto finita. C’è ancora molto da fare. In questo caso come in altri, mi sto impegnando affinchè il piccolo e medio commercio in città non scompaia. I nostri tredici mercati rionali sono un’occasione di rilancio da questo punto di vista. Come ho cercato di dire nell’intervista che segue, non basta denunciare i problemi ma servono delle soluzioni. Ecco, quello che da tre anni stiamo portando avanti insieme ai commercianti del Mercato è una soluzione, cioè un percorso concordato per abbattere il debito generato dalla crisi di questi anni e dagli investimenti fatti per ristrutturare. Il Mercato sta cambiando pelle e il Comune è al fianco degli operatori per scongiurare un fallimento o una svendita ad una grande catena multinazionale. In questo come in altri casi, io mi sto battendo per il commercio di vicnato che ritengo quello che serve al futuro della nostra comunità. Leggi il seguito di questo post »


La cultura del gelato

Insieme a Carpigiani abbiamo presentato il nuovo logo “Gelato Culture is Bologna”. Nel 2013, infatti, grazie ad una ricerca sulla percezione della città di Bologna nel web abbiamo realizzato la ‘dolce’ scoperta che per i turisti e i visitatori stranieri siamo la città del gelato.  Sarà forse per il grande numero di foto pubblicate sulla rete durante i Tdays o forse perchè Bologna ha dato i natali alle prime aziende produttrici di macchine per il gelato, Cattabriga a e Carpigiani, oggi leader mondiale del settore. In ogni caso, da oggi il marchio “Gelato Culture is Bologna” rappresenterà in Italia e all’estero il profondo legame di Bologna con la cultura del gelato artigianale, rendendo ancora più speciale il terzo compleanno del Gelato Museum Carpigiani di Anzola dell’Emilia e l’attività della Gelato University, che conta 12 sedi in tutto il mondo e 12 mila docenze. Leggi il seguito di questo post »


L’Appennino conquista Bologna

Dopo l’Albero di Natale storto che l’anno scorso ha impazzato sui social e dopo la presentazione dell’accordo sulla Via degli Dei (Bologna – Firenze), torno di nuovo sulla promozione dell’Appennino bolognese. Come Assessore al Turismo del Comune capoluogo, ho siglato un’intesa con le Unioni dei Comuni della Montagna, la Città Metropolitana rappresentata dal consigliere Massimo Gnudi e la Regione Emilia-Romagna. Domenica scorsa abbiamo presentato questo nuovo percorso all’Arena del Sole, in collaborazione con il Gal Appennino bolognese, accompagnati dalle esibizioni di Riccardo Tesi e Banditaliana e  dal “Duo Carlo Maver-Dimitri Sillato”. Grazie a questa firma, si è dato vita ad un unico gruppo di lavoro operativo tra tutte le realtà territoriali attraversate dall’Appennino bolognese con l’obiettivo di promuovere la destinazione turistica. Finalmente, l’Appennino conquista Bologna. Non era mai accaduto prima, infatti, che vi fosse la partecipazione di tutti i comuni, imolese compreso, all’interno di un unico contenitore che avesse tale scopo. Dunque ci mettiamo al servizio della Bologna da un milione di abitanti. Si tratta del primo progetto messo in campo dalla neonata Città Metropolitana. Non è un caso che si basi su cultura, turismo e paesaggio. Inoltre, è la dimostrazione che se partiamo dai contenuti e dal lavoro di squadra, è possibile lavorare bene. Abbiamo trovato un metodo ed uno spirito positivi, ora mi auguro che tutti sappiano farne tesoro. Parte di questo tesoro, si chiama Montagna bolognese, una terra straordinaria e piena di risorse, per troppo tempo lontana dai riflettori e dalle attenzioni della politica. Leggi il seguito di questo post »


CampiAperti: patto di collaborazione per la sovranità alimentare

Il Comune di Bologna e l’Associazione CampiAperti firmeranno un patto di collaborazione il prossimo 10 Aprile, dedicato alla gestione condivisa di un bene comune. La Giunta comunale ha infatti approvato questa scelta ieri dopo alcuni mesi di dialogo. Sono molto soddisfatto. Questo è il primo patto sui beni comuni che sottoscriviamo nel campo della produzione agricola e del commercio di prodotti della terra. La proposta di collaborazione presentata dell’associazione prevede la valorizzazione di diverse aree della città attraverso l’allestimento di mercati contadini diretti e bio, con prodotti in larga parte (minimo l’80%) provenienti dalla nostra regione. In oggetto c’è la prosecuzione dei mercati settimanali del Vag61 (in via Paolo Fabbri), quello all’XM24 (via Fioravanti) e quello di Savena (via Udine), davanti alla Scuola di Pace, ai quali si aggiunge un nuovo mercato in Zona Universitaria sotto i portici di piazza Scaravilli, ogni lunedì pomeriggio, a partire da maggio (quando le ciliegie saranno mature) . Da parte dell’Amministrazione con questo atto si intende riconoscere l’esperienza di Campi Aperti e il suo impegno per la sovranità alimentare, l’obiettivo di produrre rifiuti zero e di mettere in campo un’organizzazione partecipata dei mercati con il coinvolgimento di produttori e consumatori. Leggi il seguito di questo post »


La nostra ricetta contro la depressione

Il Mercato delle Erbe ha già cambiato completamente aspetto negli ultimi due anni, ma c’è una novità. Martedì abbiamo approvato in giunta la delibera che permette l’insediamento di nuove attività di somministrazione di cibi e bevande nella piazzetta laterale su via San Gervasio, così come nella piazzetta speculare, a destra dell’accesso da via Ugo Bassi. Abbiamo accettato la proposta arrivata dal Consorzio che gestisce il Mercato, un immobile di propietà comunale. Per non snaturare l’identità e la riconoscibilità del Mercato attivo da oltre un secolo, l’intera area centrale è stata vincolata alla vendita e ai banchi, mentre le aree laterali vedranno l’apertura di nuove attività di ristorazione oltre a quelle esistenti. L’avventura del Mercato delle Erbe è un esempio della nostra ricetta contro la depressione, un progetto di rigenerazione di un quartiere che recentemente è stato riscoperto da molti cittadini e turisti. I nostri 13 mercati rionali rappresentano un’infrastruttura di straordinario interesse per Bologna, come per molte altre città nel mondo, le quali grazie a un meditato ripensamento delle funzioni mercatali hanno saputo cambiare il volto e la percezione di aree degradate o bisognose di rilancio commerciale. I mercati parlano della nostra comunità e vivono in simbiosi con i suoi cambiamenti. Un grande sfida. Leggi il seguito di questo post »