Il turismo ha salvato Bologna – Il Corriere

indexIn un’intervista a Il Corriere di Bologna, ho fatto il punto riguardo ai temi turismo e cultura in città.

Il caso dell’ex Monte di Pietà, destinato a ospitare un supermercato con ristorante ha riacceso il dibattito sull’identità della città, da Bologna la dotta a Bologna la troppo grassa. In particolare il professor Eugenio Riccomini ha suggerito di investire su cultura e istruzione. «Bologna deve tornare a far crescere la cultura delle persone», ha detto. Leggi il seguito di questo post »


Bologna città aperta… alla cultura

BoEstate-218x300.pngdi Andrea Maioli (il Resto del Carlino – Bologna)

Assessore Lepore, sarà un’estate lunga per cultura e spettacolo… prime impressioni?
“Dopo un mese e mezzo su 5, siamo a 250mila presenza che comprendono ovviamente tutti gli eventi inclusi quelli di massa come Cinema Ritrovato, Biografilm, concerto dello Stato Sociale…”

Gli assessori alla cultura del Comune sono sempre stati accomunati da una dichiarazione di intenti: no agli eventi. E lei?
“L’eventologia non mi piace. Ho scelto una strada diversa: non un solo grande festival che avrebbe prosciugato tutti i soldi i una settimana senza lasciare molto sul territorio, ma un investimento diffuso su 5 mesi di programmazione per recuperare anche zone come Montagnola o area universitaria.”
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La città dei taglieri, anche no

Mercato-delle-Erbe-Bologna-Italy-meat-and-cheese-620x413Bologna città del cibo o città di cultura? Il Corriere ha recentemente rilanciato questo ‘appassionante’ dibattito. Sono intervenuto e riporto sul blog l’intervista pubblica il 29 agosto. Un pungo fondamentale aggiungerei a quanto riportato: l’arrivo dei turisti è un fatto positivo e spesso sul blog ho illustrato la mia visione in merito; le persone mangiano per sopravviere, quindi si crea un mercato più aperto alla ristorazione, ma più persone in città significa anche più persone per la cultura, sia essa composta dall’offerta museale o dalla produzione. Non dimentichiamocelo, soprattutto a Bologna. Di seguito la mia intervista. Leggi il seguito di questo post »


CampiAperti: patto di collaborazione per la sovranità alimentare

Il Comune di Bologna e l’Associazione CampiAperti firmeranno un patto di collaborazione il prossimo 10 Aprile, dedicato alla gestione condivisa di un bene comune. La Giunta comunale ha infatti approvato questa scelta ieri dopo alcuni mesi di dialogo. Sono molto soddisfatto. Questo è il primo patto sui beni comuni che sottoscriviamo nel campo della produzione agricola e del commercio di prodotti della terra. La proposta di collaborazione presentata dell’associazione prevede la valorizzazione di diverse aree della città attraverso l’allestimento di mercati contadini diretti e bio, con prodotti in larga parte (minimo l’80%) provenienti dalla nostra regione. In oggetto c’è la prosecuzione dei mercati settimanali del Vag61 (in via Paolo Fabbri), quello all’XM24 (via Fioravanti) e quello di Savena (via Udine), davanti alla Scuola di Pace, ai quali si aggiunge un nuovo mercato in Zona Universitaria sotto i portici di piazza Scaravilli, ogni lunedì pomeriggio, a partire da maggio (quando le ciliegie saranno mature) . Da parte dell’Amministrazione con questo atto si intende riconoscere l’esperienza di Campi Aperti e il suo impegno per la sovranità alimentare, l’obiettivo di produrre rifiuti zero e di mettere in campo un’organizzazione partecipata dei mercati con il coinvolgimento di produttori e consumatori. Leggi il seguito di questo post »


Portland ve la raccontiamo noi

Forse non lo sapete, ma dal 4 all’8 di giugno sono stato a Portland (Oregon) per il decimo anniversario del gemellaggio con la nostra Bologna, ospite dell’Associazione Portland-Bologna Sister City e dell’Associazione La Vita bella. Per l’occasione il Comune ha selezionato 3 giovani realtà locali, imprenditoriali e creative, sostenendo il loro viaggio negli Stati Uniti. Tra amministrazioni pubbliche i rapporti sono ormai stabili, in ambiti quali cultura, mobilità, sostenibilità ambientale e risparmio energetico. All’ottimo rapporto che intercorre sul piano istituzionale si affianca una fitta rete di scambi che coinvolge la società civile grazie appunto alla Portland-Bologna Sister City Association (PBSCA), che raggruppa singoli cittadini e personalità della città americana. Interessati a promuovere le relazioni di amicizia organizzano concerti, lezioni, presentazioni e le serate chiamate know-BO una volta al mese. Era la prima volta a Portland per la giunta Merola e proprio per non limitarci ad un mero incontro istituzionale, ho pensato fosse importante investire sulla presenza di tre startup innovative selezionate: SGNAM, GINGER e Kinodromo, rispettivamente attive nei settori del food delivery, del crowdfunding e della distribuzione cinematografica. A disposizione un programma di incontri di scambio e formazione presso la città americana. Da notare che gli Stati Uniti sono diventati quest’anno il primo paese nella classifica del turismo straniero bolognese, inoltre la west coast è un’area estremamente interessante per lo sviluppo imprenditoriale e l’innovazione. Ecco di seguito il mio racconto di un pugno di giornate passate a “Portlandia”. Educata, accessibile e liberale, dotata di un fascino oscuro trasgressivo, dove per tanti il sogno degli ann’90 è ancora vivo. Leggi il seguito di questo post »


Dove il cibo è cultura – L’Espresso

9 maggio 2014

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Nuova intesa Coop e Ascom per Bologna

Stop a nuovi ipermercati e investimenti condivisi sulla città per il commercio di vicinato e la qualità urbana. Venerdì è uscita su La Repubblica di Bologna una lunga intervista a tre. Insieme ai Presidenti di Ascom e Legacoop, ci siamo confrontati sui nuovi scenari che si stanno aprendo in città relativamente all’economia e al commercio. Sullo sfondo c’è il cambiamento dei modelli di consumo. Ora i grandi centri commerciali decentrati devono confrontarsi con la realtà del commercio online, mentre torna il bisogno di negozi di vicinato, tutto questo ci impone di ripensare spazi ed equilibri. Non sono i T-Days a cambiare la struttura dei consumi, semmai viceversa, è la città che deve capire i nuovi scenari. La chiusura del centro nei fine settimana può essere migliorata, ma è stata una scelta utile e non si torna indietro. La riorganizzazione degli spazi del commercio fa parte di questo atteggiamento, dopo il Mercato di mezzo occorre pensare ad altri luoghi, il Mercato delle erbe o quello di San Donato, anche se in alcuni casi gli operatori capiscono, in altri ci sono resistenze. Il progetto della “città del cibo” è la prospettiva verso la quale, esperienze avanzate di altre città come Barcellona ci insegnano, va orientata la riorganizzazione dei servizi, dei tempi e della struttura della città”. Leggi il seguito di questo post »