Bruno Magli: ancora investitori stranieri a Bologna

Sofia Loren calza Bruno Magli

La Bruno Magli ha la speranza di vivere e produrre, buone notizie. Il presidente del Consiglio di Amministrazione, Giuseppe Pirola, ha raccolto più di una proposta di investimento da parte dei fondi stranieri Carlyle e Neuberger Berman. Per tale motivo, in questi giorni ha ottenuto dal Tribunale il via libera al concordato preventivo. Sarà così possibile bandire l’asta grazie alla quale i contendenti si giocheranno il marchio (ripianando i circa 18-20 milioni di debiti accumulati verso fornitori e lavoratori), impegnandosi ad investire su Bologna. Questa mattina, abbiamo raccontato insieme quali sono i progetti dell’azienda per il rilancio di un marchio simbolo nel mondo del Made in Italy calzaturiero. Da parte nostra, come Comune, insieme al CAAB ci siamo resi disponibili per supportare la rinascita dell’azienda, in primo luogo fornendo spazi: la nuova sede della Bruno Magli sarà infatti al CAAB, accanto a FICO, dentro il quale le scarpe saranno vendute. Per noi questo è un fatto importante. Bologna si conferma ancora un volta attrattiva per gli investimenti esteri. Con il rilancio della Bruno Magli stiamo dimostrando che è possibile fare impresa nel nostro paese e nel territorio. Ora, l’obiettivo è mantenere qui e far ripartire la produzione.

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Angolo B: ospite a Radio Città del Capo

Ospite negli studi di Radio Città del Capo durante la trasmissione AngoloB, oggi ho parlato di diversi argomenti e risposto alle domande degli ascoltatori.

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Tavolo crisi Bruno Magli: un altro mese di tempo

Insieme alla Regione, la Provincia, l’azienda e i sindacati, al tarmine del secondo tavolo di crisi Bruno Magli spa, ieri abbiamo siglato un verbale di incontro prevedendo di andare avanti nella ricerca di possibili acquirenti e di concretizzare gli interessi che si sono fino ad ora manifestati in tale senso, anche se in termini generici. La Regione ha dato il via libera alla Cassa integrazione per garantire la continuità coccupazionale e non disperdere le professionalità delle lavoratici. L’approccio duro che i rappresentanti della proprietà avevano mostrato inizialmente, prevedendo come ineluttabile il licenziamento di 80 lavoratori, nonchè il trasferimento del reparto creatività e marketing a Milano, pare essere cambiato. Ci rivedremo il 25 novembre prossimo, e anche se sono uscito dal tavolo più speranzoso rimango del tutto realista. Grazie ad una disponibilità non scontata dell’azienda e di Unindustria, abbiamo ottenuto un mese in più per cercare un acquirente e frenare sulla mobilità, ma in tutto ciò, a mio avviso, è fondamentale comprendere che la valorizzazione di un marchio del fashion made in Italy passa soprartutto dalle competenze che si portano dietro le lavoratrici. Una Bruno Magli brand company pura avrebbe il fiato corto, senza un legame con la produzione. Per questo serve mettere mano al piano industriale e ai costi della produzione, senza perdere di vista che il made in Italy è tale perchè comunica qualità e capacità artigianali. Dunque, non è ancora finita. Continueremo a stare con il fiato sul collo dell’azienda perchè mantenga gli impegni assunti.