Da Bologna a Prato, nasce un cammino

IMG-5327.JPGE’ nato un nuovo itineraio a piedi tra Bologna e Prato chimato la via “Della Lana e della Seta”. Lo inaugureremo in questi giorni con un evento itinerante lungo l’omonima via che attraversa l’Appennino. Un trekking che attraversa paesaggi incredibilmente selvaggi e altri connotati dalla splendida archeologia industriale, legata alle lavorazioni tessili, a partire dalle due grandi opere idrauliche ‘gemelle’ della Chiusa di Casalecchio e del Cavalciotto di Prato. A soli sette mesi dalla firma del protocollo d’intesa tra la Città metropolitana di Bologna e il Comune di Prato, dunque, la Via della Lana e della Seta, che ne costituisce il primo importante progetto turistico, è pronta. Un tempo brevissimo per organizzare e promuovere un prodotto di turismo sostenibile che arricchirà l’offerta territorio metropolitano identificando appieno la visione della Destinazione Turistica che vuole città ed entroterra valorizzate assieme. Lo strumento operativo del protocollo che ne ha coordinato lo sviluppo è il Tavolo Bologna-Prato a cui partecipano, oltre alle due città, la Detinariona turistica metropolitana di Bologna, le Unioni dei Comuni dell’Appennino Bolognese e della Val di Bisenzio con i relativi comuni, Bologna Welcome e il CAI. Leggi il seguito di questo post »


Trekking col treno 2018

Trenino-Verde-DomodossolaVisitare l’Italia e raccontarla attraverso itinerari turistici, culturali e naturali. E quale migliore biglietto da visita se non il nostro Appennino? ieri mattina abbiamo presentato, assieme al CAI e ad APT Servizi il Trekking col Treno, un’iniziativa che coinvolge i tanti appassionati di escursionismo e che propone un calendario di trekking alla scoperta dell’Appennino bolognese (e non solo), come sempre sotto il segno del turismo “slow” e della mobilità sostenibile. Dal 4 marzo all’8 dicembre, attraverso un calendario di 59 escursioni aperte a tutti, si potranno raggiungere i luoghi di partenza con i mezzi pubblici, grazie anche al supporto di Trenitalia e Tper, le destinazione dei trekking saranno soprattutto le bellezze storico-paesaggistiche dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra borghi antichi, Alte Vie, luoghi della memoria, antiche ferrovie, parchi naturali e punti di interesse geologico e archeologico, ma anche alcuni tesori della collina e della pianura, da scoprire o riscoprire a piedi o in bicicletta. Leggi il seguito di questo post »


Alla scoperta dei Botroidi in Appennino

b-e1436524584851Il nostro Appennino è un territorio in abbandono oppure un’opportunità? Per riscoprire questo luogo, occorre guardare e camminare, con gli occhi aperti allo stupore della meraviglia a due passi da casa. Ecco perchè domani partiamo. Una chiacchierata in cammino con Fabio Bonifacci, scrittore e sceneggiatore, e Lamberto Monti, direttore del museo dei Botroidi di Luigi Fantini. Un’iniziativa promossa dall’Associazione Una città con te aperta a tutti. Un percorso ad anello dal borgo di Tazzola (Monte delle Formiche, Val di Zena), e al termine si visiterà il Museo dei Botroidi di Luigi Fantini per un pic-nic e una visita. Percorrere la Valle dello Zena è come fare un viaggio indietro nel tempo. Chi si addentra in questo solco vallivo, che si è aperto la strada attraverso le ere geologiche, osserva subito che non è stato turbato da insediamenti artigianali o, ancor peggio, industriali. L’ambiente è letteralmente rinato dopo gli scempi prodotti dalla seconda guerra mondiale che ha spogliato e distrutto tanti pezzi di storia appenninica. Dove lo Zena si immette nel torrente Idice, è ancora possibile scoprire nel greto, sassi dalle forme strane dall’aspetto di animali, meloni, madonnine ecc.: sono i famosi Botroidi o, come li chiamava Luigi Fantini, Icoliti (immagini di pietra). Qui infatti il grande antesignano della Ricerca appenninica bolognese ne raccolse alcune centinaia, che dopo diversi decenni sono stati da noi ritrovati e oggi esposti al Museo di Tazzola, sotto al Monte delle Formiche dove lui riposa. Qui nelle Grotte del Farneto vissero le prime comunità del Bronzo, alcune migliaia di anni fa, lasciando importanti testimonianze.
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In cammino, destinazione Bologna

b8737aa873Ci mettiamo in cammino. Nasce formalmente la ‘Destinazione Turistica Bologna Metropolitana’. Il Sindaco di Bologna Virginio Merola ha deciso di delegarmi in modo permanente quale presidente del Comitato che esprimerà tutti gli orientamenti relativi alle attività inerenti la Destinazione turistica. Inizia una nuova stagione per il turismo bolognese. La nostra priorità sarà promuovere un unico paesaggio urbano dall’appennino alla pianura, un patrimonio di natura, cultura ed esperienze uniche. Il Comune capoluogo sarà a servizio di questo progetto e porta di accesso per tutta la regione. La Conferenza metropolitana dei sindaci ha dato il via libera ieri al ‘Regolamento per lo svolgimento e l’organizzazione della Destinazione turistica’ che ora passerà in Commissione mercoledì prossimo e sarà poi votato dal Consiglio metropolitano entro il mese. Con questo passaggio prende vita la struttura dove saranno chiamati ad operare gli enti locali interessati alle attività di valorizzazione turistica del nostro territorio, i Presidenti delle Unioni dei comuni. Da ieri, siamo partiti per un nuovo cammino, un nuovo racconto. Quello che canta Bologna quale terra grande e straordinaria, ricca di autenticità, diversità e bellezza. Una terra dove la luce del sole attraversa i boschi e accarezza i rami degli alberi, lambisce le torri medioevali, corre lungo le cavedagne e le strade trafficate, scopre i teatri di oggi e gli scenari di un tempo che rivivono nella memoria delle generazioni. Un mondo dove le tecnologie e i mestieri rappresentano ancora un legame con la storia e la tradizione, facendo sognare e riflettere, dove l’autenticità rappresenta il più prezioso sengno di attrazione per i viaggiatori. Nei prossimi anni, insieme, non ci limitaremo a celebrare questo amore ma lo difenderemo tenendo unite le nostre comunità.

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Bologna, porta d’accesso e destinazione

convention-bureau-new(Articolo pubblicato da Corriere Imprese, lunedì 19 settembre 2016) Da alcuni anni a Bologna il turismo è diventato realtà, in particolare quello straniero. Oltre il cinquanta per centro dei visitatori che arrivano sotto le due torri provengono dall’estero, con una crescita particolare dai continenti americano e asiatico, quindi non grazie ai voli low cost. Bologna è diventata una destinazione che cresce a ritmi doppi e costanti rispetto a quelli nazionali. Da cinque anni è l’area regionale con il numero più alto di persone impiegate nei servizi e nell’indotto generato dal turismo. Qui abbiamo le principali infrastrutture e connessioni, le porte d’accesso di un’area ben più ampia dei confini della Regione Emilia-Romagna. Ora che la nuova legge regionale in materia di organizzazione turistica ha definito una nuova governance dei soggetti che guidano i prodotti da promuovere, la Destinazione turistica Bologna vedrà luce entro l’anno e coinciderà con l’area metropolitana. Un fatto nuovo ed importante, perché sono fermamente convinto che il futuro di Bologna passi in campo turistico (e non solo) per una strategia di promozione del capoluogo che non sia divisa dal resto.

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Turismo responsabile e territorio

986533Sostenuta e promossa in collaborazione con il Comune di Bologna, dal 23 al 29 maggio, è partita l’ottava edizione del Festival IT.A.CÀ. Turismo responsabile, city branding e innovazione turistica attraverso convegni, workshop, presentazioni libri, proiezioni, spettacoli e, naturalmente, itinerari turistici a piedi, in treno e in bicicletta a Bologna e nella Città Metropolitana. Le sedi principali dell’edizione di quest’anno sono due spazi cittadini recuperati e trasformati in luoghi di aggregazione, innovazione e produzione culturale: Le Serre dei Giardini, riaperte ai bolognesi e ai turisti lo scorso anno e Dynamo – La Velostazione di Bologna, animata dall’associazione Salvaiciclisti di Bologna. Il tema di questa edizione nasce da una riflessione intorno alla città, alle sue tradizioni enogastronomiche, al suo patrimonio storico, artistico e architettonico, all’offerta culturale vivace e varia, che negli ultimi anni hanno fatto crescere gli arrivi turistici a Bologna di oltre il 45%. Ecco allora che da qui nasce la consapevolezza che una città è più piacevole da visitare quando è più bella da vivere e in quest’ottica i cittadini bolognesi sono i primi turisti della loro stessa città. Per questo motivo, quest’anno il Festival IT.A.CÀ si concentra sul rapporto tra turismo e innovazione sociale con l’obiettivo di dare voce alle realtà più innovative sul territorio che, con il loro lavoro costante e la loro creatività, possono offrire al cittadino-turista uno “sguardo” diverso sulla Città Metropolitana, che rappresenta un caso esemplare di partecipazione civica, di vivacità culturale e di valorizzazione delle specificità locali in chiave innovativa.

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L’Appennino conquista Bologna

Dopo l’Albero di Natale storto che l’anno scorso ha impazzato sui social e dopo la presentazione dell’accordo sulla Via degli Dei (Bologna – Firenze), torno di nuovo sulla promozione dell’Appennino bolognese. Come Assessore al Turismo del Comune capoluogo, ho siglato un’intesa con le Unioni dei Comuni della Montagna, la Città Metropolitana rappresentata dal consigliere Massimo Gnudi e la Regione Emilia-Romagna. Domenica scorsa abbiamo presentato questo nuovo percorso all’Arena del Sole, in collaborazione con il Gal Appennino bolognese, accompagnati dalle esibizioni di Riccardo Tesi e Banditaliana e  dal “Duo Carlo Maver-Dimitri Sillato”. Grazie a questa firma, si è dato vita ad un unico gruppo di lavoro operativo tra tutte le realtà territoriali attraversate dall’Appennino bolognese con l’obiettivo di promuovere la destinazione turistica. Finalmente, l’Appennino conquista Bologna. Non era mai accaduto prima, infatti, che vi fosse la partecipazione di tutti i comuni, imolese compreso, all’interno di un unico contenitore che avesse tale scopo. Dunque ci mettiamo al servizio della Bologna da un milione di abitanti. Si tratta del primo progetto messo in campo dalla neonata Città Metropolitana. Non è un caso che si basi su cultura, turismo e paesaggio. Inoltre, è la dimostrazione che se partiamo dai contenuti e dal lavoro di squadra, è possibile lavorare bene. Abbiamo trovato un metodo ed uno spirito positivi, ora mi auguro che tutti sappiano farne tesoro. Parte di questo tesoro, si chiama Montagna bolognese, una terra straordinaria e piena di risorse, per troppo tempo lontana dai riflettori e dalle attenzioni della politica. Leggi il seguito di questo post »