Cresciuto tra i giganti

Sono una persona timida. E la timidezza, l’ho imparato crescendo, è l’altra faccia della medaglia della sensibilità. Queste sono le due principali sfumature che mi riconosco. Da qui è disceso tutto il resto.

Ho imparato le cose del mondo macinando migliaia di chilometri in pullman insieme a mio padre che, quando ero bambino, allenava una squadra di basket e mi portava con sé in trasferta tutti i weekend. Me ne stavo sui sedili posteriori, tra questi giganti che misuravano minimo un metro e novanta di altezza e il 48 di piede. Parlavano, scherzavano, ridevano e io li ascoltavo affascinato, fino a quando non crollavo addormentato con la testa nel piatto di una qualche pizzeria appena fuori dall’autostrada. Il resto me lo ha insegnato mia nonna, che chiacchierava sempre di tutto.

Rifuggiva il silenzio e lo riempiva di pensieri ad alta voce e propositi, in continuazione, mentre pedalava con la sua macchina da cucire. […]

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Deve essere stato così che ho cominciato a guardare il mondo con gli occhi degli altri, che è quello che cerco di fare ancora oggi. Così ho imparato quanto tutti siamo diversi, abbiamo sogni e aspettative differenti e una comunità vera è rispettosa di queste differenze, ma accogliente e aperta a tutti. Deve essere stato così, tra i giganti di statura e di umanità, e ascoltando i racconti di mia nonna e i consigli di mia madre, che sono diventato di sinistra.

A 17 anni studiavo Omero, ammiravo Ulisse, ero rappresentante di classe e mi candidavo per la prima volta nel mio Quartiere a Savena. A 22 studiavo Scienze Politiche, leggevo Calvino e volevo una società migliore. A 25 studiavo Scienze Diplomatiche, vivevo a Bruxelles, parlando inglese e francese e sognavo di viaggiare per il mondo.

Oggi, che ho 41 anni, ascolto ancora i Radiohead e sono felice di avere scelto di tornare nella mia città. Mi impegno ogni giorno affinché la nòstar Bulàgna sia all’altezza delle aspettative dei ragazzi e delle ragazze che la scelgono da ogni parte d’Italia e d’Europa, all’altezza delle donne e degli uomini che quotidianamente la fanno vivere di solidarietà e lavoro. Lo faccio per i miei due figli Irma e Orlando, che mi fanno vivere la città da papà, per la mia compagna e per i miei genitori, la mia famiglia straordinaria.

Essere nato tra i giganti del basket e i grattacieli di via Torino mi fa guardare il mondo con il giusto distacco dalla politica, consapevole della missione che dobbiamo portare avanti.

Perché nella città più progressista d’Italia, il nostro compito è operare ogni giorno con la certezza di non avere lasciato indietro nessuno.

Perchè mi candido

Mi candido perché non mi accontento di una Bologna. Voglio una Super Bologna.

Voglio una Bologna solidale, innovativa e sostenibile. Più ecologica, più femminista e più inclusiva. Voglio che Bologna rimanga la città più progressista d’Italia e diventi l’avanguardia d’Europa.

La voglio per i miei figli, per la mia generazione, per quella dei miei genitori e per tutte quelle che verranno. La voglio per i bolognesi le bolognesi e per tutti coloro che sceglieranno di vivere qui, contribuendo a renderla ancora più attrattiva di quanto già non sia oggi. Insieme, con l’aspirazione di un confronto sempre più aperto, trasparente e democratico che veda la più ampia partecipazione possibile di cittadini e cittadine, dobbiamo affrontare le conseguenze della pandemia e della crisi socio sanitaria, oltre che di quella economica che potrebbe concretizzarsi, se non saremo capaci di sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund.

A queste sfide, si aggiunge la preoccupazione per la crisi climatica ed ecologica, riconosciuta ufficialmente anche dal nostro Comune, che richiede la massima attenzione e iniziative concrete e di lungo periodo, che vadano ben oltre l’orizzonte di una campagna elettorale.Il nostro obiettivo è quello di far sì che Bologna venga riconosciuta dalla Commissione Europea come una tra le 100 città che hanno l’ambizione di diventare carbon neutral entro il 2030. Un traguardo ambizioso che potremo raggiungere solo grazie alla convergenza di tutte le forze ecologiste e progressiste in campo.

Un obiettivo che guarda alle generazioni future ma anche al presente, perché fare di Bologna il simbolo della transizione ecologica del nostro Paese significa richiamare qui tutti quegli attori economici, sociali e culturali di cui abbiamo bisogno per rendere la nostra città ancora più avanzata sotto tutti i punti di vista, incluso quello dell’innovazione tecnologica. La nostra città merita di vedere confermata la propria tradizione non solo di comunità innovativa, ma anche accogliente, capace di essere sintesi per le esigenze di tutti: dai giovani agli anziani, dalle imprese al sociale, dalla memoria alla tecnologia.
Per questo mi candido a sindaco e per questo mi impegno insieme a voi.

Perché vogliamo una Bologna che superi Bologna.

 

Cosa ho fatto per Bologna.

A 30 anni sono diventato Assessore al Lavoro e all’economia del Comune di Bologna. Era il 2011 e la crisi picchiava duro portando la disoccupazione sopra il 10%. Nel mio primo mandato, ho curato il rilancio del Turismo in città e promosso il primo “Patto per il lavoro”, che insieme a Regioni, Associazioni di categoria e sindacati ha fatto ripartire la città. Solo nel settore turistico, nel corso dei miei mandati si sono generati 10 mila posti di lavoro e sono nate centinaia di nuove imprese.

Ho gestito il piano di copertura totale di Bologna tramite banda ultra larga e diffuso il wifi libero negli spazi pubblici. Sempre nel mio primo mandato, ho investito molto sul commercio di prossimità, avviando un piano di riqualificazione dei mercati rionali. A Bologna nel 2014, è nato il primo regolamento italiano per la cura condivisa dei beni comuni: mi sono impegnato per diffondere i patti di collaborazione, oggi ne contiamo oltre 700 con 15 mila persone coinvolte. Nel 2016, sono risultato primo degli eletti in Consiglio Comunale candidato dal PD e rinominato Assessore. Le mie deleghe sono cambiate, il Sindaco mi ha chiesto di seguire Cultura, Turismo, Sport e Immaginazione civica. Come presidente della Destinazione Turistica Metropolitana dal 2017, ho promosso un turismo sostenibile, dall’Appennino alla pianura.

Ho lavorato per trasformare vuoti urbani in centralità culturali: pensiamo al Mercato Sonato, a Dynamo, alle Serre dei Giardini Margherita, al progetto Dumbo. Sono oltre 130 gli spazi comunali dismessi affidati a realtà associative o imprese. Il sostegno alle industrie culturali e creative con il bando IncrediBol! e alle imprese tradizionali con il bando BolognaMade hanno generato negli anni dei miei mandato circa 3 mila posti di lavoro diretti, salvaguardandone altrettanti. Tramite “Bologna Estate” ho portato la cultura in tutti i quartieri e attraverso il progetto “Scuole di Quartiere” abbiamo coinvolto i ragazzi e le ragazze di Bologna con attività culturali e orientamento al lavoro. Da Assessore allo sport ho promosso investimenti per 21 milioni di euro sugli impianti sportivi di base e il Paladozza con la creazione del Museo del Basket Italiano (MUBIT).

Insieme al Bologna FC abbiamo impostato e finanziato il progetto per la riqualificazione dello Stadio Dall’Ara. Bologna è diventata meta di importanti eventi sportivi come i mondiali di Pallavolo, gli Europei Under 21 di calcio e la Grande Partenza del Giro d’Italia. Infine, durante la Pandemia mi sono battuto a livello locale e nazionale affinché i lavoratori e le lavoratrici della cultura, dello sport e del turismo fossero salvaguardati. Ogni giorno dedicato a questo lavoro è stato per me un giorno vissuto per il futuro di Bologna, e posso dire, con orgoglio, di avere fatto molto per migliorare la vita dei cittadini e delle cittadine bolognesi.