Appunti dopo il 4 marzo

camminare1In questi giorni ho messo nero su bianco alcuni pensieri. Il mio silenzio sulle elezioni nazionali era semplicemente motivato dal fatto che stavo scrivendo questo post per poi condividerlo. Un contributo alla discussione e riflessione collettiva della quale abbiamo molto bisogno. Per quanto mi riguarda, possiamo finalmente dichiarare esaurita l’epoca della politica e del pensiero corti come un tweet. Con questo primo post intendo stimolare un confronto aperto, a partire da quanti sentono come me l’urgenza di fare qualcosa, di dire la loro e partecipare. Inoltre, sono determinato a mettermi a lavoro, spero insieme a tanti altri e altre, allo scopo di fare incontrare più persone possibili, le più diverse tra loro. Dopo il 4 marzo, ci sono solo buoni motivi per farlo. In Italia, la sconfitta definitiva del Partito Democratico e della Sinistra ci impongono di ripartire, soprattutto qui a Bologna dove la terra è ancora buona nonostante l’inverno gelido. A sinistra dobbiamo avere l’ambizione di apprendere gli uni dagli altri, senza pregiudizi. Da qui non si parte per candidare qualcuno, ma per costruire una mobilitazione civile e valoriale, una nuova capacità di pensiero e di azione sulla città e il suo ruolo a livello nazionale. Prima che di un movimento o di un nuovo partito, serve che mondi e istanze diverse tra loro ricomincino o inizino a confrontarsi, con l’obiettivo di fondare una nuova pratica del concetto di ‘comune’, il prendersi cura. La più bella e sostenibile tra le forme dell’amore. Ora tutto è possibile nel nostro paese, prepariamoci. Leggi il seguito di questo post »


Impressioni personali di una serata a Làbas sul futuro delle città

Ieri sera ho partecipato a un incontro pubblico su invito di Làbas (grazie per l’opportunità di confronto), insieme al Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E’ stata una bella serata, partecipata da oltre un centinaio di persone. Un’assemblea appassionata dedicata al futuro delle città. Difficile il paragone con Napoli, l’altra faccia della luna rispetto a Bologna. Due città molto diverse tra loro per storia e connotazione sociale. Era una platea difficile per me, iscritto, amministratore ed elettore del Partito Democratico, ma era importante esserci. Leggi il seguito di questo post »


Referendum Trivelle: io il 17 aprile voto Sì

Trivelle-petrolio-isole-tremitiPochi giorni fa si è costituito il comitato nazionale che sostiene il Referendum del prossimo 17 aprile, dedicato a limitare le perforazioni marine alla ricerca di petrolio e gas naturale in Italia. La consultazione è stata voluta da 9 Consigli di Regione, appoggiati da numerosi movimenti e associazioni ambientaliste. Il quesito propone di votare Sì alla cancellazione della norma che oggi consente il rinnovo delle concessioni petrolifere all’interno delle 12 miglia dalla costa, per tutta la durata di vita utile del giacimento. In caso di vittoria e superamento del quorum, le concessioni vigenti non dovranno essere più rinnovate alla loro scadenza. Leggi il seguito di questo post »


Le lacrime del coccodrillo

Questa estate, mi sono imbattuto in una foto arichiviata nella storia recente della Gran Bretagna. Si tratta di un fotomontaggio realizzato dagli artisti Peter Kennard and Cat Phillipps nel 2005, manipolando una foto opportunity scattata durante la terza campagna elettorale di Tony Blair. Due anni dopo l’invasione dell’Iraq. La guerra al terrorismo combattuta sul campo del nemico. Una guerra vinta e una missione compiuta, si disse allora. Salvo poi scoprire che non era finito un bel niente. Se allora avevamo gli ‘stati terroristi’ in Medio Oriente, l’opinione pubblica avrebbe scoperto presto che esistono anche ‘i terroristi che vogliono farsi stato’.  Rispetto ad allora il mondo non è un luogo più sicuro. Secondo l’UNHCR, sono 59,5 milioni i migranti forzati costretti a fuggire dalle loro case alla fine del 2014 rispetto ai 51,2 milioni di un anno prima e ai 37,5 milioni di dieci anni fa. ​Nel 2014, ogni giorno 42.500 persone in media sono diventate rifugiate, richiedenti asilo o sfollati interni, dato che corrisponde a un aumento di quattro volte in soli quattro anni. Una forte accelerazione si è avuta nei primi mesi del 2011, quando è scoppiata la guerra in Siria, diventata la principale causa di migrazione forzata a livello mondiale. Una minima parte arriva sulle nostre coste e i loro corpi abbandonati sulla sabbia ci raccontano solo una parte della tragedia che li ha colpiti. ‘Effetto domino’ dicevano, la democrazia portata con la forza nel mondo che recita la Sharia. E’ quasi grottesco il pensiero delle tute arancioni e dei cani sull’isola di Guantanamo (era di Bush e Blair) per difenderci dai terroristi, mentre oggi i cani e il filo spinato si trovano lungo le frontiere inglesi ed europee per difenderci dall’arrivo di chi fugge da guerra e persecuzioni. Così come i il terrorismo politico estremista si è impadronito dei media ora la stessa mano perpetra violenza e distruzione, pulizia etnica e religiosa.  Leggi il seguito di questo post »