Per ripartire insieme

Intervista Repubblica“Io, con Zingaretti per rifare la sinistra aperta ai civici e ai cattolici di Zuppi”

Da La Repubblica Bologna del 30 agosto 2018 – «Per favore, usciamo dal ‘Truman show’ dei social di Salvini, fuori c’è un mondo diverso» esorta l’assessore Matteo Lepore. Invito che è stato colto dalle 40.000 persone partecipanti alle serate culturali dell’estate in piazza Verdi, un successo che rappresenta una costola di un progetto politico e di un’idea di città che Lepore, uno dei futuri candidati della sinistra al dopo Merola, intende proporre sulla scia dell’adesione al programma di Nicola Zingaretti. «Siamo riusciti a portare in zona universitaria famiglie e persone che da tempo non ci andavano», commenta Lepore. E non è ancora finita visto che le iniziative (saranno 103 in tutto) andranno avanti fino a metà ottobre.

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Verità e giustizia per Genova

39814890_2051303988253529_2075377383392673792_nSono giorni che ho per la testa un pensiero, ancora una volta dopo la tragedia di Genova.

CARI DEMOCRATICI meno arroganza e più Democrazia. Perchè non si capisce da che parte stiamo. Non sono convinto che sia giusta questa tattica del ‘gli risponderemo COLPO SU COLPO’ ‘#CIALTRONI’. Non sono convinto che all’arroganza si debba rispondere con altrettanta arroganza e poi una strada nuova va tracciata non subita. Sì, è sacrosanto fare opposizione, smascherare Salvini, rendere noto il suo voto in Parlamento favorevole alla svendita della rete autostradale italiana. Sì è giusto fare controinformazione e chiamare Toninelli a rendere conto in Parlamento, ma basta vi prego con le lezioni da primi della classe! Leggi il seguito di questo post »


Dialogo con i grillini a partire da Imola

Serata Ada Colau

di Caterina Giusberti (La Repubblica – Bologna)

L’assessore comunale Matteo Lepore apre al dialogo col M5S a livello istituzionale, a cominciare da Imola, sui temi dell’ambiente, del lavoro, della gestione di Hera e delle partecipate. Attacca il Pd per aver «scientificamente deciso di cambiare base sociale». Parla di speranza, di protezione delle fasce deboli, di operai, donne e esclusi dalla globalizzazione. Respinge i dibattiti sulle sigle e rilancia una parola presa in prestito dalla sindaca di Bar cellona, Ada Colau: convergencia.

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Appunti dopo il 4 marzo

camminare1In questi giorni ho messo nero su bianco alcuni pensieri. Il mio silenzio sulle elezioni nazionali era semplicemente motivato dal fatto che stavo scrivendo questo post per poi condividerlo. Un contributo alla discussione e riflessione collettiva della quale abbiamo molto bisogno. Per quanto mi riguarda, possiamo finalmente dichiarare esaurita l’epoca della politica e del pensiero corti come un tweet. Con questo primo post intendo stimolare un confronto aperto, a partire da quanti sentono come me l’urgenza di fare qualcosa, di dire la loro e partecipare. Inoltre, sono determinato a mettermi a lavoro, spero insieme a tanti altri e altre, allo scopo di fare incontrare più persone possibili, le più diverse tra loro. Dopo il 4 marzo, ci sono solo buoni motivi per farlo. In Italia, la sconfitta definitiva del Partito Democratico e della Sinistra ci impongono di ripartire, soprattutto qui a Bologna dove la terra è ancora buona nonostante l’inverno gelido. A sinistra dobbiamo avere l’ambizione di apprendere gli uni dagli altri, senza pregiudizi. Da qui non si parte per candidare qualcuno, ma per costruire una mobilitazione civile e valoriale, una nuova capacità di pensiero e di azione sulla città e il suo ruolo a livello nazionale. Prima che di un movimento o di un nuovo partito, serve che mondi e istanze diverse tra loro ricomincino o inizino a confrontarsi, con l’obiettivo di fondare una nuova pratica del concetto di ‘comune’, il prendersi cura. La più bella e sostenibile tra le forme dell’amore. Ora tutto è possibile nel nostro paese, prepariamoci. Leggi il seguito di questo post »


Impressioni personali di una serata a Làbas sul futuro delle città

Ieri sera ho partecipato a un incontro pubblico su invito di Làbas (grazie per l’opportunità di confronto), insieme al Sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E’ stata una bella serata, partecipata da oltre un centinaio di persone. Un’assemblea appassionata dedicata al futuro delle città. Difficile il paragone con Napoli, l’altra faccia della luna rispetto a Bologna. Due città molto diverse tra loro per storia e connotazione sociale. Era una platea difficile per me, iscritto, amministratore ed elettore del Partito Democratico, ma era importante esserci. Leggi il seguito di questo post »


Codigoro e Sindaca PD, quello che penso

repLa Repubblica di Bologna oggi ospita una mia intervista sull’iniziativa della Sindaca PD di Codigoro che ha proposto di alzare le tasse ai cittadini che accolgono i migranti. Ero intervenuto ieri su Facebook, commentando così la notizia: ‘Tra qualche mese ci saranno le elezioni politiche e una delle richieste del Partito Democratico: <<sarà votateci altrimenti vince la destra!>> Perché andare a votare?! Espellere queste persone dal PD sarebbe l’unico segnale democratico degno di questo nome’. Pubblico di seguito l’intervista.

«ESPELLERE queste persone dal Pd sarebbe l’unico segnale democratico degno di questo nome». Così su Facebook l’assessore all’economia Matteo Lepore si schiera contro la decisione della sindaca di Codigoro di tassare chi affitta ai prorughi.
Lepore, perché questa presa di posizione? «Credo sia ora che il partito nazionale dica basta: troppi rappresentanti Pd stanno usando toni e promuovendo iniziative di stampo leghista. Gli amministratori non vanno lasciati soli ed è chiaro che ci sono tensioni nei territori sui temi dell’accoglienza, ma governo e Pd stanno cercando di portare avanti una linea pragmatica e di solidarietà». Leggi il seguito di questo post »


Riflessioni sul Congresso del PD di Bologna

idee-mondoDove eravamo rimasti? Alcuni mesi fa alla vigilia del Congresso Nazionale del Partito Democratico ho rilasciato un’intervista. Ragionavo attorno alla difficoltà degli elettori nel distinguere il Partito Democratico dal Centrodestra, oltre alla volontà di lavorare ad un movimento civico per Bologna, in grado di coinvolgere soggetti nuovi, ‘perché – affermavo –  i confini del PD non bastano più’. Archiviato il Congresso Nazionale, diciamolo a bassa voce, erano opinioni condivise da tanti cittadini che ancora mi fermano per strada, sdoganate da molte analisi successive al naufragare della riforma elettorale in Parlamento e la sconfitta del PD alle elezioni amministrative. Per coerenza ripartirei da qui, dopo mesi di silenzio sulle vicende politiche, per avanzare alcune riflessioni questa volta dedicate al prossimo congresso del Partito Democratico di Bologna. Proposte per chi si candida e per chi parteciperà, attorno alle quali penso valga la pena ricercare la costruizione di un progetto unitario (la maggiore unità possibile) senza capri espriatori, aperto e coinvolgente, in grado di andare oltre le mozioni nazionali. Un progetto che ci impegni tutti ad una svolta radicale. Leggi il seguito di questo post »