Zamboni, Guasto e Aldrovandi

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Inaugurazione luminarie via Petroni

Prosegue la nostra azione di recupero della Zona Universitaria, in collaborazione con Università, Teatro Comunale e realtà dell’area. Come già illustrato qui nel blog e in Consiglio Comunale, dopo la sperimentazione estiva, il Guasto Village si trasforma e diventa Winter Village. Dall’8 dicembre al 31 gennaio via del Guasto, largo Respighi, piazza Verdi e piazza Aldrovandi si animeranno grazie all’iniziativa di Comune di Bologna, Teatro Comunale, Fondazione Rusconi, PeacockLab, progetto Rock. Un programma di interventi che intreccia cultura e intrattenimento, partecipazione e nuova caratterizzazione della zona. La versione invernale del Village arriva dopo altri due passi in avanti concreti: l’inaugurazione del nuovo mercatino dei fiori ogni domenica mattina in Piazza Aldrovandi e, per la prima volta, l’accensione delle luminarie natalizie in via Petroni e in Piazza Verdi, risultato di una sottoscrizione avviata dalla Fondazione Rusconi e dal Comune con gli operatori commerciali, insieme ad Ascom, residenti e associazioni della zona universitaria. Durante i mesi invernali, sarà attivato anche U-LAB, un laboratorio che utilizzerà i diversi spazi a disposizione in piazza Verdi e dintorni, a partire da quelli che si affacciano sulla piazza (Winter Village, Foyer Teatro) e dagli stessi spazi aperti (piazza Verdi, piazza Scaravilli e altro). Le attività di U-LAB tra dicembre e gennaio consisteranno in una mappatura e in una serie di incontri con gli attori attivi nell’area sotto il coordinamento dell’Ufficio per l’Immaginazione Civica. Un bando pubblico ci aiuterà ad individuare iniziative che saranno realizzate in zona universitaria tra l’8 gennaio e il 28 febbraio. Come già spiegato, per la prossima primavera-estate individueremo il nuovo progetto per il Villagge tramite un apposito bando. Leggi il seguito di questo post »


Bilancio partecipativo: 14.584 voti. GRAZIE!

Grazie-1200x630Sono stati 14.584 i cittadini che hanno votato nella prima edizione bolognese del Bilancio partecipativo. Di fatto, si è trattato della prima consultazione online della storia del nostro Comune. Non male in tempi di diffidenza verso le istituzioni. Come ci ha ricordato Michele D’Alena in un articolo dove racconta la sua esperienza dietro alle quinte di questo processo, “a livello mondiale (si veda il report di Edelman), nelle periferie delle città come nelle cittadine di poche migliaia di persone, a Nord come a Sud, l’intervento pubblico è visto troppo spesso come qualcosa che non risolve i problemi, che non è dove dovrebbe essere e non fa quello di cui ci sarebbe bisogno”. Ebbene, al Bilancio Partecipativo hanno votato 11.303 cittadini residenti e 3.281 non residenti che vivono o lavorano o studiano a Bologna, in maggioranza donne, 8.429 a fronte di 6.155 uomini. Più di 1.000 tra i quasi 15mila votanti è under 25, 2.492 votanti hanno tra 25 e 34 anni, 3.508 tra 35 e 44 anni, 3.018 tra 45 e 54 anni, 2.014 tra 55 e 64 anni, 2.519 infine hanno più di 65 anni. Gli studenti fuori sede, i migranti e i ragazzi sopra i 16 anni per la prima volta hanno potuto votare direttamente su questioni amministrative. Non è stato un click day, nè una mera esperienza da social. Il nostro percorso è durato 8 mesi, ci ha visto organizzare oltre 80 eventi nei quartieri insieme a circa 2.000 cittadini che vi hanno preso parte. Senza il lavoro dell’Ufficio Immaginazione civica, dei Quartieri, dei dipendenti comunali e di tanti e tante volontarie tutto questo non sarebbe stato possibile. Ancora una volta, Bologna si dimostra capace di scommettere sul bene comune e sulla partecipazione. Leggi il seguito di questo post »


Immobili comunali, bandi e mappatura

35563620331_71eccdaa83_bCome proposto questa estate dal Sindaco e da me, abbiamo approvato in Giunta un percorso dedicato agli spazi comunali non utilizzati. A partire da una mappatura degli immobili a disposizione, si è deciso di avviare da un lato un Laboratorio dell’immaginazione civica per discutere con la città sul futuro degli spazi pubblici a Bologna, dall’altro il lancio di una serie di bandi (senza precedenti per numero e dimensioni) per la gestione di quanto è già disponibile. Il percorso partecipato che parte dalla mappatura ha l’obiettivo di aggiornare le politiche e le norme comunali, raccogliere proposte da sottoporre a Consiglio comunale, Giunta e Quartieri. Una discussione aperta e trasparente che si rivolge alla generalità dei cittadini e delle associazioni e che avrà anche alcune occasioni pratiche di sperimentazione. Per aderire occorre rispondere ad un avviso pubblico, avendo così la possibilità di coprogettare sin dall’inizio il percorso. Per chi invece fosse intressato anche a gestire spazi, sia in via definitiva sia in via sperimentale abbiamo messo in campo un numero interessante di possibilità che illustro nel seguito del post. La visione che proponiamo prende spunto dall’esperienza del primo mandato amministrativo (pregi e difetti) e da quanto elborato insieme all’Associazione ‘Una città con te’ che qui riprendo: ‘Tutti i contenitori e i luoghi della città rappresentano un capitale di potenzialità inespresse per la comunità, che è necessario liberare. Siano essi attivi o dismessi, pubblici o privati, i contenitori e i luoghi possono essere messi in gioco e aperti a progetti di innovazione sociale ed economica. Il Comune di Bologna deve garantire ad ogni cittadino e cittadina che vive a Bologna una dotazione di mq minima relativa a uno spazio o contenitore pubblico da dedicare ad attività creative, culturali, sociali o imprenditoriali che portino avanti il metodo della collaborazione e condivisione. Occorre individuare in modo trasparente gli spazi e i luoghi e attorno ad essi promuovere le modalità d’uso e i progetti migliori, introducendo forme di modalità contrattuali trasparenti, flessibili ed efficaci ad affrontare le diverse esigenze’.

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Immaginazione civica a #CitylabParis

Vi scrivo da Parigi dove sono arrivato ieri sera, ospite al Citylab 2017 su invito di Bloomberg Philantropies, Aspen Institute e della rivista The Atlantic. Dal 22 al 24 Ottobre, infatti, si ritrovano per il quinto anno i 40 sindaci delle più importanti città del mondo (C40), a confronto con le migliori esperienze di innovazione urbana. Mi è stato chiesto di intervenire martedì mattina per condividere con i partecipanti il percorso che ci ha portati alla creazione dell’Ufficio Immaginazione civica e alla realizzazione delle attività di partecipazione e collaborazione per la cura dei beni comuni. In una tavola rotonda dal titolo ‘Coltivare la creatività urbana’, mi confronterò con Tommi Latio – Direttore del settore Cultura della città di Helsinki e Amalia Zepou – Vicesindaco di Atene, vincitrice del Mayors Challenge 2014 (5 milioni $ di premio). I governi delle città stanno ricercando nuovi metodi per ingaggiare la cittadinanza: dalla necessità di rendere più efficaci i servizi pubblici di base, alla voglia di aprire nuovi canali di partecipazione e fiducia.

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Bilancio partecipativo: la mappa dei progetti da votare online a Bologna

24_1Qui non si vota per un ‘politico’, ma per un progetto concreto da realizzare nel proprio quartiere. A Bologna, il bilancio partecipativo con la possibilità di votare direttamente anche online è finalmente realtà. Dopo un anno di lavoro, 70 incontri nei quartieri e quasi due mila cittadini coinvolti nei cantieri di coprogettazione per individuare bisogni e proposte, tra il 7 e il 27 novembre prossimi tutti i cittadini che vivono nella nostra città potranno sostenere con il proprio voto diretto uno dei 27 progetti passati alla fase finale. Le proposte sono davvero interessanti e mostrano tutta la passione per le aree di prossimità, dove si vive, sove si lavora, dove si portano i propri figli a giocare. Ora partirà una vera e propria campagna elettorale, con la presentazione dei progetti e il voto. A disposizione ci sono 150 mila euro per ogni Quartiere della città per un totale di circa 1 milione di euro. L’elenco dei progetti, visibili da oggi sul sito del Comune, riserva la scoperta di luoghi della città a volte poco conosciuti ma di grande valore sociale. I progetti e le priorità segnalate dalla popolazione nel 2017 si sono concentrate sulla qualità degli spazi pubblici, le aree verdi e i giochi per bambini, i punti di aggregazione per i giovani. Un processo deliberativo, che avrà fasi di ascolto e poi il voto, ripetuto ogni hanno. Un’occasione costante per fare il punto con la comunità sull’andamento delle cose in città. Ogni anno partecipando avrete la possibilità di avanzare proposte progettuali da immettere nel percorso. Con il voto online del bilancio partecipativo, si apre anche una nuova epoca per la Rete Civica Iperbole, che nell’area comunità introduce una nuova piattaforma utile per il voto ma utilizzabile in futuro anche per e petizioni online e altre forme di democrazia Leggi il seguito di questo post »


Laboratori di Quartiere: le 12 priorità emerse dai cittadini

A settembre si stanno chiudendo gli incontri dei Laboratori di quartiere del 2017. Un percorso durato quasi un anno, dedicato a raccogliere progetti e bisogni nei sei quartieri della città di Bologna. Sotto il coordinamento dell’Ufficio immaginazione civica, i laboratori hanno facilitato il confronto attraverso 70 incontri e 1700 cittadini coinvolti (disponibili tutti i report degli incontri). Sono state raccolte le proposte nell’ambito del Bilancio Partecipativo per interventi su spazi pubblici; proposte per definire le vocazioni degli edifici da riqualificare grazie a fondi europei; proposte d’azione per educazione, inclusione sociale, digitale, sport e cultura. Nei prossimi giorni saranno pubblicati i progetti che andranno al voto diretto della cittadinanza a seguito dell’ultima fase di coprogettazione. Nel frattempo, anche grazie ad una infografica che facilita la lettura, diamo ordine e priorità alla complessità dei bisogni avanzati dai cittadini proponendo un elenco unico che mette in luce coerenze e interconnessioni tra quanto è emerso dall’intero percorso dei Laboratori di Quartiere 2017. Quando mancano i luoghi del confronto e delle relazioni sembrano sparire, occorre ricrearli con pazienza e determinazione, difendendoli dalla polemica quotidiana. Anche questo è un ruolo delle istituzioni. Noi la interpretiamo con la spinta gentile dell’immaginazione civica. Leggi il seguito di questo post »


Riapriamo Làbas, il giorno dopo

image.jpgIeri a Bologna c’è stata una grande e pacifica manifestazione. Il giorno dopo credo sia giusto guardare con rispetto a quanto è avvenuto. In particolare penso che le istituzioni rappresentative e la politica debbano sentirsi impegnate nel dare una risposta alla grande domanda di partecipazione che è stata sollevata, per una partecipazione di tipo nuovo e più inclusiva. Migliaia di persone libere e diverse tra loro hanno sfilato chiedendo di riaprire Làbas, uno spazio sociale di quartiere creato da un collettivo politico nel 2012 attraverso un’occupazione e sgomberato l’8 agosto 2017. Proprio da questo blog, a 48 ore da quello sgombero, ero intervenuto per avanzare una proposta avendo definito quella scelta ‘un grandissimo errore’, che aveva ‘interrotto bruscamente quello che proababilmente a molti non piace: un dialogo’. Per salvaguardare un prezioso patrimonio politico e sociale, rispettandone l’autonomia e conservandone il radicamentoavevo indicato ‘uno spazio da conquistare alla Staveco per Làbas e per altre realtà del quartiere’.
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