Redditi e diseguaglianza

mappa.jpg(La Repubblica di Bologna – Gianluigi Bovini) Nel 2015 i contribuenti bolognesi hanno dichiarato redditi più alti del 21% rispetto alla media nazionale. All’intemo della città metropolitana si evidenziano però disuguaglianze economiche marcate, che è possibile analizzare sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Il primo divario che appare è quello territoriale: i cittadini residenti nei diversi luoghi dichiarano valori medi del reddito differenziati. Il comune più ricco è San Lazzaro di Savena (28.111 euro per contribuente) che precede Bologna (26.860 euro) e Sasso Marconi (26.486 euro). Nella graduatoria seguono altri centri che confinano con la città o si trovano nelle immediate vicinanze (Monte San Pietro, Pianoro, Zola Predosa, Castenaso, Casalecchio di Reno, Granarolo dell’Emilia e Castel Maggiore). In tutte queste località il reddito prò capite dichiarato è superiore o prossimo a 25.000 euro e si colloca quindi oltre la media metropolitana. Da un punto di vista geografico l’immagine è netta: la ricchezza si concentra a Bologna e nei comuni di prima cintura che condividono con il capoluogo un tessuto economico più solido e diversificato. Leggi il seguito di questo post »


La ripresa economica

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Il nuovo Centro congressi dentro F.I.C.O.

Lunedì sono intervenuto con piacere in apertura della settima edizione di Top500, l’analisi di bilancio delle prime 500 imprese bolognesi per fatturato. Uno studio volto ad approfondire tre caratteristiche principali: dimensione, redditività e rischio finanziario delle imprese. L’inserito dedicato a Top 500 è uscito poi venerdì 8 dicembre, allegato all’edizione cartacea della cronaca di Bologna de il Resto del Carlino. Analizzando i dati della classifica, emerge in modo chiaro la ripresa costante dell’economia bolognese ed emiliana. Ben 10 imprese superano un fatturato di un miliardo di euro, mentre 97 sono sopra il tetto dei 100 milioni: le Top 500 presentano un fatturato aggregato di 60,6 miliardi di euro, con una crescita complessiva rispetto alla passata edizione del 6,7%. Questi numeri fanno il paio con alcune notizie recenti molto importanti per l’occupazione del nostro territorio, come l’inaugurazione di F.I.C.O. (1000 assunzioni), il lancio della nuova produzione Lamborghini con il Suv Urus (500 assunzioni) e l’allargamento produttivo di YOOX (600 assunzioni). Leggi il seguito di questo post »


La droga a Bologna

droga-ed-ecstasy-a-bologna-12-arresti-400<<Droga a fiumi sotto le Torri sequestri boom, in dieci mesi recuperati 1.280 chili di stupefacenti>> così scriveva Giuseppe Baldassaro sulle pagine de La Repubblica di Bologna pochi giorni fa. Il quintuplo rispetto allo scorso anno (244 chili). Segno che l’azione delle forze dell’ordine è sempre più efficace, ma anche che la diffusione delle droghe a Bologna è ormai capillare. I dati emergono dall’anteprima di un dossier sui traffici di stupefacenti nel capoluogo emiliano a cura di Libera e Libera informazione. Di questo tema, a me molto caro, ho avuto modo di parlare al Liceo Laura Bassi in occasione di FILI – il Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno, organizzato da Libera Bologna e Libera Informazione, con il Patrocinio del Comune e della Città Metropolitana. Dal 29 novembre al 2 dicembre, lo scopo della rassegna, alla seconda edizione, era promuovere la legalità democratica e un discorso di antimafia sociale, tramite incontri nelle scuole, conferenze, tavole rotonde, spettacoli, presentazioni di libri. Come Assessore comunale all’economia mi è stato chiesto di intervenire insieme ai ragazzi di Libera Informazione davanti a tre classi quarte e quinte di un liceo bolognese, per riflettere sulla presenza dello spaccio nel nostro territorio risalendo ai collegamenti con il narcotraffico internazionale e il finanziamento delle organizzazioni mafiose. Lo spaccio di droga, infatti, è un fenomeno criminale ed economico, un vero e proprio mercato le cui quotazioni influiscono su molte dinamiche forse poco note, ma molto visibili nella nostra vita quotidiana. Giornali e politica corrono dietro al degrado e sicurezza, ma c’è un motore vero: in primis la DROGA, insieme a alla prostituzione e al gioco d’azzardo. Leggi il seguito di questo post »


Home sharing manifesto e non solo

Condividere un appartamento a Bologna può essere più semplice e giusto. Il Consiglio Comunale ha approvato ieri una proposta formulata da me e dall’Assessore al bilancio Davide Conte per applicare la nuova legge nazionale sugli affitti brevi (decreto 50 del 2017) relativa ai portali internet e ai siti di intermediazione immobiliare che incassano canoni e corrispettivi. Abbiamo modificato il Regolamento comunale dedicato all’imposta di soggiorno non per introdurre una nuova tassa (5% sul prezzo della camera), ma una nuova modalità di pagamento. L’obiettivo è duplice: riscuotere la tassa direttamente attraverso i portali, ridurre le incombenze per chi condivide un appartamento come attività non professionale e voglia essere in regola, come più volte richiesto da tante cittadine e cittadini bolognesi che svolgono questa attività. Il dispositivo entrerà effettivamente in funzione non appena i portali avranno adattato i propri siti per riscuotere la tassa, un passo che sono tenuti a compiere per legge (ad oggi AirBnB si rifiuta di riconoscere la legge italiana). A settembre è nostra intenzione promuovere gruppo di lavoro con i cittadini e le comunità che condividono le proprie case attraverso questa forma di hosting per sottoscrivere, a partire da Bologna, un manifesto dell’home sharing che ne riconosca i diritti e i doveri, promuovendo le buone pratiche. Leggi il seguito di questo post »