Dialogo con i grillini a partire da Imola

Serata Ada Colau

di Caterina Giusberti (La Repubblica – Bologna)

L’assessore comunale Matteo Lepore apre al dialogo col M5S a livello istituzionale, a cominciare da Imola, sui temi dell’ambiente, del lavoro, della gestione di Hera e delle partecipate. Attacca il Pd per aver «scientificamente deciso di cambiare base sociale». Parla di speranza, di protezione delle fasce deboli, di operai, donne e esclusi dalla globalizzazione. Respinge i dibattiti sulle sigle e rilancia una parola presa in prestito dalla sindaca di Bar cellona, Ada Colau: convergencia.

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Non ci fate paura

Questa mattina ho trovato un proiettile sulla mia bacheca: ‘Caro assessore, il proiettile è già in canna, basta puntare e premere il grilletto’. Sotto al mio post di ieri dedicato ai funerali di Soumaila Sacko, sindacalista ucciso in Calabria.

Ora esco e vado fare denuncia.
Non bisogna avere timore di questa gente che vuole intimidire e gettare l’Italia nel buio dell’ODIO.

Noi Amministratori abbiamo il compito ogni giorno di lavorare per la SPERANZA.

A occhi aperti e a #portiaperti.

#BOLOGNA CITTÀ SENZA PAURA

 

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Appunti dopo il 4 marzo

camminare1In questi giorni ho messo nero su bianco alcuni pensieri. Il mio silenzio sulle elezioni nazionali era semplicemente motivato dal fatto che stavo scrivendo questo post per poi condividerlo. Un contributo alla discussione e riflessione collettiva della quale abbiamo molto bisogno. Per quanto mi riguarda, possiamo finalmente dichiarare esaurita l’epoca della politica e del pensiero corti come un tweet. Con questo primo post intendo stimolare un confronto aperto, a partire da quanti sentono come me l’urgenza di fare qualcosa, di dire la loro e partecipare. Inoltre, sono determinato a mettermi a lavoro, spero insieme a tanti altri e altre, allo scopo di fare incontrare più persone possibili, le più diverse tra loro. Dopo il 4 marzo, ci sono solo buoni motivi per farlo. In Italia, la sconfitta definitiva del Partito Democratico e della Sinistra ci impongono di ripartire, soprattutto qui a Bologna dove la terra è ancora buona nonostante l’inverno gelido. A sinistra dobbiamo avere l’ambizione di apprendere gli uni dagli altri, senza pregiudizi. Da qui non si parte per candidare qualcuno, ma per costruire una mobilitazione civile e valoriale, una nuova capacità di pensiero e di azione sulla città e il suo ruolo a livello nazionale. Prima che di un movimento o di un nuovo partito, serve che mondi e istanze diverse tra loro ricomincino o inizino a confrontarsi, con l’obiettivo di fondare una nuova pratica del concetto di ‘comune’, il prendersi cura. La più bella e sostenibile tra le forme dell’amore. Ora tutto è possibile nel nostro paese, prepariamoci. Leggi il seguito di questo post »


Redditi e diseguaglianza

mappa.jpg(La Repubblica di Bologna – Gianluigi Bovini) Nel 2015 i contribuenti bolognesi hanno dichiarato redditi più alti del 21% rispetto alla media nazionale. All’intemo della città metropolitana si evidenziano però disuguaglianze economiche marcate, che è possibile analizzare sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Il primo divario che appare è quello territoriale: i cittadini residenti nei diversi luoghi dichiarano valori medi del reddito differenziati. Il comune più ricco è San Lazzaro di Savena (28.111 euro per contribuente) che precede Bologna (26.860 euro) e Sasso Marconi (26.486 euro). Nella graduatoria seguono altri centri che confinano con la città o si trovano nelle immediate vicinanze (Monte San Pietro, Pianoro, Zola Predosa, Castenaso, Casalecchio di Reno, Granarolo dell’Emilia e Castel Maggiore). In tutte queste località il reddito prò capite dichiarato è superiore o prossimo a 25.000 euro e si colloca quindi oltre la media metropolitana. Da un punto di vista geografico l’immagine è netta: la ricchezza si concentra a Bologna e nei comuni di prima cintura che condividono con il capoluogo un tessuto economico più solido e diversificato. Leggi il seguito di questo post »


La droga a Bologna

droga-ed-ecstasy-a-bologna-12-arresti-400<<Droga a fiumi sotto le Torri sequestri boom, in dieci mesi recuperati 1.280 chili di stupefacenti>> così scriveva Giuseppe Baldassaro sulle pagine de La Repubblica di Bologna pochi giorni fa. Il quintuplo rispetto allo scorso anno (244 chili). Segno che l’azione delle forze dell’ordine è sempre più efficace, ma anche che la diffusione delle droghe a Bologna è ormai capillare. I dati emergono dall’anteprima di un dossier sui traffici di stupefacenti nel capoluogo emiliano a cura di Libera e Libera informazione. Di questo tema, a me molto caro, ho avuto modo di parlare al Liceo Laura Bassi in occasione di FILI – il Festival dell’Informazione Libera e dell’Impegno, organizzato da Libera Bologna e Libera Informazione, con il Patrocinio del Comune e della Città Metropolitana. Dal 29 novembre al 2 dicembre, lo scopo della rassegna, alla seconda edizione, era promuovere la legalità democratica e un discorso di antimafia sociale, tramite incontri nelle scuole, conferenze, tavole rotonde, spettacoli, presentazioni di libri. Come Assessore comunale all’economia mi è stato chiesto di intervenire insieme ai ragazzi di Libera Informazione davanti a tre classi quarte e quinte di un liceo bolognese, per riflettere sulla presenza dello spaccio nel nostro territorio risalendo ai collegamenti con il narcotraffico internazionale e il finanziamento delle organizzazioni mafiose. Lo spaccio di droga, infatti, è un fenomeno criminale ed economico, un vero e proprio mercato le cui quotazioni influiscono su molte dinamiche forse poco note, ma molto visibili nella nostra vita quotidiana. Giornali e politica corrono dietro al degrado e sicurezza, ma c’è un motore vero: in primis la DROGA, insieme a alla prostituzione e al gioco d’azzardo. Leggi il seguito di questo post »


Siamo tutti Anna Frank!

Ha fatto discutere il fatto che Bologna si sia sollevata contro i gesti antisemiti di un gruppo di tifosi laziali. Il gruppo ultras biancoazzurri chiamato ‘Irriducibili’ aveva stampato e distribuito allo Stadio Olimpico adesivi con un’immagine di Anna Frank vestita con una maglia giallorossa della AS ROMA, insulti e scritte rzziste al seguito. Sono intervenute tutte le maggiori cariche dello Stato a partire dal Presidente della Repubblica Mattarella per denunciare questo gesto. A Bologna, la rete di associazioni W il calcio! si è mobilitata ditribuendo adesivi di Anna Frank rossblu fuori dallo Stadio Dall’Ara, prima del match Bologna FC – Lazio domenica scorsa. Ne ha parlato anche il Tg1 in prima serata e diverse radio romane mi hanno contattato. Il Comune di Bologna ha aderito all’iniziativa di W il calcio! insieme a decine di società sportive del nostro territorio e comuni. Il Dall’Ara è l’unico Stadio italiano uffcialmente antirazzista da quando abbiamo intitolato la curva ospititi San Luca – Arpad Weisz, aggiungendo il nome del grande allenatore ebreo ucciso in un campo di sterminio. La sua storia è ancora un monito e un amuleto, se proprio domenica, gli ‘Irriducibili’ antisemiti hanno deciso di non venire a Bologna rinunciando alla trasferta della loro Lazio. Leggi il seguito di questo post »


Vivere in centro storico: una questione di redditi, casa e consumi

pr1955grandeTra le sfide dei prossimi anni, per Bologna, c’è anche quella dello ‘spopolamento’ del centro storico. Un fenomeno che colpisce molte grandi città, in Italia e nel mondo. Un argometo importante che tocca corde sociali e urbanistiche, economiche e politiche. In altre parole, l’idea di città che abbiamo ma soprattutto che siamo in grado di affermare. Nel gioco dobbiamo tenere presenti molteplici aspetti, non solamente ciò che emerge in superficie e che siamo abituati a notare come il turismo che cresce, le tag sui muri, piccoli fenomeni d’abusivismo. Ci sono forze più efficaci che spingono alla trasformazione e quasi tutte puntano dritto sulle condizioni di vita, di reddito e di opportunità delle persone. Fenomeni non nuovi ma aplificati dall’avvento della cosiddetta sharing economy, che ha già prodotto mutamenti nei rapporti di lavoro, nei valori immobiliari, negli stili di vita. Oppure l’onda lunga di decisioni urbanistiche che vengono da lontano, che a Bologna hanno congelato il centro storico e i quartieri a favore di uno sviluppo dell’edilizia residenziale nei comuni dell’area metropolitana. Non è usuale di questi tempi riuscire a dibattere attorno a temi d’interesse pubblico mettendo da parte ideologie e strumentalizzazioni. Ecco perchè mi ha fatto piacere che diverse testate abbiano ripreso (inaspettatamente) l’intervento che ho svolto nell’ultima seduta di Question time ad una domanda della Consigliera Comunale Simona Lembi (Pd) e che di seguito ripropongo. Una riflessione che in parte avevo già svolto e che sarà alla base di alcune nostre prossime scelte di regolamentazione e programmazione. Leggi il seguito di questo post »