La presentazione della mia candidatura a Sindaco di Bologna

Condivido qui con voi il video della conferenza stampa di presentazione della mia candidatura a Sindaco di Bologna nelle primarie del Centrosinistra.

Ho scelto di parlare da un luogo per me importante, la biblioteca di Quartiere Scandellara, intitolata a Mirella Bartolotti, maestra elementare, grande antifascista, la prima consigliera comunale eletta e prima assessora in Italia alle politiche di genere.

Ho presentato le mie proposte per il futuro di Bologna che sintetizzo qui e che potete ascoltare nel video di presentazione. Attorno a questi punti chiameremo la città a discutere e confrontarsi con la Nuova Fabbrica del Programma. Cittadini, associazioni, imprese, professionisti: chiunque vorrà portare il suo contributo potrà farlo.

Un piano per la sanità, per l’assistenza sociosanitaria universale

La pandemia ha fatto emergere nuove criticità, ma occorre essere onesti: i problemi del sistema sanitario sono anche precedenti al Covid. Servono case della salute, ambulatori gratuiti e sportelli diffusi nei nostri quartieri. Abbiamo necessità di avere infermieri di quartiere, psicologi di sostegno ovunque ci siano comunità, dall’Appennino alla pianura imolese. Investiremo su prevenzione, assistenza domiciliare e lavoreremo per l’autonomia delle persone: in particolare per il welfare agli anziani, affinché il loro destino non sia più dentro borghi felici, ma in casa, insieme alle proprie famiglie.

Il lavoro e l’impresa      

A Bologna – Area metropolitana deteniamo il 9% della forza lavoro del paese. Attendiamo lo sblocco dei licenziamenti come un momento molto duro e stiamo per portare in consiglio comunale una manovra eccezionale da 80 milioni di euro. Nel prossimo mandato, grazie ai fondi europei, a quelli nazionali e alle risorse del Comune di Bologna che abbiamo tenuto da parte durante la pandemia, saremo in grado di fare investimenti fino a sei miliardi di euro. Potremo azzerare le rette delle scuole comunali, sostenere le partite iva, le imprese del nostro territorio e guardare a testa alta i nostri concittadini. Insieme all’Università di Bologna, ai centri di ricerca e alle imprese investiremo questa cifra importante sulla città, polo nevralgico di società partecipate che sono un’eccellenza nazionale e internazionale. Penso alla fiera di Bologna e ai suoi lavoratori fermi da troppo tempo. Scommetteremo sui big data e sui supercomputer realizzando la via della conoscenza che va dalla Bolognina al tecnopolo, guardando alle alleanze con le grandi città europee.

Un patto per l’educazione e la scuola 

Serve un nuovo patto costituente per rilanciare l’educazione.       

Il Comune di Bologna in questi anni ha deciso di stabilizzare e di assumere 800 fra educatori e insegnanti della scuola comunale. A Bologna abbiamo 1300 persone che lavorano nella scuola e nei servizi comunali e siamo stati l’unico comune in Italia a farlo. Vogliamo far sì che tutte le persone che vivono e vogliono crescere i figli nella nostra città possano farlo. Significa andare oltre i nidi gratuiti. Vuol dire pensare in grande verso un’idea di comunità che sa stare insieme, dove tutte le persone a prescindere dal reddito possano essere sostenute. Vuol dire costruire nuove scuole, essere l’eccellenza non solo nei servizi all’infanzia 0-6 ma anche fino a 18 anni e oltre. Vogliamo supportare le famiglie e gli adolescenti che stanno pagando un peso emotivo molto grande in questi mesi. Lo faremo mettendo in rete le scuole con le biblioteche, con il terzo settore, lo sport, l’inclusione lavorativa, secondo l’esempio delle Scuole di Quartiere, progetto di cui siamo molto orgogliosi e sul quale in questi anni abbiamo investito 10 milioni di euro affinché in ogni luogo ci fossero opportunità lavorative, educative e sostegno alle famiglie.

Una svolta ambientale   

Bologna a impatto zero entro il 2030: una sfida importante alla quale intendo dedicarmi completamente. Nascerà un dipartimento alla transizione ecologica e ogni nostra scelta sarà ponderata con l’obiettivo di ridurre le emissioni inquinanti e azzerare il consumo di suolo. Per far questo bisognerà necessariamente tornare indietro da alcune scelte che sono state fatte in questi anni e applicare una politica ecologista che fare scelte radicali.

Un progetto di riqualificazione dei nostri quartieri

Realizzeremo sei nuovi parchi urbani con dentro scuole, biblioteche, piste ciclabili. Salveremo i prati di Caprara e lo faremo con la voce della riforestazione prevista nella Next Generation UE fondi europei che abbiamo già chiesto. E poi sei piazze pedonali nei quartieri, per andare in bicicletta, per stare in famiglia e con la comunità. L’esperienza di questi anni con il bilancio partecipativo ci permetterà di costruire pezzo dopo pezzo questi progetti, insieme alla cittadinanza.

La cultura         

Immagino di realizzare uno spazio per la memoria nel cuore della Bolognina. Un polo del contemporaneo che racconti la storia di Bologna nel Novecento e che faccia della Bolognina il centro culturale più importante della nostra città.    

Penso all’importanza di costruire nuove centralità come il parcheggio Giuriolo che stiamo trasformando in nuovo archivio della Cineteca o il Ravone dove abbiamo creato il progetto Dumbo. Partecipando ad un bando per acquisire dalle ferrovie un’area di 40.000 metri quadrati, realizzeremo un nuovo polmone non solo per arte e cultura, ma anche per università, centri di ricerca e startup d’impresa.

Un piano europeo per la scienza e la ricerca.  

La nostra università è la prima d’Italia in fatto di ricerca e brevetti. Un vero asset di sviluppo per il nostro paese. Avremo il tecnopolo e i supercomputer, vogliamo scommettere sui big data e stiamo realizzando la Via della Conoscenza. Il prossimo sindaco di Bologna, insieme al Rettore e al presidente della Regione dovrà pretendere dal governo un piano strategico per la scienza e la ricerca da attuare con Barcellona, Helsinki e le principali capitali europee.

Un Piano per l’Uguaglianza, che presenteremo sabato 24 aprile alle ore 9.30 in diretta sulla mia pagina Facebook con l’associazione Una città con Te e il segretario nazionale del Partito Democratico Enrico Letta.

Bologna è una città che ha una missione nel cuore, quella di rendere più liberi i cittadini e le cittadine.

Voglio poter dire ai giovani che Bologna li aspetta.

Usciremo più forti del covid e ci occuperemo di voi perché Bologna è la città più progressista e democratica d’Italia.

Lo dimostreremo anche in queste primarie.



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