Il verde urbano è una questione politica

Oggi su Repubblica di Bologna trovate alcune mie riflessioni sul verde urbano e sulla vicenda del taglio degli alberi di via Torino, riportate in un articolo di Silvia Bignami, che ringrazio. Ieri ne ho parlato anche con Stefano Materia, il giovane ricercatore impegnato sul cambiamento climatico che nei giorni scorsi aveva pubblicato un video di denuncia per l’abbattimento dei 36 bagolari nel quartiere Savena.  Il verde oggi è una questione politica. Le sfide che abbiamo davanti richiedono innovazione sia su come la pubblica amministrazione affronta queste questioni sia sul coinvolgimento della comunità. Per questo ho anche fatto alcune proposte che vi invito a leggere.

TAGLIARE UNA PIANTA È UN ATTO POLITICO

Abbattere un albero è un atto politico. Non può essere trattato come una mera questione di manutenzione”. Matteo Lepore, assessore alla Cultura in pole per candidarsi a Palazzo d’Accursio, fa autocritica sull’abbattimento dei 36 bagolari di via Torino, nel cuore di quel quartiere Savena dov’è pure nato. “Il progetto del Comune prevede che verranno ripiantati alberi ad alto fusto, certo, ma quel che non ha funzionato in questa vicenda è il coinvolgimento della cittadinanza. I cittadini hanno saputo dell’intervento quando hanno visto gli operai abbattere gli alberi. Alberi magari ai quali erano affezionati. Ecco: le persone vanno coinvolte. Altrimenti sentono di aver subito un sopruso”. 

A chiamare in causa l’assessore è stato un video postato su Facebook da Stefano Materia, ricercatore impegnato sul cambiamento climatico. Un filmato che documenta i fusti tagliati, col dito puntato sull’amministrazione. Lepore ha incontrato Materia nel suo ufficio, ieri: “Stefano è nato al Savena in zona Mazzini come me. Mi ha detto “ci conosciamo, questi alberi sono quelli che abbiamo visto crescere insieme.” Ed effettivamente quegli alberi avevano la mia età, 40 anni”. La decisione sull’abbattimento, presa dai tecnici come tutte le scelte legate alla manutenzione, senza passaggio in giunta, merita proprio per questo una riflessione: “Io ho molto rispetto delle persone che lavorano in Comune – assicura Lepore-, ma il verde oggi è un tema politico. Io da Stefano ho imparato molto: dobbiamo coinvolgere la comunità che a volte è più competente di noi”. Non basta, secondo l’assessore, dire: “Ci costava aggiustare il marciapiede e le radici lo rompevano”. “C’è un costo ambientale che va considerato, e un costo per la salute dei cittadini”. Ed è troppo importante oggi il tema ambientale per derubricarlo a questione ordinaria. Per questo Lepore propone una Consulta del Verde pubblico, in cui i cittadini vengano informati su qualsiasi progetto che coinvolge il verde urbano: “E non vanno coinvolti solo quando i temi sono facili. Il confronto è importante soprattutto sui temi difficili”. Come quello dei Prati di Caprara, affrontato ieri in uno degli incontri di “Una città con Te”: “Io dai cittadini ho imparato tanto sui Prati di Caprara e sono per la loro salvaguardia, anche rivedendo il Piano Urbanistico. Ma soprattutto serve la coprogettazione con i cittadini. Penso che una parte del Recovery Fund andrebbe investito proprio lì, per creare altri cento boschi urbani. Non certo per tagliare quello che c’è.” Non solo. Su ambiente e cambiamento climatico Lepore fa un appello a tutti per una costituente per la transizione ecologica: “Mi rivolgo anche a civici, moderati, e persino al centrodestra. Sarebbe bello se oggi tutti sulla tutela dell’ambiente facessero fronte comune. Farebbe bene al PD, ai progressisti, e soprattutto a Bologna”.

di Silvia Bignami, Repubblica Bologna, 27 gennaio 2021



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