Matteo Lepore Manifesto Mobile def

É il momento di rompere gli schemi

da | Gen 5, 2021 | Bologna

Sul Corriere di Bologna di oggi 5 gennaio è uscita una mia risposta all’editoriale di Gianluca Passerelli di domenica scorsa: “Bologna. Prima, di tutto“. Ho colto l’occasione per proporre le svolte di cui la nostra città ha bisogno ricordandoci del patrimonio che abbiamo alle spalle. Le nostre radici nel futuro. L’innovazione è da sempre il nostro modo di cambiare la storia occupandoci delle sfide del nostro tempo. Vi invito a leggere la notizia.

Il mio intervento su Il Corriere di Bologna, 5 gennaio 2021

In uno dei suoi primi interventi Greta Thunberg affermava che la questione climatica avrebbe definito il nostro tempo.
Due anni dopo, a seguito di una Pandemia dai contorni ancora irrisolti, aggiungiamo l’urgenza di una svolta sociale non più rinviabile. Ora serve il protagonismo della politica progressista e democratica, con l’intento di ridurre le diseguaglianze, sostenere la scienza, proporre un paradigma di sviluppo alternativo al modello esistente. Le persone e le comunità devono organizzarsi per inaugurare stagione di lavoro e benessere, opponendosi a nazionalismi, negazionismi e discriminazioni tecnologiche.

Il destino di Bologna è quello di partecipare da protagonista a questo processo, aprendo nuove frontiere di innovazione. Lo sappiamo fare, perché il primato della qualità della vita di Bologna non cade dal cielo. Dice bene Gianluca Passarelli nel suo editoriale di domenica scorsa.
Affondiamo le radici in una solida tradizione amministrativa, ma nel 2021 serviranno coraggio e entusiasmo per aprire una stagione nuova.
Nel ‘56, il Sindaco Dozza sottoscrisse una convenzione con l’Università e l’Istituto di Fisica Righi al quale si destinava un contributo decennale di 500 milioni di lire per condurre ricerche sull’applicazione pacifica dell’energia nucleare. La notizia fu ben accolta dai bolognesi e anche dai ceti produttivi.

Oggi è necessaria una nuova stagione di alleanze. Rompere gli schemi è possibile, essere avanguardia come si fece per gli asili nido e l’urbanistica riformista. Con questo spirito innovatore a settembre ho lanciato un manifesto per la città, puntando sulla conoscenza come chiave per il nostro futuro. Questa idea ha ispirato il cosiddetto “progetto bandiera” che Bologna ha posto tra le richieste per il Recovery Plan.
Insieme all’Università, ad esempio, vogliamo realizzare il primo “gemello digitale” di una città italiana. Una replica digitale della città metropolitana di Bologna che consentirà la raccolta, l’analisi e la condivisione di una grande quantità di dati per gestire meglio sistemi energetici, l’adattamento sociale ed economico ai cambiamenti climatici, la resilienza dei centri urbani, l’adattamento delle produzioni agricole e la riduzione del rischio dei pericoli naturali, ma anche per favorire l’inclusione sociale, la promozione della salute, la trasparenza nelle decisioni politiche e la democrazia urbana. E attraverso la Fondazione per l’Innovazione Urbana entreremo da soci fondatori nella nuova Fondazione Big Data, che avrà il compito di guidare la rivoluzione digitale al Tecnopolo e in città. Perché l’innovazione è da sempre il nostro modo di cambiare la storia occupandoci delle sfide del nostro tempo.

Matteo Lepore