PARLIAMO DI IDEE. UNA MIA INTERVISTA.

Voglio condividere con voi una mia intervista uscita venerdì 20 novembre su Il Resto del Carlino.

Matteo Lepore “Dialogo con il centro sulle idee. Basta pregiudizi, è tempo di riconciliazione”

L’assessore apre a ’Bologna Civica’: “Proposte in linea con quanto siamo facendo. Le primarie? È scontato che lo Statuto verrà rispettato”

di ROSALBA CARBUTTI

Il Pd discute? Matteo Lepore risponde con “la riconciliazione”. Il Covid sta cambiando le nostre vite e la politica ne deve prendere atto. Risultato: l’assessore alla Cultura, al Turismo e al Patrimonio, uno dei possibili candidati dem per la successione di Merola nel 2021, apre al centro e al dialogo con ’Bologna Civica’, la creatura di Giancarlo Tonelli e Gian Luca Galletti. Un dialogo che parte dalle tre proposte lanciate dall’ex ministro su scuola, riduzione delle tasse e rivoluzione dei tempi della città.

Lepore, ma lei non era il candidato dem più a sinistra?

“Basta pregiudizi, gli steccati vanno superati in vista del bene comune. Ciò non significa negare la propria identità. Ma c’è un’emergenza sanitaria senza precedenti. È il momento della riconciliazione”.

Sì, ma come la mette con ’Coalizione civica’ che ha chiuso più volte a Tonelli?

“In Comune abbiamo lavorato bene sia con Coalizione civica, sia con ’Bologna Al Centro’ e il Movimento 5 Stelle. Del resto, lo stesso segretario dem, Nicola Zingaretti, si è detto favorevole ad allargare la base parlamentare sulla futura legge di Bilancio, dialogando con Forza Italia”.

Dopo le critiche al civismo né di destra né di sinistra, lo rivaluta?

“Il dialogo con ’Bologna Civica’ può partire dalle proposte messe in campo da Galletti. Il civismo lo intendo come amore per la città: un civismo politico e solidale che mette insieme percorsi per il bene comune, parte della tradizione della nostra città”.

Da quando può partire il dialogo?

“Ora, basta vedere quanto ha fatto e sta facendo l’amministrazione. Gli investimenti su scuole ed edifici pubblici possono essere un volano. E, già in giunta, avevamo messo in programma 140 milioni di euro di investimenti da qui ai prossimi anni, 20 milioni sono già nel bilancio 2021 e arriveranno le risorse del Recovery fund”.

Galletti parla di partenariato pubblico-privato. Si può fare?

“Abbiamo una serie d’interventi simbolo come lo Stadio (40 milioni dal Comune, 60 dal Bologna calcio). Poi sto lavorando con la collega Gieri sia al lotto H (che prevede 22 milioni di euro per edilizia sociale e servizi) sia all’ex Beretta di via XXI Aprile, grazie al finanziamento di 3 milioni della Fondazione Carisbo, dove faremo alloggi sociali. Infine, grazie al superbonus del 110%, stiamo pensando d’intervenire sugli immobili Acer”.

C’è in ballo anche la vicenda del museo Morandi nella Manifattura delle Arti?

“In giunta è stato approvato lo stanziamento di 1,9 milioni per la palazzina Magnani, abbandonata da 20 anni. L’altro acquisto dalla Ausl – da 3,4 milioni di euro – riguarda l’ex Tiarini: sposteremo altri uffici pubblici comunali, accorpando gli sportelli lavoro, di fronte a Liber Paradisus. La Regione, tra l’altro, stanzierà 2 milioni per adeguare la struttura”.

La crisi morde. C’è modo di abbassare le tasse?

“Già le abbiamo ridotte di 10 milioni euro. Il nostro bilancio è unico. Ora penseremo a un progetto fiscale per il futuro. Ma non si può prescindere dalla lotta alle diseguaglianze: va rafforzato il sistema socio-sanitario. Un tema che rilancio a Galletti e a chi si vuole alleare con noi”.

Il Pd sta finendo le consultazioni e c’è una raccolta firme pro primarie. Come finirà?

“Le firme sono quasi un migliaio, ma nell’elenco dei nomi sul sito ’Cantiere Bologna’ non c’è il mio. Do per scontato che lo Statuto del Pd venga rispettato. Ma il punto è un altro. E cioè se all’interno del partito, terminato il percorso che sta portando avanti il segretario Tosiani, ci siano effettivamente visioni diverse di città, al di là delle preferenze sui nomi”.

L’assessore Lombardo ha lanciato un appello: “Accettate l’esito del percorso Pd”. Aitini si è detto pronto a fare squadra, manca solo lei…

“Risponderò dopo le consultazioni. Non ho mai voluto fare polemica. Dobbiamo avere rispetto degli elettori e degli iscritti del Pd e far loro presente una proposta unitaria se ci sono le condizioni di un’unica visione di città. Se non ci sarà, verranno seguite le regole del partito”.

C’è chi dice che potrebbe fare una lista esterna al Pd…

“Mi offende solo il pensiero. Nel Pd mi sento a casa. Ho contribuito a fondarlo, conosco lo Statuto e finite le consultazioni lo reciterò a memoria… Ora cerchiamo di volare alto”.

Sgombriamo ogni equivoco: il suo assessorato ha finanziato progetti delle Sardine o iniziative di ’Cantiere Bologna’?

“No, assolutamente. Non sono state finanziate iniziative di ’Cantiere Bologna’ e per quanto riguarda le Sardine sarebbe più corretto dire che sono loro ad aver finanziato una iniziativa del Comune. La loro raccolta fondi ‘6000piantine per la Cultura’ ha permesso di sostenere una parte degli eventi del cartellone culturale dell’estate nelle periferie. Il Comune ha ritenuto meritevole l’iniziativa ed ha deciso di aggiungere un euro per ogni euro raccolto dalle Sardine. Così è nato il bando Piccoli Teatri di Quartiere”.



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