IDEE PER IL FUTURO, RIPARTIAMO INSIEME

fa3b5d11-dcc0-4043-9b4a-2ddb7fe9372eIl Comune di Bologna e Macron hanno fatto un accordo per la vendita e la consegna a casa delle mascherine, in una giornata ne sono state vendute quasi cinquecentomila, segno che un bisogno c’era. Dalla tempesta usciremo solo facendo sistema. Ha detto bene Valter Caiumi, presidente di Confindustria Emilia, la città vuole sapere come rispondere alla crisi sociale e produttiva che nei prossimi mesi emergerà. In una situazione come quella attuale il totonomi e’ sterile. Io faccio politica in questa città e voglio continuare a farla. Io questa città la vivo. Da anni come amministratore ne frequento quotidianamente il centro e i quartieri più popolari, e ne conosco quindi anche la pancia più profonda. Per questo sono convinto che dobbiamo essere più consapevoli della nostra forza e delle nostre possibilità, senza nasconderci i problemi e le sfide.
Sto dicendo che se non ripartono presto e bene l’Aeroporto di Bologna, la sua Università e il sistema produttivo non riparte una parte decisiva del motore che negli ultimi anni ha trainato non solo la Regione ma anche il paese. Noi abbiamo saputo fare dell’innovazione continua la nostra missione e anche ora ci sono investitori pronti a scommettere sulla nostra città. Basti pensare al progetto dello Stadio o al cantiere avviato del Centro di calcolo europeo al Tecnopolo. Ma non ci dobbiamo dimenticare che sempre di più gli investimenti si concentrano oggi soprattutto nelle grandi città, dove ci sono servizi, infrastrutture e una migliore qualità della vita. Dopo la pandemia questa qualità della vita significherà anche coesione sociale, contrasto alle disuguaglianze, welfare e difesa del lavoro. Ecco perché il momento delle scelte è adesso.

La prima è la scelta che tutti gli attori della città, incluse le imprese, devono fare insieme. Le grandi aziende che hanno sede nel nostro territorio continuano ad avere la testa a Bologna oltre che una visione di impresa responsabile verso il territorio. Ritorno all’esempio di Macron, un’impresa anticiclica, che ha deciso di mantenere viva la produzione per sostenere finanziariamente fornitori e clienti, una scelta vitale per sé e per tutta la filiera, accettando anche di scommettere sull’energia mutualistica (affidamento anche ai rider delle consegne) che costituisce una delle ricchezze di questa città. Fare sistema significa per me condividere questo coraggio di essere anticiclici negli investimenti così come nell’indicare una nuova agenda per il futuro.

La seconda scelta ci riguarda direttamente. Dobbiamo smetterla di pensare a Bologna e alla Regione come due parrocchie. Nella fase 1, l’Emilia-Romagna ha dimostrato di essere il modello migliore nel campo della sanità pubblica, ora dobbiamo fare altrettanto per quanto riguarda il rilancio dell’economia e il sostegno alle imprese. Su questo la nostra città può, anzi deve svolgere un ruolo nazionale come nella fase 1. Bologna ha bisogno della Regione e la Regione ha bisogno di Bologna.

Ho citato non a caso Aeroporto e Università tra i pilastri della ripartenza. Su Aeroporto sta pesando la scelta del Governo di puntare tutto nuovamente su Alitalia, sembra una maledizione che ritorna. Abbiamo bisogno al contrario di fare ripartire gli scambi internazionali e i vettori del turismo, non possiamo arretrare su questo. Magari qualificandolo ulteriormente. Altro punto riguarda l’accoglienza degli studenti: se l’Alma Mater dovesse registrare una contrazione nelle immatricolazioni la città subirebbe un grave danno. E non parlo solo delle ripercussioni sul commercio, ma più in generale sull’impatto che la comunità studentesca ha sul tessuto sociale e democratico attuale e futuro di questa città. Scuola e Università devono ripartire perché la scommessa sul futuro sono i giovani e le loro competenze. Ecco perché il Comune ha deciso, ancora a frontiere regionali chiuse, di investire su un fondo per calmierare gli affitti volendo tutelare studenti e lavoratori.

Un altro esempio è la recente nomina nel CdA di Fondazione ERT dell’assessore alla Cultura e alla Ricerca scientifica di Barcellona Joan Subirats. Questa scelta rafforza l’alleanza tra due città che hanno scelto di stare nella globalizzazione coniugando innovazione, solidarietà, democrazia e lotta al cambiamento climatico. A cominciare dal tema dei dati: Bologna e Barcellona ospiteranno due dei cosiddetti supercomputer dell’Unione Europea e sono accomunate dall’idea che questa enorme potenza di calcolo possa contribuire alle grandi trasformazioni di cui questa città ha bisogno se saprà incidere sulla vita concreta delle persone attraverso la condivisione democratica, facendo della scienza e della ricerca un pilastro anche delle decisioni politiche ed economiche per rispondere alle grandi sfide globali.

La Pandemia ha sconvolto le nostre vite ma ci lascia un insegnamento. Sviluppo economico, lotta alle disuguaglianze, rispetto della natura, difesa della salute e del benessere degli esseri viventi sono inscindibili. Mi piace chiamarlo diritto al respiro come risposta alla pandemia. Io credo che Bologna e l’Italia debbano tornare a respirare, nell’economia tanto quanto nella vita delle persone. Nel cuore della Pianura Padana, una delle aree più inquinate d’Europa, l’Emilia-Romagna ha una grande risorsa a disposizione: una città che fa da perno di un sistema della sanità pubblica e della ricerca tra i più forti al mondo. Su queste risorse credo che dovremo concentrare in futuro gli investimenti privati e pubblici, a partire dai nuovi fondi strutturali, per fare di Bologna ancora di più una città che sta nella globalizzazione da protagonista.

Questo mio pensiero è stato riassunto in un’intervista che hi rilasciato sulle pagine locali de Il Resto del Carlino.

 

 


One Comment on “IDEE PER IL FUTURO, RIPARTIAMO INSIEME”

  1. Maria Cristina Spellucci ha detto:

    Molto interessante. Non dimentichiamo anche tutta la Provincia di Bologna, con il suo Appennino, con le sue incantevoli cittadine, con gli innumerevoli luoghi ricchi di storia e di una natura meravigliosa. Cerchiamo di non privare questi territori e i loro cittadini dei servizi necessari alla qualità di vita di cui dispongono coloro che hanno avuto in sorte di vivere a Bologna. Buon lavoro, Assessore.
    Maria Cristina Spellucci


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