Sport, cultura e turismo: dai voucher per le famiglie al reddito di emergenza, il sostegno e la ripartenza per il futuro di Bologna

In questo video, grazie all’invito delle Acli di Bologna, ho avuto modo di parlare di quello che stiamo facendo a Bologna per lo sport, la cultura e il turismo. 

Sport, cultura e turismo nella nostra città rappresentano una dimensione sociale molto importante. Non solo, sono reddito e sono lavoro. Lo sono state fino a tre settimane fa. Ed è importante non dimenticare che nella ripartenza ci sono anche questi settori.

Questo significa, per quanto riguarda il settore sportivo, stare vicini ai collaboratori sportivi, che nel Decreto Cura Italia sono già stati in parte considerati e che aspettano ancora diverse risposte dal Governo. Al tavolo regionale sullo sport insieme agli altri assessori dell’Emilia-Romagna abbiamo presentato alcune proposte per la difesa del settore: in particolare la proposta di un voucher dedicato alle famiglie. Sarebbe infatti importante che alla ripartenza delle attività sportive le famiglie della nostra città possano contare su un voucher che sostenga l’accesso allo sport per chi ne ha più bisogno: sarebbe una misura di riduzione delle disuguaglianze. Una proposta che avanzeremo anche come Città domani al Ministro Spadafora.

Per il settore culturale, significa stare accanto agli artisti e agli operatori, che hanno bisogno di capire come potranno riattivare il loro lavoro e se avranno un reddito nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Significa, per il settore del turismo, capire se in questo anno e mezzo in attesa della ripartenza del mercato internazionale del turismo ci siano opportunità di lavorare nel settore. 

Mi sto occupando – con un confronto con tante e tanti colleghi a livello metropolitano, regionale e nazionale – del sostegno e della ripartenza di questi settori nella nostra città. I primi passaggi sono quelli di immaginare una ripartenza innanzitutto mettendo in sicurezza i luoghi di lavoro: su questo c’è un tavolo a tutti i livelli che riguarda tutti i settori produttivi. E poi ci sono le misure, fondamentali, per il sostegno al reddito e alla ripartenza. 

Nessuno si deve sentire lasciato solo. Questo è un impegno che condividiamo con il mondo dell’associazionismo cittadino, sia in termini di volontariato e sussidiarietà, ma anche di immaginazione di quello che è il futuro della nostra comunità. 

Non va dato per scontato il nostro futuro, non dobbiamo semplicemente tornare a come eravamo prima di questa emergenza. Dobbiamo anche imparare da quello che ci sta succedendo. Servirà un impegno civile e sociale molto importante perché non tutto quello che c’era prima dell’emergenza funzionava: le disuguaglianze vanno ridotte.



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