Una giustizia dal volto umano

cartabiaUna giustizia dal volto umano.

Questa domenica, la Presidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia ha rilasciato una lunga e profonda intervista a La Repubblica.

Vi invito a rileggerla. Ruota attorno all’articolo 27 della nostra Costituzione, in particolare al passaggio nel qual si dice che le pene non possono mai essere contrarie al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.

“Una giustizia giusta, se vogliamo usare quest’espressione, è una giustizia che permette di guardare al futuro, che non si pietrifica su fatti passati che pure sono indelebili. La giustizia giusta è riconciliazione, non vendetta. Perché la giustizia vendicativa distrugge insieme gli individui e la polis, mentre una giustizia riconciliativa realizza l’armonia sociale”.

Molti useranno questa sua intervista per fini di battaglia politica. Una volta ogni tanto, invece, sarebbe importante fermarsi a riflettere. Cogliere un’occasione e scartare, compiere una piccola rivoluzione pacifica: quella del dialogo e dell’impegno sociale. Recuperare questi due pilastri della politica.

Bisogna bilanciare tutte le esigenze: la sicurezza sociale, il bisogno di giustizia delle vittime e lo scopo ultimo della pena che è quello di recuperare chi ha sbagliato. In un paese dove, comunque la pensiate, la questione più grande è proprio che le cose e il loro meccanismo non funzionano.

Quante volte abbiamo sentito dire: che le carceri sono troppo piene, che chi viene arrestato esce subito, che i processi sono troppo lunghi, che è meglio farsi giustizia da soli, che bisogna buttare la chiave, che è ora di fare giustizia.

La Giustizia non è vendetta.

La Giustizia è un principio e allo stesso tempo un insieme concreto di fatti che accadono. Una parte integrante della nostra società della quale dobbiamo prenderci cura continuamente. Senza zone d’ombra, cioè senza dimenticarci di nulla.

Perché la Giustizia è quella cosa che può riconoscere il diritto a una madre condannata di potere scontare la pena ai domiciliari per accudire il figlio disabile, che permette nella nostra città di svolgere nel Casa circondariale della Dozza esperienze lavorative per rieducare i detenuti fino all’apertura di una vera e propria azienda meccanica, un progetto straordinario.

Ma la Giustizia è anche, dopo 40 anni, la chiusura delle indagini sui mandanti della strage del 2 agostoBologna e le loro 85 vittime. La necessità di proteggere l’artigiano derubato e picchiato, le circa 150 donne uccise ogni anno in Italia e le oltre 40 mila che si sono rivolte ai centri anti violenza. Per fare alcuni esempi.

Non abbandoniamo il campo.

La Giustizia ha bisogno di battaglie per la verità, di impegno sociale dentro e fuori le carceri, di cultura, di teatri, di scuole. La Giustizia ha bisogno di noi, di tutta la nostra coscienza democratica e costituzionale.

PS
Potete trovare l’intervista della Cartabia a questo LINK.
All’interno si racconta di un docufilm dedicato al progetto “Viaggio nelle carceri”. È stato realizzato seguendo i giudici della Corte Costituzionale che hanno dialogato con i reclusi sulle loro condizioni di vita e attorno alla Carta Costituzionale. L’obiettivo era testimoniare che la cittadinanza non conosce muri perché la Costituzione appartiene a tutti. Un film proiettato lo scorso settembre anche alla Cineteca di Bologna.

Fai clic per accedere a la-repubblica_intervista-cartabia.pdf

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