Free Patrick Zaki

1A Bologna continuiamo a chiedere il rilascio di Patrick George Zaki, ricercatore della nostra università arrestato il 7 febbraio al Cairo, dove era arrivato per una vacanza.

Patrick è stato più volte minacciato, colpito allo stomaco, alla schiena e torturato con scosse elettriche. È stato interrogato illegalmente per venti ore sul suo lavoro sui diritti umani, sullo scopo della sua permanenza in Italia e sui suoi legami con la famiglia di Giulio Regeni, come lui giovane ricercatore, ucciso in Egitto quattro anni fa.

Insieme ad Amnesty continuiamo a chiedere:
– L’immediato rilascio di Patrick e che siano fatte cadere tutte le accuse a suo carico.
– La garanzia che il governo egiziano in futuro non lo perseguiti né lui né la sua famiglia e che possa proseguire con i suoi studi qui in Italia.
– L’apertura di un’indagine trasparente e con una supervisione a livello internazionale sulle circostanze del suo arresto e sulle torture subite.

Patrick ha circa la stessa età di Giulio Regeni, quando venne torturato e ucciso, e svolge un’attività di ricerca simile. Da quando al-Sisi ha preso il potere sei anni fa, la situazione dei diritti umani in Egitto ha conosciuto un deterioramento catastrofico e senza precedenti. Amnesty ha denunciato il tentativo delle autorità egiziane di normalizzare le violazioni dei diritti umani attraverso una serie di norme che servono a “legalizzare” la crescente repressione della libertà di espressione, di associazione e di manifestazione pacifica.

Non possiamo fare finta di niente. Saremo in Piazza ogni giorno con gli studenti della nostra città.



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