GOOD LAND, UN NUOVO MODELLO D’IMPRESA PER LA TUTELA DEI LAVORATORI E DEL TERRITORIO

cap.jpgIl dieci dicembre ho partecipato alla presentazione della start-up Good Land e del suo primo progetto-prodotto: la passata di pomodoro contro il caporalato.

È grazie a Lucio Cavazzoni se a presentare il progetto c’ero anche io, insieme a Yvan Sagnet e Maria Luisa Terrenzio. Tutti e quattro uniti dalla lotta contro il caporalato e dalla voglia di liberare la nostra terra dalla schiavitù e dallo sfruttamento del lavoro agricolo, attraverso la rete NO CAP e Good Land, la nuova realtà nata a Bologna.
Con loro abbiamo presentato alla stampa nazionale il primo progetto di Good Land. Insieme venderanno al giusto prezzo pomodori raccolti a mano dalle terre pugliesi, senza alcuna forma di sfruttamento, garantiti dal marchio NOCAP per sensibilizzare il consumatore. Cioè tutti noi.

Good Land nasce con la missione di sostenere progetti come NOCAP: la prima filiera etica italiana contro il caporalato: 20 aziende e circa 200 lavoratori tra cui un centinaio di braccianti extracomunitari sottratti alla malavita e al caporalato, che vivevano all’interno di varie baraccopoli di tre regioni.

  • Yvan Sagnet è un ingegnere camerunense arrivato in Italia nel 2007, a capo della protesta dei braccianti di Nardò del 2011 da cui ebbe origine l’iter per la legge sul caporalato.

  • Maria Luisa Terenzio guida una delle aziende biologiche che a Rignano Garganico (FG) e Capitanata ha accettato la sfida di produrre pomodori nel massimo rispetto dei lavoratori.

  • Lucio Cavazzoni è un apicoltore, cooperatore e fondatore di Goodland, la cui sede abbiamo deciso di ospitare a Bologna, in via Petroni, in uno dei locali della Fondazione Rusconi.

I prossimi progetti di Good Land saranno dedicati ai prodotti del nostro Appennino e al suo ripopolamento. Seguiteci, l’Italia è un paesaggio straordinario fatto di terra, di comunità e di persone.

Un’altra buona cosa che nasce nella nostra città.

Resistere è creare.



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