Il nuovo Museo Morandi nella Palazzina Magnani

MorandiCondivido l’intervista de Il Resto del Carlino di Bologna, pubblicata nell’edizione di oggi, sulla volontà del Comune di acquisire la Palazzina Magnani, in via Azzo Gardino: vorremmo che diventasse la sede del nuovo Museo Morandi.

Il Comune apre il portafoglio e vuole acquistare dal Demanio la Palazzina Magnani di via Azzo Gardino, abbandonata da ormai 15 anni. Un investimento da quasi 2 milioni di euro per un obiettivo ambizioso: “Porteremo lì il nuovo Museo Morandi – l’annuncio dell’assessore alla Cultura, Matteo Lepore –: se lo merita, perché è un artista di un’importanza mondiale”.

Assessore, perché la Palazzina Magnani?
“Ha tutte le caratteristiche che cerchiamo: è facilmente accessibile, vicina alla stazione, ha un parcheggio sotterraneo di fronte e uno spazio interno molto interessante, con un giardino e un cortile da poter sfruttare”.

Cade anche a pezzi, servirà ristrutturarla.
“Assolutamente sì, il nostro programma prevede già un intervento tra i 3 e i 5 milioni di euro. E confermiamo l’idea di un concorso internazionale di architettura per scegliere il progetto definitivo”.

Fanno quasi 7 milioni, il Comune ha tutti questi soldi?
“Ce li abbiamo, perché il nostro bilancio è virtuoso. Abbiamo dimezzato il debito e chiuso vari mutui, insomma ce lo possiamo permettere. Inoltre, crediamo che un progetto del genere meriti l’attenzione della Regione, di privati e del Ministero dei Beni Culturali. Ne parlerò con Dario Franceschini molto presto”.

La struttura come sarà gestita?
“Diventerà un nuovo museo all’interno del sistema del Mambo e vorremmo trasferirci anche le attività didattiche che sono in grandissima crescita. Nella delibera di giunta approvata ieri abbiamo messo nero su bianco che la destinazione d’uso sarà ‘culturale’, perché la consideriamo una grande occasione per completare un progetto nato quasi 20 anni fa”.

Addirittura?
“Sì, perché la Manifattura delle Arti nasce con Bologna Capitale europea della Cultura nel 2000 e la Palazzina è l’ultimo tassello mancante di quel segmento. Lavorerà a stretto contatto con l’Università e la Cineteca, senza dimenticare il Museo del Basket al Paladozza, con l’obiettivo di creare un nuovo progetto per i prossimi due decenni”.

Morandi è morto 55 anni fa, quanto valore ha ancora?
“Talmente importante da meritare un museo a lui dedicato. Come Joan Mirò a Barcellona o Vincent Van Gogh ad Amsterdam. Il linguaggio di Morandi è universale, lo si ritrova in tantissime correnti pittoriche e figurative nate all’estero e ce ne siamo accorti girando in Oriente”.

Che tempi vi siete dati?
“Chiudere l’acquisto entro il 2020, poi un paio di anni per bandire il concorso di architettura e realizzare il progetto”.

Sentenza permettendo.
“Ne saremo ovviamente rispettosi. La nostra ipotesi di un nuovo museo conta evidentemente sulla possibilità di allestire l’esposizione Morandi anche fuori da Palazzo d’Accursio”.

Che valore ha quest’operazione per il Comune?
“Credo possa essere la prima di altre analoghe, che sappiano puntare sull’integrità della città e su principi ambientali e culturali. Investire in questo senso ripaga, ce ne stiamo accorgendo nelle ultime settimane, no?”.

Cioé?
“Senza una forza creatrice di cultura, non credo che Bologna vivrebbe questa stagione di entusiasmo anche politica. Le piazze non si riempiono a caso, quelle di buona politica nascono in città dai valori forti e sempre meno per altri motivi. E Bologna ha questa storia nel sangue”.



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