IL NUOVO TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

o2a_teatro comunale_ingressoEcco il nuovo Teatro Comunale di Bologna e la nuova via del Guasto. L’architetto Luigi Orioli si è aggiudicato il Concorso di idee che abbiamo realizzato. Ho sempre sostenuto che la  cultura fosse la speranza della nostra città e per la zona universitaria in particolare. In questi anni abbiamo organizzato attività e iniziative, portato solo questa estate 136 mila spettatori attorno al palco di Piazza Verdi, ma la soluzione definitiva era e sarà sempre la bellezza. Ebbene sì, serviva una svolta urbanistica e architettonica per aprire gli spazi alla città. Seguendo il progetto di Luigi Orioli, via del Guasto verrà allargata e diventerà una piazza per le famiglie, i cittadini, gli studenti, i lavoratori del Teatro e dell’Ateneo.

Il Teatro Comunale avrà una nuova facciata contemporanea ed elegante, una nuova sala prove e un auditorium. La cosiddetta fabbrica del Teatro sarà liberata dagli impianti vetusti e al loro posto verranno una terrazza e un ambiente che accoglierà un caffè e un vetrata che permetterà di vedere gli artisti mentre provano. Questo investimento sarà reso possibile da risorse nazionali e comunali, ma soprattutto viene da 3 anni di confronto con la popolazione che vive e attraversa la zona universitaria. Prima di Natale organizzeremo una bella mostra con i primi progetti selezionati per raccontare tutto ampiamente.

Di seguito la presentazione del progetto da parte dell’architetto Luigi Orioli:

“Il progetto di valorizzazione del Teatro Comunale nasce dalla volontà di riorganizzare dal punto di vista funzionale, energetico e socioculturale gli spazi del complesso, per renderlo maggiormente permeabile al suo intorno coinvolgendo i frequentatori della zona, il pubblico tradizionale ed i giovani nelle attività del teatro in modalità innovative.

La funzionalità attuale del Teatro è frutto di numerose addizioni e modifiche avvenute nel corso degli anni. La parzialità dei singoli interventi rende la struttura del teatro molto articolata. La divisione tra le varie aree non è nettamente definibile, con un notevole aggravio di costi in termini di gestione e di consumi energetici.

La proposta progettuale mira a ricucire percorsi, connettere funzioni e definire zone. Si intende completare e rendere efficiente la distribuzione interna, dividendo i flussi del pubblico da quelli degli addetti, al fine di liberare le enormi potenzialità che l’attività e gli spazi del Teatro offrono alla città.

Via del Guasto
Il progetto proposto parte dall’intervento in Via del Guasto e si espande in maniera ragionata negli altri ambienti del complesso teatrale. La metodologia di lavoro adottata ha portato ad individuare alcuni interventi che si ritengono decisivi ma allo stesso tempo fattibili nei vincoli di questa iniziativa concorsuale che consentano al Comunale da un lato di aumentare l’offerta culturale (senza snaturarsi) e dall’altro di avere una organizzazione spaziale, funzionale ed impiantistica più efficiente. Da un punto di vista architettonico l’intervento mira a ricomporre i volumi esistenti e a evidenziare le principali direttrici spaziali del complesso. Il rapporto con la parte storica, caratterizzata dal portico del Bibiena e dalla Terrazza novecentesca, è al centro del progetto. Si propone la creazione di un volume contemporaneo facilmente riconoscibile, attraente, che viva in rapporto dialettico con la preesistenza storica. Il nodo di questa relazione è dato dal nuovo ingresso che diventa una cerniera architettonica oltre che funzionale tra l’edificio originale e il nuovo volume materico. Il nuovo corpo, chiaramente identificabile e percepibile, entra in relazione con il teatro esistente (volumi e allineamenti, terrazza in primis) con una propria autonomia e definizione. Il nuovo corpo è leggero, costruito con una struttura metallica e con sistema a secco, veloce, efficiente e a basso impatto ambientale. L’involucro è parzialmente vetrato e ricoperto da un sottile velo metallico che crea una piccola lanterna urbana, capace di accendere l’area con una luce soffusa ma presente durante le ore notturne. Da un punto di vista urbano si ritiene decisivo promuovere funzioni attive lungo via del Guasto per la rigenerazione di questo percorso cittadino. Il nuovo accesso ospita così la biglietteria del teatro integrata con il nuovo bar bistrot. Gli spazi ristorativi diventano polo attrattore del progetto con l’ampliamento del bar esistente e con lo spostamento del bar aziendale.

Un distretto culturale
Sempre su Via del Guasto, confine visivo del percorso iniziato dal portico storico del teatro, si trova uno spazio laboratorio/atelier che può essere utilizzato sia da giovani artisti sia dal personale del teatro per prove e attività divulgative e culturali. In cima al nuovo volume l’edificio si apre verso il Guasto con una scalinata/auditorium facente parte della sala prove al piano superiore. Questo spazio, aperto verso l’esterno, genera l’apertura dei Giardini stessi verso il teatro. Un grande sistema a gradoni e rampe rende il Giardino finalmente parte integrante dello spazio urbano. Tutta l’area posteriore del teatro si allarga, si scopre e diventa il punto focale del nuovo distretto culturale della città. Il nuovo intervento diventa così la scintilla per far scattare una serie di azioni e reazioni urbane e sociali in grado di trasformare l’area in un grande sistema culturale urbano. Piazza Verdi riacquista una propria identità proponendosi come attuatore di nuove dinamiche culturali e sociali. Un sistema di nuovi arredi crea uno spazio pubblico semplice, modulare e flessibile, capace di rispondere alle mutevoli necessità ed esigenze. La piazza torna ad essere un luogo ordinato ed allo stesso tempo informale di ritrovo. Concerti ed eventi possono integrarsi con la vita quotidiana della piazza utilizzando il nuovo arredo in pietra, metallo e legno come infrastruttura fisica della trasformazione. Come esempio, il palco sarà removibile ma integrato con il sistema, risultando quindi parte viva della piazza e non una incongrua struttura estranea. Largo Respighi mantiene la sua identità con una riconfigurazione leggera degli spazi. Vengono aggiunti alberi di alto fusto lungo la via per ridefinire il rapporto con il fianco del Teatro. Viene proposta una nuova piattaforma di carico-scarico integrata con la pavimentazione per rendere più efficienti le operazioni collegate. Aumenta così la fruibilità del passaggio lungo il fianco del teatro. Nei pressi della parte posteriore vengono proposte sedute circolari in pietra, a creazione di diversi ambiti per attività e performance artistiche dedicate a piccoli gruppi. L’area attorno al Teatro diventa un sistema integrato di spazi urbani dedicati alla cultura, all’incontro ed alla attività artistica, nucleo generatore del rinnovamento di tutta l’area urbana.

Rifunzionalizzazione interna
La capacità del teatro di diventare un polo attrattore dipende anche dalla possibilità di offrire spazi e attività culturali durante tutto l’anno ad integrazione dell’attività tradizionale. E’ necessaria quindi una riorganizzazione interna capace di rendere autonome alcune aree dell’edificio. Un nuovo vano scale+ascensore collegato alla biglietteria-reception connette la parte produttiva del teatro direttamente con gli uffici storici senza passare dai foyer o dalla Sala Bibiena. Questa nuova relazione rende più efficiente il lavoro dei dipendenti e libera il corpo scale nei pressi della sala stampa che può venire così utilizzato dal pubblico. Il sistema dei due foyer, collegati da questo vano scale e serviti da nuovi servizi igienici, diventa autonomo, indipendente ed accessibile. Questa indipendenza consente di attivare questa zona in ogni momento della giornata consegnando alla città uno spazio di incredibile valore e consentendo ai cittadini di partecipare alla vita del Teatro.

Per quanto riguarda gli uffici si è ritenuto di spostare gli Affari Generali nel nuovo edificio in prossimità con la Soprintendenza. Si è ritenuto opportuno lasciare la Direzione Artistica e l’Ufficio Allestimenti in prossimità degli artisti e del palco. Lo spazio lasciato libero dagli Affari Generali può essere convertito in spazi per gli artisti con la creazione di camerini e di una work lounge. Gli orchestrali trovano spazio vicino agli artisti ma indipendenti ed al piano terra. Si creano così unità autonome ed indipendenti (Foyer, Sala, Artisti, 2 Blocchi retropalco, Produzione Guasto, Uffici P.zza Verdi, nuovo volume) sia dal punto di vista funzionale che di gestione ed impiantistico con un notevole efficientamento delle dinamiche interne e dei costi di gestione.

Un teatro sostenibile
Le strategie energetiche della proposta progettuale mirano a realizzare un edificio che dialoghi col clima locale al fine di rispondere agli obiettivi di risparmio energetico e riduzione delle emissioni in atmosfera, nel rispetto dei valori dell’istituzione. Parte fondamentale del nuovo intervento è la revisione e modernizzazione degli impianti tecnologici del Teatro. Il progetto di riqualificazione e di efficientamento energetico si sviluppa secondo tre direzioni:
– miglioramento delle prestazioni energetiche dell’involucro;
– l’utilizzo di sistemi ad alta efficienza energetica;
– utilizzo di sistemi passivi e di energie rinnovabili.

Compatibilmente con le esigenze di tutela si prevede di massimizzare l’efficienza energetica dell’involucro al fine di minimizzare i carichi richiesti sia in regime invernale che estivo. Si prevede di coibentare tutte le coperture internamente e di creare un sistema di ventilazione per le aree a falde. Si prevede la sostituzione degli infissi. Le pareti verticali saranno trattate compatibilmente con il vincolo di tutela. Non sono previsti interventi sulle pareti della parte storica di pregio. Una volta reso più efficiente l’involucro si procede a sostituire l’inefficiente centrale termica collegata al teleriscaldamento (e tutte le piccole unità sparse) con un nuovo sistema di trattamento aria con condizionatori autonomi dotati di recuperatore termodinamico capace di gestire la climatizzazione sia della Sala Bibiena che del Palco che degli ambienti secondari. Il sistema è localizzato sulla copertura del nuovo volume e sulle coperture dei vani scala della Sala. I vari ambienti esistenti sono stati analizzati per verificare gli opportuni interventi. Si propone di climatizzare anche in regime estivo i locali più piccoli attraverso fancoil. Per quanto riguarda la Sala Bibiena si climatizzerà con un sistema ad aria con mandata posizionata in basso e ripresa in alto, invertendo l’attuale funzionamento. Il Palcoscenico viene climatizzato con un sistema ad aria indipendente. Il fabbisogno elettrico del sistema viene parzialmente coperto da un impianto fotovoltaico posizionato sulla copertura della torre scenica (aderente alla copertura) e sulla copertura piana del blocco su Largo Respighi. Tale impianto ad alta efficienza consente di coprire 1/3 del fabbisogno totale del teatro.



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