Il piano per tutelare il Centro Storico

66447497_2566324666724869_5762042392471404544_nQuando nell’aprile del 2017 proposi di approvare anche a Bologna un piano contro il proliferare eccessivo di pubblici esercizi e minimarket nel Centro Storico sapevo che ci sarebbe voluto tempo. Ora il piano per limitare le nuove licenze e tutelare l’autenticità della nostra città è finalmente stato approvato dal Consiglio Comunale. La Giunta aveva predisposto una delibera alla quale hanno poi lavorato ottimamente i miei colleghi Orioli e Aitini (che ne frattempo è subentrato alla mia delega al Commercio). Il provvedimento ha un obiettivo preciso: privilegiare la qualità e non la quantità. Basta strade monoprodotto o vicoli che si trasformano in specchietti per turisti, a favore invece delle botteghe storiche, degli artigiani e dei servizi per chi abita la zona dentro le mura. Sosteniamo in questo modo l’economia di prossimità, il lavoro e anche la vivibilità prevenendo il consumo eccessivo della città prima che sia troppo tardi. Il prossimo passo che ora si rende necessario è la regolamentazione per gli affitti brevi rivolti ai turisti e in particolare per quelli intermediati dalle piattaforma online come Airbnb e altri operatori. A questo scopo, chiedo alla Regione Emilia-Romagna di approvare subito un provvedimento che attui quanto previsto dall’utlimo Decreto Crescita e cioè l’introduzione del codice identificativo e l’istituzione della banca dati per le locazioni.

Solo così, infatti, potremo sapere realmente quante abitazioni nelle nostre città e centri storici sono sul mercato turistico. Sarà possibile dare ordine a un fenomeno esploso negli ultimi anni e che a Bologna ha superato il numero di cinque mila appartamenti condivisi secondo le proiezioni (Airbnb non rilascia informazioni ufficiali).  E’ una questione che oggi tocca il capoluogo ma che presto diventerà seria anche per il resto delle città della regione. Si tratta di tutelare dal caro affitti le famiglie e gli studenti, oltre che evitare lo spopolamento di parti del nostro Centro Storico. Viceversa la condivisione e le locazioni a breve possono essere un ottimo strumento di promozione e valorizzazione di altre aree del territorio a minore o scarsa vocazione turistica. Non si tratta quindi di vietare o penalizzare i propietari che compiono questa scelta, bensì di definire regole chiare, semplici e utili a fare il bene della comunità in cui viviamo.

Un esempio interessante di come si possa affrontare dal basso questo tema è rappresentato dal progetto fairbnb.coop, una nuova opportunità imprenditoriale nata per pubblicizzare e affittare gli alloggi in chiave etica. Si tratta di una piattaforma che estende i benefici del turismo alle comunità ospitanti. I viaggiatori in arrivo partecipano di fatto a un’attività di crowdfunding, grazie alla quale il 50% della fee di prenotazione viene donato a progetti di carattere culturale, sociale e ambientale promossi da comitati di cittadini e associazioni locali. Fairbnb è il primo grande progetto al mondo di economia circolare nel settore turistico ed stato lanciato nelle città di Bologna, Amsterdam, Barcellona, Valencia, Genova e Venezia. Se siete dei propietari e state affittando su Airbnb potete scegliere quindi di promuovere il vostro apparatamento anche su Fairbnb. Contribuirete a sostenere un’iniziativa per la comunità invece che finanziare una società americana che potrebbe quotarsi in borsa entro la fine dell’anno con una valutazione di 31 miliardi di dollari (fonte Wired).


One Comment on “Il piano per tutelare il Centro Storico”

  1. Luca Traversi ha detto:

    Chissà magari prima di fare un piano di turistificazione ci stava anche pensare a tutto questo casino che avete combinato in città. Persone che rimangono senza casa, studenti che non possono più permettersi di studiare. Il fatto è che questa turistificazione a parte sventrare e snaturare la città, porta soldi solo al ceto medio alto (quello da cui voi dirigenti del PD siete abituati a parlare) e non tiene conto di tutto il ceto medio basso / basso. Avremo una città più bella da vivere? Soldi soldi soldi soldi.. prima di tutto bisognerebbe guardare gli ultimi.
    Siamo sicuri che questa scelta sia stata giusta? Non era meglio pensare una città migliore per i residenti e non sempre per il dio denaro.
    Questa società capitalistica ci ha insegnato a pensre in questo modo d’altrone. Ora non vi siete neanche accorti che state anche chiudendo uno degli spazi più veri, umani e bene comune della città. Ma voi non lo potete capire.


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