Un festival rock in Piazza Maggiore

Intervista CarlinoCondivido l’intervista pubblicata domenica scorsa sulle pagine locali de Il Resto del Carlino, a cura di Pierfrancesco Pacoda.
Nella città con una programmazione di musica dal vivo tra le più vivaci d’Italia, dove mancavano solo i grandi festival pop e adesso sono arrivati (vedi Sonic Park e Oltre), ci sono club che propongono con regolarità la migliore scena internazionale dal jazz al soul, dalla canzone d’autore al pop. Cercando di far convivere la qualità dell’offerta (a volte davvero molto alta) con le economie. Come abbiamo ricordato sul nostro giornale venerdì scorso, ipotizzando un sostegno da parte delle istituzioni a queste realtà. Un tema sul quale l’assessore alla Cultura Matteo Lepore vuole basare la sua strategia futura, per dare, dice “contenuti identitari al riconoscimento che abbiamo ricevuto dall’Unesco, quello di Città creativa internazionale della musica”.

Che rilancia.

“Questo è solo uno dei passaggi necessari per arrivare nel 2020 a fare davvero di Bologna un riferimento obbligato, anche sul panorama internazionale, del linguaggio sonoro, in particolare proprio quello dal vivo. Verranno avviati entro breve degli incontri e poi una serie di convenzioni con i club che hanno una programmazione continua e di qualità per garantire un sostegno, anche economico a chi ospita le bands, come avviene in molte città europee”.

Solo un passaggio, ha detto. E gli altri?

“La strategia che metteremo in atto, grazie al lavoro del neonato Ufficio Musica all’interno del mio assessorato, guarda oltre. Noi crediamo che Bologna sia pronta per ospitare un festival internazionale dedicato al rock e ai suoni contemporanei che deve trovare la sua casa proprio nel centro storico, utilizzando anche lo scenario bellissimo di Piazza Maggiore”.

Una novità importante…

“Già da due anni con l’entrata in vigore delle recenti e più restrittive norme sulla sicurezza, la piazza può essere circoscritta e utilizzata per spettacoli a numero chiuso, con una capienza massima tra le l0.000 e le 13.000 persone. Nulla vieta di portare lì dei concerti di artisti prestigiosi di fama mondiale. Penso a una esperienza molto fortunata come quella di Ferrara Sotto le Stelle. Potrebbe essere un avvenimento diffuso, che utilizza piazza Maggiore e altri ambienti del centro per presentare alla città il meglio della produzione musicale italiana e cittadina, affiancata da importanti nomi stranieri”.

Ferrara sotto le Stelle prevede un biglietto per i concerti.

“Possiamo prevederlo. Non è detto che tutto quello che il Comune promuove nella piazza sia gratuito. Certo il cinema lo sarà sempre, ma se ospitiamo un Festival e chiudiamo la piazza possiamo mettere un biglietto d’ingresso”.

Parlava della nuova struttura, da lei fortemente voluta all’interno del suo assessorato, l’Ufficio Musica. Di cosa altro si occuperà?

“L’obiettivo, per il quale siamo operativi, è quello di aprire una ‘Casa della Musica’, nell’ultimo piano della Salaborsa. Uno spazio che abbia innanzitutto la funzione di archivio di tutte le produzioni musicali realizzate a Bologna dal dopoguerra a oggi . Un luogo di consultazione di materiali preziosi che viva anche diventando un centro di formazione, con corsi, seminari, laboratori capace di avvicinare all’industria della musica i tantissimi giovani che scelgono Bologna per sviluppare la loro carriera sonora, perché sanno che, per chi suona, è la città delle opportunità”.

Intervista Carlino



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