LE LUMINARIE DI LUCIO DALLA PER L’ONCOLOGIA DEL SANT’ORSOLA

Screen Caro amico ti scrivoCi siamo. E’ stato un anno magico per Bologna e il progetto delle luminarie dedicate e a Lucio Dalla in via D’Azeglio. Milioni di condivisioni sui social e fotografie. Una visibilità che ci ha travolto ma che conferma l’amore della nostra città e del nostro paese per Lucio. Ora l’istallazione artistica andrà all’asta per sostenere il reparto di oncologia del policlinico Sant’Orsola. Il Consorzio dei commercianti di via D’Azeglio, in collaborazione con il Comune di Bologna, ha deciso di mettere all’asta – in collaborazione con Sotheby’s e con la Galleria d’Arte Maggiore – durante una cena di beneficienza a Palazzo Re Enzo, le luminarie con le frasi della canzone “L’anno che verrà” di Lucio Dalla che, nel quarantennale del brano, hanno arricchito – dalle festività natalizie ad oggi – la strada. L’intero ricavato andrà alla Fondazione Policlinico Sant’Orsola per il progetto “Un luogo che cura”, a sostegno dell’Oncologia medica dell’ospedale di Bologna.


La cena di beneficenza si svolgerà il 2 luglio 2019, a partire dalle ore 20, a Palazzo Re Enzo, messo a disposizione dal Comune di Bologna che insieme alla Fondazione Lucio Dalla ha concesso il patrocinio all’iniziativa. Ai fornelli gli chef e i ristoratori dell’associazione Tour-tlen, che hanno offerto gratuitamente la propria creatività e il proprio lavoro. Ogni piatto del menù sarà dedicato a una canzone di Lucio Dalla. Il costo per partecipare alla cena – il cui ricavato andrà interamente al progetto della Fondazione Sant’Orsola – è di 100 euro a persona con prenotazione obbligatoria. Sarà possibile partecipare scrivendo da oggi all’indirizzo astaluminarie@gmail.com e versando le quote tramite bonifico bancario. Sarà inoltre possibile acquistare i biglietti per la serata anche al Gran Bar di via d’Azeglio 8/A a partire da lunedì 10 giugno. I posti disponibili sono 350. Scrivendo alla stessa email, sarà possibile richiedere l’iban anche per piccole o grandi donazioni e contribuire così al progetto dedicato all’oncologia del Sant’Orsola.

Durante la cena saranno battute all’asta da Raphaelle Blanga, Direttrice Sotheby’s Italia, le frasi che dalle scorse festività natalizie hanno illuminato via D’Azeglio, da “Ciao Lucio” a “Caro amico ti scrivo”. Si tratta complessivamente di 35 lotti, che possono comprendere una frase completa – quindi più di una luminaria – ma anche l’immagine di singoli strumenti musicali, trombe e sassofoni, che nell’allestimento hanno accompagnato le parole. Tutto il ricavato della cena e dell’asta, detratte le spese vive, servirà per avviare il progetto “Uno spazio che cura” della Fondazione Sant’Orsola che prevede interventi per migliorare l’assistenza e la cura all’interno nell’Oncologia Medica del Policlinico bolognese. Il reparto diretto dal professor Andrea Ardizzoni – con 33 posti letto il più grande dell’Emilia-Romagna – cura ogni anno 900 degenti e 1.800 pazienti in day service per le terapie antitumorali (chemioterapia, immunoterapia, terapie a bersaglio molecolare) e ha in corso 80 sperimentazioni cliniche. Uno sviluppo che oggi richiede adeguamenti infrastrutturali e che costituisce, nello stesso tempo, una base importante per compiere ulteriori passi avanti.

Il progetto pluriennale investirà così su tutti gli aspetti che possono creare un ambiente ideale per la cura, da quelli infrastrutturali a quelli di supporto, e sul miglioramento della cura stessa, attraverso la ricerca. Il primo passo prevede investimenti per le dotazioni strumentali e l’accoglienza, con l’acquisto di 20 letti elettrici e 20 poltrone di ultima generazione per le terapie e la realizzazione di una nuova sala d’attesa per i famigliari e i pazienti che ogni giorno frequentano il quarto piano del padiglione Albertoni per ricevere le terapie. Il progetto della Fondazione Policlinico Sant’Orsola prevede poi il sostegno alle attività di ricerca applicata, per trovare sempre nuove vie di cura, e ad attività con cui accompagnare il percorso dei pazienti, dalla fisioterapia e la messa a disposizione di attrezzature specializzate per favorire il movimento e garantire nel modo più efficace l’autonomia personale, fino al sostegno psicologico anche per i famigliari e per lo stesso personale. Attività di supporto, ma fondamentali per l’oncologia moderna.



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