LEPORE: IO SINDACO? PREMATURO. PRIMA VENGONO LE ALLEANZE – DA REPUBBLICA BOLOGNA

Zingaretti_Nicola_primarie_Fg3-e1551794414399.jpg«Se mi candido a Sindaco nel 2021? E’ proprio l’ambizione personale che va messa in secondo piano nel Pd. Da oggi si costruisce il noi, non l’io». Con queste parole ho aperto l’intervista a Repubblica Bologna rispetto all’esito delle Primarie del Partito Democratico. Glissa Matteo Lepore, ma non dice no. L’assessore di punta di Palazzo d’Accursio, primo sostenitore di Zingaretti e grande vincitore del congresso, non fa fughe in avanti ma disegna il futuro del suo Pd.

Lepore, s’aspettava questa affluenza e questa vittoria di Zingaretti a Bologna?
«Diciamo che dopo molti anni di attesa si è finalmente capito, con questo risultato, qual era il messaggio dei tanti astenuti alle Regionali del 2014, della vittoria del No al referendum, e del 18% del 4 marzo. Il messaggio era che il Pd doveva tornare a occuparsi delle persone rimaste ai margini. I margini della globalizzazione e del lavoro. Per questo il Pd oggi deve aprire una fase costituente. Deve coniugare politiche di sviluppo economico a un cuore sociale. tornare luogo di discussione e farsi promotore di alleanze».

Con chi?
«Intanto con i moderati, credenti e non. Questa è la città dell’Ulivo, e il messaggio originario di quella esperienza era proprio mettersi a cucire con ago e filo le anime della sinistra».

Pensa all’impegno dei cattolici rilanciato anche dall’arcivescovo Matteo Zuppi?
«Ho grande rispetto per il dibattito dei cattolici bolognesi e per il lavoro di Zuppi. È un mondo che va ascoltato, con cui dialogare ed essere capaci di costruire».

Lei oggi ha vinto il congresso, ma c’è chi come Andrea De Maria dice che il voto per il leader nazionale non c’entra con Bologna, i suoi assetti, e il futuro candidato sindaco. Concorda?
«A Bologna il Pd ha una segreteria unitaria che secondo me non va messa in discussione. In questo sono d’accordo con Andrea. Penso però che Bologna debba essere protagonista della costruzione di un campo largo, che sappia mettere “prima le persone”. Il tema è il progetto inclusivo, è il non sentirsi “sufficienti”, come Pd, ma essere il luogo dove tanti si trovano, discutono, si confrontano. È un bene ad esempio che ci sia chi da Sei decide di iscriversi al Pd. Ma è un bene pure che persone del Pd costruiscano manifesti civici, come Calenda».

Sembra già un programma elettorale. L’obiettivo è il 2021?
«Ora faccio un altro lavoro e da qui al 2021 c’è ancora troppo tempo. Ma soprattutto, sbaglierei se mettessi la mia persona al centro di un fatto importantissimo come quel che è avvenuto con questo congresso. Prima di chi fa il sindaco, a me interessano gli insegnanti, i mediatori sociali, i lavoratori, tutti quei mondi che dal Pd si sono sentiti abbandonati. Con loro bisogna tornare a discutere, confrontarsi e, in definitiva, fare politica».

 

Intervista Repubblica



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.