Il turismo ha salvato Bologna – Il Corriere

indexIn un’intervista a Il Corriere di Bologna, ho fatto il punto riguardo ai temi turismo e cultura in città.

Il caso dell’ex Monte di Pietà, destinato a ospitare un supermercato con ristorante ha riacceso il dibattito sull’identità della città, da Bologna la dotta a Bologna la troppo grassa. In particolare il professor Eugenio Riccomini ha suggerito di investire su cultura e istruzione. «Bologna deve tornare a far crescere la cultura delle persone», ha detto.

Da assessore alla Cultura, Matteo Lepore, concorda?
«Certo. Il suo insegnamento è sempre valido. E rispecchia quella che è la nostra impostazione attuale, cioè quella di promuovere Bologna come città di cultura. Negli ultimi anni Bologna è diventata destinazione turistica, cosa che non è mai stata. Questo ci dà opportunità nuove che stiamo già sfruttando, come diventare una città che produce cultura, oltre che eventi. Gli artisti stanno tornando a frequentare la città e a sceglierla per viverci. Si registra un nuovo fermento artistico».

Da cosa lo si evince?
«Se negli ultimi cinque anni abbiamo visto un incremento di pubblici esercizi legati al cibo, negli ultimi due si è registrata una crescita culturale. Basta vedere i numeri di Art city e di Arte Fiera. O i risultati nel mondo del cinema: i numeri del pubblico del Cinema ritrovato e di Sotto le stelle del cinema (che però è gratuito e in un luogo aperto, ndr) sono superiori a quelli del Festival del Cinema di Venezia o di Roma. E sono realtà, finanziate dal Comune e da realtà del territorio, che portano in città persone e personalità da tutto il mondo, negli ultimi due anni l’appetibilità della città è cresciuta. In questo 2019 ospiteremo una decina almeno di produzioni cinematografiche. L’economia della cultura sta tornando ad essere decisiva per la città. Oggi si sceglie Bologna per la notorietà che ha e per la vita sociale. Il cibo non è la prima motivazione per cui i turisti vengono qui, ma è un effetto collaterale».

Meno grassa e più dotta?
«Bologna non può essere considerata una città chiusa tra torri e tortellini. È un paesaggio culturale e naturale, da tutelare. Dare ascolto a Riccomini significa investire risorse nel nostro patrimonio, e fare educazione alla bellezza sia a noi che a chi viene da fuori. Chi viene a Bologna è interessato a queste caratteristiche, oltre alla vita sociale che rende Bologna diversa da Venezia e Firenze, città con un patrimonio artistico immenso ma anche con un prodotto molto turistico. Noi però non ci dobbiamo vivere come città del Quadrilatero ma come città che va dall’Appennino al centro storico. E dobbiamo essere più ambiziosi sulla ricerca del nuovo, non guardarci solo indietro. Su questo voglio spendermi nei prossimi tre anni: non souvenir ma creatività».

Giovanni Tamburini e Giancarlo Tonelli hanno fatto notare che senza cibo, Bologna avrebbe fatto molta fatica, in tempi di crisi. Entrambi però sottolineano la mancanza di una regolamentazione e regia utile a migliorare l’offerta.
«Il piano sulle città Unesco, servirà proprio a questo, a calmierare l’offerta: con la possibilità nelle mani del sindaco di fermare l’erogazione di nuove licenze nel centro storico. Se il decreto Unesco fosse stato già in vigore, una situazione come quella dell’ex Monte di Pietà non si sarebbe mai potuta creare».

«Il trionfo dell’ostentazione del cibo», per dirla con il professor Riccomini. In questa discussione tutti sono concordi su un punto: che turismo e cibo hanno creato nuovi posti di lavoro in un momento di crisi fortissima.
«I turisti hanno proprio salvato Bologna: senza turismo Bologna sarebbe morta. Dobbiamo ricordarcelo. E ora governarlo al meglio, lavorando sulla qualità, ma non possiamo passare da viva il turismo ad abbasso il turismo».

 


One Comment on “Il turismo ha salvato Bologna – Il Corriere”

  1. […] che raggiungono la nostra destinazione. Come Assessore alla Cultura del Comune di Bologna e Presidente della Destinazione turistica metropolitana, sono intervenuto con grande piacere dal Palco e ho ricordato quanto l’arrivo di un numero […]


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