UN 2019 DA URLO PER MAMBO

cesare_PietroiustiUn 2019 da urlo per MAMbo! La Sala delle Ciminiere, dopo That’s IT!, si conferma come luogo privilegiato per la ricerca sulle nuove generazioni di artisti italiani e internazionali, sui media sperimentali e su nomi emergenti non ancora presentati in Italia, con una particolare attenzione, da parte del museo, alla produzione di nuove opere. Va già in questa direzione la personale dedicata a Mika Rottenberg, una delle più affermate artiste internazionali, che ha aperto al pubblico il 31 gennaio e rimarrà visibile fino al 19 maggio. La mostra, curata da Lorenzo Balbi, presenta undici delle produzioni più recenti tra cui tre nuovi lavori, la cui produzione è stata sostenuta dal MAMbo in collaborazione con Goldsmiths Centre for Contemporary Art London e Kunsthaus Bregenz: Ponytail (Orange), Smoky Lips (Study #4) e Untitled Ceiling Projection.


Seguirà, da giugno a settembre 2019, il solo show Second Suns di Julian Charrière, giovane artista franco-svizzero la cui attività è già riconosciuta sul palcoscenico dell’arte contemporanea, che presenterà una serie di video, fotografie e installazioni che riflettono sul rapporto complesso tra mondo tecnologico e mondo naturale, con la curatela di Lorenzo Balbi.
L’anno si concluderà con un importante artista italiano alla prima antologica/retrospettiva in un museo: Cesare Pietroiusti, che con il progetto Un certo numero di cose / A Certain Number of things animerà gli spazi della Sala delle Ciminiere da ottobre 2019 a febbraio 2020. Il progetto, a cura di Lorenzo Balbi con l’assistenza curatoriale di Sabrina Samorì, è risultato tra i vincitori della quarta edizione di Italian Council, bando internazionale a sostegno dell’arte contemporanea italiana promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il MAMbo riceverà un contributo di 145.000 euro a fronte di un costo complessivo di 200.000 euro per l’intero progetto.

La Project Room del MAMbo, situata negli spazi della collezione permanente, continuerà a indagare le dinamiche artistiche legate al territorio. Dopo VHS+ video/animazione/televisione e/o indipendenza/addestramento tecnico/controllo produttivo 1995/2000 (in corso fino al 17 febbraio 2019), sarà la volta di tre progetti dedicati alla contaminazione tra arte, archivio, musica e fumetto: No, Oreste, No! Diari da un archivio impossibile (8 marzo – 5 maggio 2019), a cura di Serena Carbone, incentrata sull’esperienza del gruppo Oreste a Bologna; Bologna Rock, 1979 (17 maggio – 22 settembre 2019), a cura di Oderso Rubini, che dopo quarant’anni dal grande concerto al Palasport ricostruirà un evento storico per la musica rock a Bologna e gli influssi che ebbe sull’ambiente socio-politico e culturale del tempo; conclude l’anno dal 15 novembre e sconfina nel 2020 la mostra-omaggio Galleria de’ Foscherari 1963 – 2019, che ripercorre la vicenda di una galleria punto di riferimento per l’indagine artistica nel territorio.
Villa delle Rose prosegue il proprio percorso espositivo dal taglio internazionale a partire dalla prima personale in un museo italiano dedicata a Goran Trbuljak (in collaborazione con il Centre d’Art Contemporain Genève), a cura di Lorenzo Balbi e Andrea Bellini, che ha aperto al pubblico il 26 gennaio e proseguirà fino al 24 marzo. Seguirà, durante la primavera 2019, in connessione con l’attività della Residenza per Artisti Sandra Natali, la terza edizione di ROSE Residency Programme. Protagonista Catherine Biocca, con il progetto YOU’RE HIRED, selezionato nel 2018 attraverso un avviso pubblico, che sarà curato da Giulia Pezzoli.
Nel 2019, l’attività dell’Area Arte Moderna e Contemporanea vedrà inoltre la realizzazione di importanti mostre di Giorgio Morandi all’estero, alle quali il Museo Morandi contribuirà con consistenti prestiti: si partirà in primavera con A backward glance: Giorgio Morandi and the old masters che inaugura il 12 aprile 2019 al Guggenheim di Bilbao. Saranno inoltre inaugurate nuove sezioni per la collezione permanente MAMbo, verranno sviluppati progetti speciali al Padiglione de l’Esprit Nouveau e a Casa Morandi e si confermerà il ricco calendario di collaborazioni con festival e rassegne, incontri, presentazioni, workshop che da sempre fa di MAMbo un punto di riferimento per le attività culturali a Bologna.



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