UN MUSEO DEDICATO A GIORGIO MORANDI

Carlino 1Da tempo lavoriamo in silenzio per dedicare a Giorgio Morandi un museo tutto suo e se la causa civile ci darà ragione, nel 2019 lanceremo un concorso di architettura per progettarlo. Con queste parole ho aperto l’intervista che trovate oggi sul quotidiano Il Resto del Carlino rispetto alla discussione che è nata sul Museo Morandi.

Assessore Lepore, dove sorgerebbe questo museo?
«La nostra idea è di collocarlo nell’ex Forno del Pane, all’interno del complesso del MAMbo e della Manifattura delle Arti. Ma si tratterà di un nuovo immobile, da costruire da zero o frutto di un ampliamento degli spazi attuali».

Perché proprio li, dove le opere sono già, e non uno spazio terzo?
«La causa civile darà un’indicazione solo in due direzioni: o il ritorno delle opere a Palazzo d’Accursio, come chiede il comitato; o la legittimità di ospitarle al MAMbo, su cui abbiamo chiesto di esprimersi al giudice. Ma al di là di questo, quel comparto ci pare la soluzione più adatta».

Perché? Secondo gli architetti Cucinella e Iosa Ghini, ospitare un museo di tale valore potrebbe cambiare volto a una zona oggi in difficoltà.
«Hanno sicuramente ragione, ma allo stesso tempo credo che in una stagione di forti flussi turistici come quella attuale, dobbiamo puntare su alcuni aspetti fondamentali: il MAMbo è molto vicino alla stazione, facilmente raggiungibile e ha una sua identità, dunque per noi è il luogo più adeguato. Non voglio fare paragoni azzardati, ma anche il direttore del museo del Barcellona, che è visitato da due milioni di persone ogni anno, più di ogni alto nella città, ci ha detto che il segreto è la location, il luogo. Dobbiamo partire da lì».

Il MamBo, dunque. Secondo Eugenio Riccòmini, ‘in quelle sale oggi Morandi è mescolato al resto e si perde’.
«Siamo d’accordo con lui, le sale di oggi non sono sufficienti e non valorizzano appieno l’arte di Morandi. Il nuovo progetto ne dovrà tenere conto».

In che modo?
«Intanto il museo sarà interamente dedicato all’artista e dunque gli spazi saranno modellati sull’arte e il messaggio di Morandi. Inoltre, alla collezione affiancheremo una parte didattica e approfondimenti tematici».

Avete una tempistica?
«Il primo passaggio è il pronunciamento del giudice, previsto per marzo. Se non ci saranno ritardi e se ci darà ragione, entro l’anno vorremmo bandire il concorso internazionale di architettura».

Siete sicuri di vincere?
«Abbiamo chiesto noi il parere e sottolineo che non c’è contrasto con gli eredi, ma solo con un comitato che sostiene una tesi diversa. Piuttosto, tra le nostre carte c’è il parere dell’ultimo curatore dell’eredità, Carlo Zucchini, che si dice favorevole allo spostamento all’ex Forno del Pane».

Ultimo problema: i soldi.
«Non posso pensare che Bologna non riesca a permettersi un investimento per dedicare a Morandi il museo che merita».

 



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