Un Patto per la lettura e la conoscenza

A Bologna abbiamo deciso di sottoscrivere un Patto di collaborazione per promuovere la lettura quale bene comune. Come Comune e Istituzione biblioteche abbiamo lanciato la cosa in aprile attraverso un avviso pubblico e sabato 17 novembre ne è stato presentato l’esito. Sono 140 le realtà che hanno aderito, tra associazioni, istituzioni e gruppi di lettura composti da semplici cittadini e cittadine. In qualità di Assessore alla Cultura ho avuto il compito di illustrare questa scelta nel corso di un incontro che si è tenuto presso il foyer del Teatro Comunale, davanti a una sala piena e attenta. Le aspettative sono alte. Si sente la voglia di lavorare insieme. Nei prossimi giorni comunicheremo le date di alcuni gruppi di lavoro che daranno seguito ai principi del Patto sottoscritto, individuando progetti e interventi da mettere in campo. Le idee arrivate sono tante, una ricchezza di competenze e di esperienze davvero unica. A testimoniare, ancora una volta, la forza di Bologna insita nella collaborazione.

Faremo in modo che il percorso abbia gambe robuste. Da qui partiremo per ridisegnare una politica culturale, quella che vorrei.

Come Assessore non proporrò altri piani strategici per la cultura entro fine mandato. Questa è la strada maestra. Una visione di città e del ruolo che devono svolgere insieme le diverse istituzioni culturali. Obiettivo: dare forza e sostegno alla cittadinanza, promuovere la conoscenza e le relazioni, dare piano accesso al bello, alla diversità, al sapere, per tutti e tutte.

Partire dalla lettura e dalla conoscenza significa chiedere ai soggetti pubblici e privati di collaborare e farsi carico di questo punto di vista a partire da un patto. In una città ricca di eventi e di una proposte che sembrano avere successo di pubblico, sentiamo l’obbligo e l’urgenza di dedicare ogni sforzo affinché il diritto alla cultura e alla felicità delle relazioni sia pienamente espresso e raggiunto. I libri e la lettura, caratterizzano e attraversano luoghi, rappresentano la dimensione più libera, fragile e allo stesso tempo più densa e vera di un atto cognitivo o partecipativo.

A Bologna, in particolare, lettura e letteratura rappresentano un’identità è un idem sentire. A molti di noi sarà capitato di provare quel senso materno dell’essere a casa in una biblioteca pubblica di quartiere. Di incanto e fascinazione nella pancia dell’Archiginnasio, fino alla quotidiana meraviglia nel roteare la testa con il naso all’insù al centro della piazza coperta di Sala Borsa. Ma quanti conoscono l’esperienza delle volontarie che da oltre dieci anni leggono libri e curano la piccola biblioteca nata spontaneamente dentro l’Ospedale Sant’Orsola, o sanno che la Casa Circondariale della Dozza contiene una delle esperienze più interessanti di promozione della lettura? Con il nostro Patto abbiamo sollecitato le decine di gruppi di lettura creati dalla cittadinanza, i teatri e i festival, le imprese che portano avanti sperimentazioni e progetti.

Attraverso il Patto intendiamo stringere una grande alleanza, alla quale aderiscono soggetti pubblici e privati, istituzioni culturali, Università, imprese, professionisti, associazioni e singoli cittadini, che intendono impegnarsi per ideare e sostenere progetti condivisi. Sono dieci i punti prioritari che abbiamo individuato a partire dal contrasto alle povertà educative.

I dati mostrano come povertà economica e povertà educativa si alimentino a vicenda, perché la carenza di mezzi culturali e di reti sociali riduce anche le opportunità occupazionali” . Sono 1,2 milioni i bambini e gli adolescenti che vivono in povertà assoluta in Italia, ma non sono solo le condizioni economiche del nucleo familiare a pesare sul loro futuro. L’ambiente in cui vivono ha un enorme impatto nel condizionare le loro opportunità di crescita. Pochi chilometri di distanza, tra una zona e l’altra, possono significare riscatto sociale o impossibilità di uscire dal circolo vizioso della povertà: la segregazione educativa allarga sempre di più la forbice delle disuguaglianze, in particolare nelle grandi città, dove vivono tantissimi bambini, ed è lì che bisogna intervenire con politiche coraggiose e risorse adeguate. Sono questi alcuni dei dati messi in luce dal IX Atlante dell’infanzia a rischio “Le periferie dei bambini”, dedicato alle periferie educative in Italia (atlante.savethechildren.it). Ed è questo anche il cuore del nostro Patto per la lettura a Bologna.

Un altro importante punto riguarda la promozione di una idea di cittadinanze aperta, capace di cogliere la multiculturalità e la diversità come un’opportunità, il sapere scientifico e umanistico come un valore, la storia e la memoria come pilastri della vita comune.

Nel suo intervento di ieri, Daniele Donati (Presidente Istituzioni biblioteche di Bologna) ha condiviso una riflessione che insieme ci siamo più volte ritrovati a svolgere. L’accesso ai saperi e alla conoscenza è oggi fortemente condizionato dal funzionamento delle tecnologie e dalle piattaforme proprietarie. Quasi tutto ci stimola a conoscere persone e cose che più ci assomigliano. Gli algoritmi insiti nei social, nei canali televisivi ondemand, nelle app ci suggeriscono gusti e orientamenti calibrati attorno a quello che siamo e consumiamo.

Il patrimonio di informazioni che cediamo quotidianamente attraverso i nostri comportamenti più elementari rappresenta una sorta di coscienza profonda, un sé del quale noi stessi fatichiamo ad essere consapevoli. E così, la nostra libreria cartacea o virtuale si riempe di elementi che sempre più ci assomigliano, fino a confinarci in un perimetro conforme e monoculturale. La diversità via via si allontana da noi. Ci sembrano incomprensibili e inaccettabili i linguaggi e i comportamenti di altri gruppi ed esperienze. L’invito di Donati è di guardare ad un nuovo ruolo sociale e politico delle biblioteche, luoghi protetti, accessibili, gratuiti dove è ancora possibile incontrare la diversità, della quale nutrirsi con soddisfazione e curiosità. Nelle biblioteche ciò che ci viene offerto non corrisponde ad un calcolo matematico, ma è frutto di una ricerca e di una proposta educativa interculturale.

Ho voluto qui anticipare solamente alcuni degli aspetti che ci hanno spinto a promuovere il Patto. Nei prossimi mesi avremo modo di lavorare insieme a tante realtà, in un percorso che si preannuncia per me ricco di passione e impegno. Per svolgere tutto ciò al meglio abbiamo istituito un Ufficio dedicato al Patto presso l’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’Istituzione Biblioteche. Un Forum cittadino per la promozione della lettura sarà costituito e infine metteremo in campo risorse economiche rilevanti per sostenere le azioni individuate.

Un ringraziamento particolare infine, va dedicato alla Presidente della Commissione Cultura del Consiglio Comunale di Bologna Federica Mazzoni promotrice di un ordine del giorno che ha stimolato la nascita del Patto; a Romano Montroni Presidente del ‘Centro per il libro e la lettura del Mibac’ che ne ha proposto l’adozione in ogni città italiana; ai lavoratori e alle lavoratrici delle biblioteche senza i quali i nostri servizi pubblici e culturali non sarebbero quello che sono.

IL TESTO DEL PATTO PER LA LETTURA DI BOLOGNA



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