I Prati di Caprara e l’abbraccio del bosco

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Foto di Piergiorgio Rocchi – Coalizione Civica Bologna

Questo sabato quasi duemila cittadini e cittadine si sono ritrovati per abbracciare l’area dei Prati Caprara a Bologna. Una manifestazione riuscita, così come la raccolta firme che nei mesi scorsi ha richiesto e ottenuto un’istruttoria pubblica presso il Consiglio Comunale di Bologna. La loro preoccupazione riguarda la salvaguardia della vegetazione spontanea cresciuta in anni di abbandono da parte del Demanio Statale presso presso le due aree ex militari dei Prati. Aree da sempre inaccessibili ai civili e solo recentemente restituite alla città grazie ad un accordo tra lo Stato e il Comune di Bologna. Messe all’asta, sono state rilevate dal Fondo Invimit che ora ne è proprietario e che ha titolo a intervenire per una riqualificazione dell’area così come disciplinato dal piano urbanistico cittadino e relativo piano operativo approvato nel 2016.

In qualità di Assessore allo sport, negli ultimi due anni mi sono occupato della vicenda poiché tra le ipotesi ventilate dal Bologna FC e partner c’era la volontà di finanziare la riqualificazione dello Stadio Dall’Ara anche attraverso la realizzazione di un insediamento commerciale di grandi dimensioni ai Prati di Caprara. Come forse sapete, avendo deciso di partecipare direttamente con risorse comunali alla riqualificazione dello Stadio, la Giunta si è dichiarata contraria allo sviluppo di un eventuale outlet ai Prati. Una scelta impegnativa e strategica, già motivata in varie sedi e sulla quale non mi dilungo ancora una volta.

Va detto che questa svolta ha permesso di aprire una nuova prospettiva sul futuro delle aree militari dietro all’ospedale Maggiore, che il piano urbanistico prevede siano convertite a verde, destinazioni residenziali, commerciale e usi pubblici vari tra cui una scuola. Cancellata l’ipotesi dell’outlet ora si dovrà svolgere l’istruttoria pubblica richiesta dai comitati. Questo è il percorso che anche la Giunta ha accettato sia propedeutico ad assumere nuove decisioni. Finalità dell’istruttoria è l’approfondimento con esperti delle tematiche ambientali e urbanistiche di tutto ciò che comportano le previsioni urbanistiche per l’area in questione. Comprese le risultanze delle analisi sul sottosuolo relative a ipotesi di inquinamenti e presenza di ordigni bellici o armi. Completata questa fase, il Comune promuoverà un laboratorio partecipato al quale prenderanno parte i cittadini, il Comune e il Fondo Invimit, in qualità di proprietario dell’area stessa. Una presenza fondamentale per negoziare o variare qualsiasi tipo di previsione.

Personalmente credo che grazie anche alla mobilitazione di tante e tanti cittadini, si sia arrivati oggi a un momento importante. Ci sono le condizioni per riprogettare in modo aperto il futuro dei Prati di Caprara, un patrimonio di grande valore storico e ambientale per la città. Il Piano operativo approvato nel 2016 prevede degli indici e contiene le regole relative alle trasformazioni già negoziate tra il Comune, il Demanio e il Ministero negli anni precedenti. Il punto mi pare sia puntare ad un progetto dalla grande valenza, tale da riaprire un confronto con i proprietari dell’area cioè il Fondo Invimit. Per farlo occorrono scelte coraggiose, competenze e confronto, con un coinvolgimento ancora più ampio della cittadinanza.

A Mantova dal 28 novembre all’1 dicembre prossimo si terrà il Forum Mondiale sulle foreste urbane, che riunirà rappresentanti di governi nazionali e locali, istituti di ricerca e accademici, ong, urbanisti, architetti paesaggisti e arboricoltori. Parteciperà anche il Comune di Bologna. Obiettivo scambiare esperienze e discutere possibili collaborazioni per sviluppare strategie forestali urbane. Perché la sfida è altissima. Combattere il cambiamento climatico e l’inquinamento, incrementando la massa arborea nelle città, cioè nei luoghi dove il 70% della popolazione mondiale vivrà entro il 2050. Dovremo cambiare presto abitudini quotidiane per ridurre il nostro impatto sulla terra, in modo particolare nella Pianura Padana, basti pensare alle recenti misure dibattute sui motori diesel nella nostra regione. Ma tutto ciò non basterà. Riportare la natura in città, contrastare il consumo di suolo e tutelare gli ecosistemi è una missione che dobbiamo introdurre nella visione di Bologna di oggi e di domani.

“Le foreste e gli alberi, se ben gestiti, all’interno dei centri urbani possono contribuire a salvaguardare e accrescere la biodiversità” afferma il direttore generale delle Nazioni Unite Josè Graziano da Silva. Se ben gestiti. Ecco, personalmente dopo due anni di dibattito, mi sono convinto di una cosa: un grande bosco ai Prati di Caprara può essere un patrimonio della nostra città, un’opportunità straordinaria che ne disegni il futuro anzi che ne garantisca addirittura uno. Può davvero diventare un simbolo di Bologna nel mondo e un luogo da mostrare orgogliosi ai nostri figli. Il nostro contributo alla salute del pianeta. Serve quindi un progetto integrato che ridisegni il quartiere in questa direzione alla luce di tutte le esigenze che la città avrà per il futuro, a partire dalle questioni non più rinviabili della mobilità sostenibile e del diritto alla casa per tutti.

Penso sarebbe bello se questo tema fosse al centro della prossima istruttoria e del laboratorio partecipato d’area. Inteso anche come una nuova occasione per riaprire in una discussione più ampia, scientificamente documentata e coraggiosa sul futuro delle politiche ambientali in città.


3 commenti on “I Prati di Caprara e l’abbraccio del bosco”

  1. arvaia ha detto:

    Tra gennaio e aprile 2018 ho fatto la facilitatrice con Parteciprati. Abbiamo ascoltato esperti, studiato, condotto un laboratorio partecipato per 6 giornate (al freddo) con 100 persone. Spero in un ottimo ascolto da parte del Consiglio nell’istruttoria del 7 novembre, e soprattutto da parte della Giunta. Zero paternalismi. Sabato ad abbracciare il Bosco noi eravamo in 2000, del Consiglio….

  2. Lorenza Alban ha detto:

    2000 persone il 20 ottobre hanno abbracciato il Bosco, dopo quasi due anni di azioni pacifiche di ogni genere per fare ascoltare la propria voce il comitato Rigenerazione NO Speculazione è riuscito a farsi vedere??. Non c’è stata alla manifestazione alcuna partecipazione della Giunta, né ufficiale né ufficiosa.

  3. nospeculazione ha detto:

    Come molti sanno, è stato il Comitato Rigenerazione no Speculazione, insieme alla sua rete di comitati e gruppi, a promuovere l’abbraccio al bosco così come la raccolta delle oltre 2500 firme certificate per ottenere l’istruttoria pubblica sulle previsioni urbanistiche sull’area che va dai Prati di Caprara allo stadio – incluso il Cierrebi. E tante altre cose, incluso il percorso autogestito sui Prati di Caprara, Parteciprati, che è già stato prova di riflessione e confronto informato sul futturo dell’area. Siamo contenti di questo cambio di prospettiva, ora ci vediamo in istruttoria, dove ribadiremo la richiesta di cambiare le previsioni urbanistiche, solo così la conservazione e valorizzazione del bosco sarà possibile.


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