Il mio impegno per i musei – Laboratorio di cultura

Una domanda lecita alla quale è doveroso rispondere. Dalle pagine di Repubblica Bologna, Brunella Torresin ieri chiedeva conto del cambio alla direzione dell’Istituzione Musei, affidata ora a Maurizio Ferretti già direttore dell’Istituzione Educazione e scuola. Come Assessore alla Cultura intervengo con piacere per esplicitare la coerenza di questa scelta, considerando prioritario il rafforzamento delle istituzioni civiche. Nei prossimi tre anni di mandato sarà infatti questa la priorità del Comune, accanto a un maggiore impegno per il contrasto alle povertà educative. Un obiettivo che proporrò a tutte le istituzioni culturali, gli operatori convenzionati, la città. L’ambizione è di avere una politica pubblica che sappia unire biblioteche, musei, teatri, cinema, soggetti produttivi, sport e scuola per affermare la cultura come diritto. Luoghi popolari e istituzioni pubbliche alleate per il bene della comunità. Ci accingiamo a mettere in campo nuove risorse e nuove competenze in questa direzione. Un punto di vista, quello educativo, attraverso il quale stimolare una nuova domanda di valori, di saperi e di sentimenti. Lungo questo solco si parte per un viaggio che avrà bisogno di una nave meglio organizzata e attrezzata per allargare l’offerta pubblica dei servizi culturali.

Per quanto concerne i musei, voglio per prima cosa ringraziare Francesca Bruni che con professionalità e dedizione ha ricoperto in questi anni l’interim alla direzione dell’Istituzione contribuendo a fondarla. Con un nuovo direttore a tempo pieno, si è inteso individuare una figura che avrà due compiti fondamentali in sinergia con la Presidenza e il Consiglio d’amministrazione dell’ente: predisporre un piano strategico di riorganizzazione e promozione dei musei come piattaforma per la ricerca, la divulgazione e l’educazione della cittadinanza.

Il nuovo direttore rappresenta perciò il primo di una serie di innesti tesi a rafforzare il personale dell’Istituzione, verso il quale dobbiamo prestare maggiore ascolto e condivisione. In questi primi mesi di incontri, ho potuto apprezzare le doti e la passione dei lavoratori e delle lavoratrici dei musei, a partire dagli specialisti e dai responsabili delle aree tematiche, la cui competenza rappresenta a mio avviso il motore trainante del progetto museale bolognese.

Dal direttore ci si aspetta un lavoro di coordinamento e potrà fare bene il curriculum di Ferretti, a partire dall’intento di allargare le attività educative museali che già oggi registrano: 4.918 classi in visita; un forte impegno per l’alternanza scuola lavoro; 400 attività e 100 uscite nei musei con 700 bambini nell’ultimo triennio attraverso i campi estivi dell’Istituzione. I Servizi educativi dei musei sono a tutti gli effetti un’eccellenza riconosciuta, attorno alla quale contiamo di costruire una parte rilevante della strategia futura.

Non chiedetemi quali mostre di grido porteremo nei prossimi tre anni, ma quanti ragazzi e ragazze, quanti cittadini e cittadine avremo coinvolto. Se la cultura è la speranza di Bologna, i nostri musei possono essere il laboratorio dentro il quale conoscere divertendosi la storia e i fondamentali che valga la pena portare con sé nel futuro.



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