Lavoro digitale in città: la Carta dei diritti

fattorini_riders_bologna-e1518443443426.jpegA gennaio ci eravamo lasciati con l’impegno di porre un argine allo sfruttamento del lavoro in ambito digitale in città, dopo l’incontro con i rappresentanti dei Riders bolognesi impiegati nella consegna del cibo a domicilio. In qualità di Assessore all’economia allora avevo proposto questo tema anche sul mio bog e in Consiglio Comunale. Si era aperto così un confronto con la neonata associazione Riders Union, i sindacati conferederali, le piattaforme digitali stesse. Con il passaggio della delega al lavoro nella nostra Giunta al collega Marco Lombardo, siamo poi approdati insieme alla proposta di una “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano” condivisa. Un proposta di concertazione avanzata per la prima volta nel nostro paese. L’obiettivo è superare le zone grigie in tema di dignità e sicurezza del lavoro, garantendo ai lavoratori delle piattaforme digitali i diritti di informazione, di protezione della persona e dei suoi beni fondamentali in cui comprendere la salute e la sicurezza sul lavoro e il trattamento dei dati personali e i diritti sindacali. Sottoscritta da Comune di Bologna, Riders Union e le Organizzazione Sindacali di Cgil Cisl e Uil. la Carta ora sarà sottoposta alle aziende private.

Alla base della carta c’è la presa d’atto che, a prescindere dalla qualificazione giuridica del rapporto di lavoro (autonomo o subordinato) e senza una regolamentazione condivisa, le nuove attività economiche che stanno emergendo attraverso l’uso di strumenti digitali, possono generare zone grigie che ricadono sui lavoratori. Uno degli esempi più evidenti è quello fornito dalle condizioni che i lavoratori delle piattaforme del delivery food denunciano in forma organizzata da alcuni mesi nella città di Bologna attraverso l’organizzazione Riders Union.

L’Amministrazione comunale, sollecitata in particolare dall’azione sindacale di Riders Union, ha incontrato questi lavoratori in tre diverse occasioni; fin dal primo incontro, al quale ha partecipato il Sindaco Virginio Merola, sono state riconosciute le ragioni dei lavoratori ed è stato chiaro l’obiettivo di farsi parte attiva per un confronto costruttivo con le piattaforme digitali. Per questo, all’interno della Carta, è presente anche l’impegno del Comune per sostenere la crescita dell’economia digitale e quello per individuare misure di carattere amministrativo che regolino i comportamenti disincentivando quelli in contrasto con il documento.

L’assessore al Lavoro Marco Lombardo ha avviato un percorso di confronto con le piattaforme digitali per arrivare ad una condivisione più ampia possibile del documento.
Da parte sua, invece, Riders Union continuerà a mobilitarsi per far sì che i principi contenuti nella “Carta” vengano effettivamente applicati e costituiscano un primo passo verso condizioni di lavoro più dignitose per tutte e tutti i cicliofattorini di Bologna e non solo.


One Comment on “Lavoro digitale in città: la Carta dei diritti”

  1. […] da Comune di Bologna, Riders Union e le Organizzazione Sindacali di Cgil Cisl e Uil la prima “Carta dei diritti fondamentali del lavoro digitale nel contesto urbano” in […]


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