NATA LA FONDAZIONE INNOVAZIONE URBANA

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Laboratorio di Quartiere a Bologna

Comune e Università di Bologna insieme hanno deciso di costituire una Fondazione per lavorare insieme. E’ la prima volta. Ieri si è svolta l’Assemblea dei soci e sono stati nominati Cda e Comitato Scientifico, i cui membri saranno chiamati a collaborare per spingere l’innovazione nella nostra città. La Fondazione come ente autonomo e partecipato gestirà i progetti europei che congiuntamente Comune e Università stanno seguendo attualmente e le future iniziative. Sarà sede dell’Ufficio Immaginazione Civica e dell’Urban Center di Bologna, di cui non sarò più io il Presidente pur mantenendo la delega tematica in Giunta. La squadra che si prende cura della partecipazione e della collaborazione civica bolognese quindi si allarga. Siamo molto contenti che abbiano accettato questa sfida alcune figure importanti, candidandosi a fare parte della Fondazione (a titolo gratuito). In primo luogo Raffaele Laudani, che sarà Presidente. Professore di storia delle dottrine politiche presso l’Università di Bologna, Laudani avrà il compito di guidare questo nuovo progetto e aprirlo alla città, alla pluralità, alla diversità, al pensiero libero e collettivo. Con lui, sono stati nominati anche Leda Guidi, fondatrice della Rete Civica Iperbole; Andrea Paolucci, direttore del Teatro ITC di San Lazzaro; Mirko Degliesposti, Prorettore Vicario dell’Università di Bologna e professore di Fisica e Matematica; Ilda Curti, già Assessore alla rigenerazione urbana del Comune di Torino e presidente della rete ‘Quartiers en Crise’. Il Comitato Scientifico sarà invece guidato da Marco Bazzocchi, professore di Letteratura italiana contemporanea e prorettore alla Cultura per l’Università di Bologna. Con lui Fabiana Maraffa, laureanda in Giurisprudenza e Presidente del Comitato Studentesco dell’Alma Mater; Stefano Brugnara, portavoce del Forum Terzo Settore di Bologna; Roberta Paltrinieri, professoressa di Sociologia presso il DAMS; Luca Debiase, Editor di innovazione a Il Sole 24 Ore e Nova24, del quale è stato fondatore. A tutti loro, al Direttore Giovanni Ginocchini, a Michele D’alena e a tutto lo staff di immaginazione civica, auguro buon vento!

La Fondazione avrà un compito importante: essere l’area ricerca e sviluppo della nostra Amministrazione, un laboratorio aperto da dedicare alle sfide sociali, ambientali e tecnologiche. La Fondazione dovrà mettere a disposizione della comunità locali competenze, dati, formazione, spazi per favorire al massimo la partecipazione dei cittadini e la collaborazione civica. L’approfondimento e l’azione, trovare soluzioni alle problematiche della città e dei quartieri con uno sguardo pragmatico ma anche consapevoli delle sfide globali che caratterizzano il nostro tempo. A partire, ad esempio dai 17 obiettivi che le Nazioni Unite si sono date per convincere il mondo ad adottare politiche più sostenibili.

Ce lo siamo detti più volte quando abbiamo introdotto la delega all’Immaginazione civica. Se vogliamo che i cittadini e le cittadine possano dire la loro e contribuire in modo autentico ed informato alla cura del bene comune, occorre fornire a tutti le medesime opportunità e risorse.

Questa impostazione ha significato un cambio di paradigma molto forte interno all’organizzazione comunale, non ancora visibile all’esterno ma che inizia a toccarsi con mano nei risultati di alcuni progetti urbani. Un processo già avviato con l’approvazione del ‘Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni’ e i patti di collaborazione (circa 500 ad oggi), l’introduzione del voto online per il Bilancio partecipativo (15 mila votanti nella prima edizione 2017) e la costituzione dell’Ufficio immaginazione civica a servizio dei quartieri e della comunità locale.

Ora la Fondazione si dovrà prendere cura dei progetti contenuti nel ‘Piano di innovazione urbana’: 70 milioni di euro investiti fino al 2021 per riqualificazione di immobili pubblici diffusi nei quartieri, da convertire a spazi di aggregazione, cultura, sport e inclusione. Uno sforzo enorme, che per essere realizzato compiutamente sta comportando una rivoluzione interna in termini di integrazione tra settori, promozione dei nuove competenze, accelerazione dei tempi della pubblica amministrazione. La Fondazione avrà il compito di stimolare la partecipazione dei cittadini a riguardo, coinvolgerli, focalizzare bisogni e supportare l’amministrazione per fare in modo che questa mole importante di iniziative abbiamo un effetto positivo sulle fragilità urbane e il cambiamento richiesto dalla popolazione.

La sede della Fondazione sarà il Palazzo di città, cioè D’Accursio in Piazza Maggiore. In queste settimane si stanno svolgendo le gare d’appalto per la riqualificazione dei sottopassi di via Rizzoli e la riorganizzazione del piano terra di Palazzo. Entro il 2018 quindi, l’attuale Urban Center e Ufficio Immaginazione civica si trasferirà dall’ultimo piano di Sala Borsa, moltiplicando così i propri spazi presso la Sala Biagi, corridoio del Bramante e Sala Tassinari. Un nuovo ingresso alla Biblioteca Sala Borsa sarà aperto sul cortile di Palazzo permettendo così di usufruire del giardino all’aperto da parte di utenti e frequentatori.

Tutto il piano terra e i sottopassi dialogheranno in un’unico progetto gestione, offrendo laboratori tecnologici, spazi per eventi e mostre a cura della Fondazione, che sarà il perno di quello che a noi piace definire il ‘Quadrilatero della Cultura’, un’area della città e un progetto. Sì perché, la Fondazione (che ricordo già unisce Comune e Università) si affiancherà al lavoro di Cineteca (Nuovo Cinema Modernissimo, sottopassi dedicati a Bologna Fotografata e Archivio Simenon), Sala Borsa, Palazzo Re Enzo, Museo Archeologico e Biblioteca dell’Archiginnasio.

I flussi di frequentazione di tutti questi spazi, sommati alle piazze e ai TDays rappresentano un patrimonio di dati di inestimabile valore per conoscere le abitudini e le propensioni di cittadini e visitatori. Per studiare nuove soluzioni da applicare alla valorizzazione dei contenuti e dei beni culturali. Un’opportunità unica in Italia, tutta dedicata a rafforzare le politiche pubbliche della nostra città. Basti pensare a quello che accade ogni giorno nella sola Sala Borsa, in termini di scambio con il pubblico e accessi, oppure agli eventi estivi in Piazza Maggiore come il Cinema sotto le stelle. Il ‘Quadrilatero della Cultura’ è una straordinaria piattaforma di divulgazione, educazione, conoscenza, utile a comprendere e rigenerare i pubblici della cultura cittadina e non solo.

La centralità della Fondazione Innovazione Urbana si replica poi nel progetto ROCK, dedicato alla Zona Universitaria. Anche in questo caso, Comune e Università insieme stanno lavorando al rilancio di un distretto culturale e creativo di estrema importanza per Bologna. Un polo gemello del ‘Quadrilatero della Cultura’, caratterizzato come noto da forti problematiche di convivenza e degrado. Non ne riprendo i contorni perché più volte abbiamo parlato sul blog.

In conclusione, l’immaginazione civica grazie a questa nuova scelta prenderà quota e proseguirà il proprio lavoro di potenziamento sociale e culturale della nostra città. Senza distinzioni, ogni quartiere di Bologna sarà coinvolto. Non ci occuperemo solo di Centro storico come dimostrano in modo dettagliato i 70 milioni del ‘Piano Innovazione Urbana’.

Ambiamo a creare un dibattito e a dire la nostra in un confronto tra le città a livello europeo, dove attorno alla cura dei beni comuni città come Barcellona, Atene, Milano e tante altre si stanno misurando.

 

 

 

 

 

 

 



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