Redditi e diseguaglianza

mappa.jpg(La Repubblica di Bologna – Gianluigi Bovini) Nel 2015 i contribuenti bolognesi hanno dichiarato redditi più alti del 21% rispetto alla media nazionale. All’intemo della città metropolitana si evidenziano però disuguaglianze economiche marcate, che è possibile analizzare sulla base dei dati forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). Il primo divario che appare è quello territoriale: i cittadini residenti nei diversi luoghi dichiarano valori medi del reddito differenziati. Il comune più ricco è San Lazzaro di Savena (28.111 euro per contribuente) che precede Bologna (26.860 euro) e Sasso Marconi (26.486 euro). Nella graduatoria seguono altri centri che confinano con la città o si trovano nelle immediate vicinanze (Monte San Pietro, Pianoro, Zola Predosa, Castenaso, Casalecchio di Reno, Granarolo dell’Emilia e Castel Maggiore). In tutte queste località il reddito prò capite dichiarato è superiore o prossimo a 25.000 euro e si colloca quindi oltre la media metropolitana. Da un punto di vista geografico l’immagine è netta: la ricchezza si concentra a Bologna e nei comuni di prima cintura che condividono con il capoluogo un tessuto economico più solido e diversificato.

In questa pagina ne analizziamo la distribuzione e le differenze sul territorio metropolitano. Il Comune ha recentemente aggiornato le mappe che evidenziano nei diversi territori le situazioni di potenziale fragilità demografica, sociale ed economica. L’equilibrio fra le varie classi di età della popolazione appare più compromesso m alcune zone della periferia occidentale e orientale (in particolare nei quartieri Borgo Panigale, Barca, Murri, San Ruffillo e Mazzini).

La vulnerabilità sociale ed economica più accentuata si registra, com’era logico pensare, nei quartieri maggiormente periferci – Bolognina, San Donato e Lame – ma interessa anche gli individui e le famiglie che risiedono nel centro storico (in particolare in alcune aree collocate nelle zone che riguardano i quartieri Imerio e Malpighi). Da queste mappe emerge una forte variabilità dei profili delle popolazioni insediate nelle diverse parti della città, che richiede la capacità di modulare le politiche urbane in relazione ai punti di forza e di debolezza.

L’analisi Gianluigi Bovini , demografo, ex dirigente dell’ufficio statistico del Comune di Bologna, analizza ogni settimana per Repubblica i dati demografici ed economici della nostra città e dell’area metropolitana.

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