La ripresa economica

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Il nuovo Centro congressi dentro F.I.C.O.

Lunedì sono intervenuto con piacere in apertura della settima edizione di Top500, l’analisi di bilancio delle prime 500 imprese bolognesi per fatturato. Uno studio volto ad approfondire tre caratteristiche principali: dimensione, redditività e rischio finanziario delle imprese. L’inserito dedicato a Top 500 è uscito poi venerdì 8 dicembre, allegato all’edizione cartacea della cronaca di Bologna de il Resto del Carlino. Analizzando i dati della classifica, emerge in modo chiaro la ripresa costante dell’economia bolognese ed emiliana. Ben 10 imprese superano un fatturato di un miliardo di euro, mentre 97 sono sopra il tetto dei 100 milioni: le Top 500 presentano un fatturato aggregato di 60,6 miliardi di euro, con una crescita complessiva rispetto alla passata edizione del 6,7%. Questi numeri fanno il paio con alcune notizie recenti molto importanti per l’occupazione del nostro territorio, come l’inaugurazione di F.I.C.O. (1000 assunzioni), il lancio della nuova produzione Lamborghini con il Suv Urus (500 assunzioni) e l’allargamento produttivo di YOOX (600 assunzioni).

Un’espansione solida quella descritta dallo studio, presentato nell’ambito del Corso di Laurea Magistrale in Economia e Professione (CLaMEP) dell’Università di Bologna e condotto dalla società PwC. Il contributo della crescita deriva soprattutto dalle imprese di maggiori dimensioni, sia in termini assoluti che percentuali: il fatturato delle prime 100 cresce infatti del 7,8%, mentre quello delle ultime 100 risulta invariato, con una riduzione di appena 0,22%. Più consistente invece l’aumento del numero dei dipendenti, con il 63% delle società che ha allargato il proprio organico nel 2016: le prime 500 imprese di Bologna e provincia occupano più di 213mila persone, con un aumento del 5,8% (dato inferiore alla sesta edizione di Top 500, ma comunque superiore alla media nazionale degli incrementi dei dipendenti, ferma a 1,9%).

“Numeri così – sottolinea Marco Maria Mattei – non si erano mai visti. Se osserviamo questi valori con quelli aggregati delle precedenti edizioni, infatti, si osserva un trend di crescita molto forte. Ci tengo a ringraziare i professionisti che hanno reso possibile l’analisi di più di 500 bilanci, perché ovviamente per identificare il campione è necessario fare uno screening anche maggiore. Sono loro che ogni anno rendono quest’iniziativa un progetto concreto”.

“Questa è la locomotiva d’Italia – sottolinea Beppe Boni, vicedirettore del Carlino – Si respira un’atmosfera molto positiva. Top500 è uno strumento di lavoro che durano un anno, e rispecchia un po’ la concezione del nostro giornale: non voler essere solo in edicola ogni mattina, ma partecipare attivamente alla vita della città”.

Soddisfatto anche Roberto Sollevanti di PwC: “Ci tengo quindi a ringraziare tutte le aziende che hanno aderito e che sono qui oggi: sono loro il vero motore del territorio”.

L’incontro è stato occasione anche per parlare di innovazione e trasformazione digitale delle imprese, con un occhio di riguardo all’industria del food, attraverso una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Alessandro Bonfiglioli, direttore generale del Caab, Massimo Monti, ceo di Alce Nero, Andrea Clementini, consigliere delegato di Caffitaly, Adriano Turrini, ceo di Coop Alleanza 3.0, Marco Ferrari, ceo di Montenegro, e Nicola Pizzoli, ceo dell’omonimo gruppo.



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