Immobili comunali, bandi e mappatura

35563620331_71eccdaa83_bCome proposto questa estate dal Sindaco e da me, abbiamo approvato in Giunta un percorso dedicato agli spazi comunali non utilizzati. A partire da una mappatura degli immobili a disposizione, si è deciso di avviare da un lato un Laboratorio dell’immaginazione civica per discutere con la città sul futuro degli spazi pubblici a Bologna, dall’altro il lancio di una serie di bandi (senza precedenti per numero e dimensioni) per la gestione di quanto è già disponibile. Il percorso partecipato che parte dalla mappatura ha l’obiettivo di aggiornare le politiche e le norme comunali, raccogliere proposte da sottoporre a Consiglio comunale, Giunta e Quartieri. Una discussione aperta e trasparente che si rivolge alla generalità dei cittadini e delle associazioni e che avrà anche alcune occasioni pratiche di sperimentazione. Per aderire occorre rispondere ad un avviso pubblico, avendo così la possibilità di coprogettare sin dall’inizio il percorso. Per chi invece fosse intressato anche a gestire spazi, sia in via definitiva sia in via sperimentale abbiamo messo in campo un numero interessante di possibilità che illustro nel seguito del post. La visione che proponiamo prende spunto dall’esperienza del primo mandato amministrativo (pregi e difetti) e da quanto elborato insieme all’Associazione ‘Una città con te’ che qui riprendo: ‘Tutti i contenitori e i luoghi della città rappresentano un capitale di potenzialità inespresse per la comunità, che è necessario liberare. Siano essi attivi o dismessi, pubblici o privati, i contenitori e i luoghi possono essere messi in gioco e aperti a progetti di innovazione sociale ed economica. Il Comune di Bologna deve garantire ad ogni cittadino e cittadina che vive a Bologna una dotazione di mq minima relativa a uno spazio o contenitore pubblico da dedicare ad attività creative, culturali, sociali o imprenditoriali che portino avanti il metodo della collaborazione e condivisione. Occorre individuare in modo trasparente gli spazi e i luoghi e attorno ad essi promuovere le modalità d’uso e i progetti migliori, introducendo forme di modalità contrattuali trasparenti, flessibili ed efficaci ad affrontare le diverse esigenze’.

La prima parte della mappatura degli spazi comunali, l’abbiamo presentata in occasione della nuova edizione del bando Incredibol!. Si tratta di 17 immobili comunali, in parte disponibili immediatamente, in parte da ristrutturare, che potranno essere utilizzati da imprese culturali e creative selezionate.

Tra queste, evidenzio in particolare l’immobile di via del Porto11/2, nei pressi della Manifattura delle Arti. Fino al 30 novembre è aperto un bando per raccogliere proposte per la co-progettazione e co-gestione dello spazio in via del Porto. Il bando è rivolto ad associazioni, comitati, fondazioni, organizzazioni di volontariato ecc.. con sede sul territorio metropolitano bolognese; gruppi di associazioni riunite e gruppi informali. Le proposte dovranno valorizzare i giovani, coniugando la creatività in campo artistico e l’innovazione tecnologica con l’orientamento e le prospettive di inserimento nel mercato del lavoro. Il progetto tiene insieme la rigenerazione di uno spazio pubblico che necessita di interventi di ripristino spaziale e funzionale per poter essere utilizzato, la partecipazione delle realtà giovanili con una vocazione creativa, offrendo percorsi di sperimentazione in vari ambiti di produzione artistica. Prevede inoltre l’organizzazione di eventi culturali in collaborazione con gli stakeholder del distretto della Manifattura delle Arti.

I complessi edilizi ex sedi di Quartiere (con nuova funzione dopo la riforma del decentramento) di Baraccano, vicolo Bolognetti e via Pietralata rientrano tra quelli che il settore Patrimonio del Comune e i Quartieri riassegnerà a coloro che li richiedono sulla base di progetti compatibili con gli obiettivi e le finalità istituzionali stabiliti dall’amministrazione. Anch’essi fanno parte della mappatura degli spazi annunciata dal Sindaco Virginio Merola. Si tratta di una chiamata che il Comune rivolge alle realtà informali e alle associazioni del terzo settore con l’obiettivo di verificare la modalità del modello gestionale che verrà proposto, produrre eventuali ipotesi di utilizzo definitivo dei locali anche proponendo aggiornamenti e/o adeguamenti delle norme comunali.

Baraccano: una casa delle associazioni per iniziative culturali, sociali, educative, coworking e lavoro di comunità. Il Consiglio del Quartiere Santo Stefano ha dato il via libera, il 28 settembre scorso, alle linee di indirizzo del progetto che porterà associazioni, che verranno selezionate attraverso una procedura ad evidenza pubblica, a operare assieme al Quartiere nell’ambito del lavoro di comunità. Obiettivo del progetto è definire un luogo nel quale le associazioni che intendono partecipare alle reti associative del territorio possano operare in sinergia e in coworking, progettare e svolgere iniziative culturali, sociali, educative rivolte alla comunità e ai cittadini. Nella Casa delle associazioni verrà favorita la costruzione di legami tra le associazioni e il territorio, sarà facilitato l’incontro tra cittadine-cittadini e le associazioni, promozione delle azioni sinergiche. Contestualmente prenderà il via la coprogettazione nell’ambito del lavoro di comunità previsto dalla recente riforma istituzionale dei Quartieri del Comune di Bologna.

Vicolo Bolognetti: per quanto riguarda i locali disponibili dell’immobile di vicolo Bolognetti, tramite un avviso pubblico si è deciso di dare la priorità alla sperimentazione di modelli emersi da percorsi informali e mutualistici innovativi con sede e radicamento nel Quartiere Santo Stefano, con particolare riferimento alla transizione da esperienze aggregative informali verso rapporti istituzionali riconosciuti e formalizzati in una nuova associazione.

Per quanto riguarda i locali disponibili in via Pietralata si darà la priorità al Terzo settore e alle libere forme associative, mettendo in campo servizi e progetti di interesse collettivo con sede e radicamento nel Quartiere Porto-Saragozza. L’avviso pubblico sarà pubblicato nelle prossime settimane.

Nell’ultimo anno l’Amministrazione Comunale è stata impegnata in un percorso partecipativo con la cittadinanza che si è concretizzato nell’avvio dei Laboratori di quartiere che finora hanno visto la partecipazione di oltre 1.700 cittadini in 70 incontri. Da questo grande impegno sono emerse proposte e azioni, ad esempio quelle che riguardano gli ambiti di intervento del bilancio partecipativo, ed è emerso la conferma relativa alla necessità di spazi in grado di facilitare l’incontro tra cittadini e in cui sperimentare la collaborazione civica. Oltre agli immobili citati in questo post, dobbiamo ricordare gli 11 immobili oggetto di finanziamento europeo del PON metro che verranno ristrutturati e aperti alla cittadinanza nel corso di questo mandato amminsitrativo.

In conclusione, come ho avuto modo di sostenere nel corso del dibattito scaturito a seguito della grande manifestazione di settembre post sgombero del centro sociale Làbas, a Bologna ci sono molti più spazi inutilizzati che realtà pronte a gestirli: ‘trasformare i bisogni in percorsi partecipati e gli spazi in opportunità aperte a tutti, in una città dove ci sono ancora spazi abbandonati da recuperare e un terzo settore già molto attivo e diffuso. Nelle prossime settimane, attraverso l’Ufficio Immaginazione civica ci muoveremo in questo senso‘. Si pensi quanti immobili se aggiungessimo alla mappa comunale, la lista delle caserme dismesse o capannoni ferroviari. All’Amministrazione comunale spetta il compito di dare forza ad un’idea di città inclusiva dove il patrimonio sia una risorsa per generale valore. Come comunità abbiamo il compito di provarci e organizzarci di conseguenza, in modo resiliente e non all’opposto cedere alla logica della ‘privatizzazione’ degli spazi pubblici, che non significa altro che tenere la porta aperta, garantire la collaborazione e stesse opportunità per tutti. Non sempre un’attività imprenditoriale privatizza (a volte succede), non sempre un’occupazione libera (a volte succede). Spesso anche a Bologna è accaduto il contratrio. Non cediamo agli stereotipi nè rinunciamo ad essere coraggiosi.

Ebbene, io penso come tanti altri che oggi sia compito delle esperienze urbane, delle città e dei municipi, ricostruire in forme nuove la salvaguardia del bene comune e la forza politica che ne deve conseguire. Sono la comunità delle relazioni e la libertà nei legami il nuovo ‘Liber Paradisus’. Nostro è il compito di convincere le persone a vivere insieme e ad organizzarsi per dare spazio a questo sogno.

Una città è fatta per essere condivisa.

 

 



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