Airbnb: a Bologna la tassa di soggiorno si paga online

airbnb-butt-animSe siete un host Airbnb a Bologna, da qualche giorno la vostra ‘vita’ è più semplice. Da questo trimestre infatti scatta la possibilità per il portale di riscuotere automaticamente l’imposta di soggiorno dovuta dagli host e girarla al Comune. In Italia questa modalità è possibile solo a Bologna e a Genova. Sotto le Due Torri, inoltre, stiamo organizzando per fine novembre un evento insieme alla community di host bolognesi Local Pal, per lanciare un ‘home sharing manifesto’ dedicato a promuovere in modo sicuro e regolare le possibilità di questa nuova forma di accoglienza. Qualche mese fa avevo aperto questo fronte, suscitando non poca sorprea in città. Gli host si erano preoccupati: ‘Lepore ci vorrà annientare?!’. In realtà, in una città diventata turistica da qualche anno, il fenomeno delle case condivise online è esploso e occorre organizzarsi. Non era solo una questione, seppure importante, di contrasto all’evasione fiscale, ma di chiarire la regolamentazione. Per aiutare gli host a semplificare le procedure davvero molto confuse e allo stesso tempo permettere alla nostra città di adattarsi in modo sostenibile a un fenomeno che rischia di consumare eccessivamente Bologna e il suo centro storico. Chi condivide un appartamento fa una cosa leggitima, ma un fenomeno di massa se visto dal punto di vista unicamente individuale rischia di non offrire un punto di vista consapevole. Sono migliaia ormai, infatti, gli host e gli appartamenti messi in affitto per brevi periodi online tramite portali (non solo Airbnb). Tanto che le case per turisti stanno sostituendo quelle affittate a studenti o famiglie nel nostro centro storico. Un fenomeno che da un lato ha fatto emergere e regolarizzare molte sistuazioni di nero verso il mondo studentesco, dall’altro ne ha ridotto l’accoglienza. Come sempre, la verità sta nel mezzo e come ogni fenomeno occorre un governo attento. Per questo abbiamo sottoscritto una convenzione con Airbnb, non sui principi ma sul prelievo della Tassa di soggiorno. Sul punto più concreto.

A lavorare per raggiungere questa semplificazione sono stati due ambiti centrali di Palazzo d’Accursio, cioè quelli che si occupano di risorse finanziarie e di economia e promozione della città. Un impegno a quattro mani portato avanti da circa un anno con il colosso Airbnb e la collaborazione di Bologna Welcome. Dopo aver aggiornato il proprio regolamento sull’imposta di soggiorno e verificato tutti i passaggi necessari, il Comune di Bologna ha sottoscritto con la società Airbnb Ireland UC un accordo che prende atto delle specificità tecnologiche della piattaforma e disciplina le modalità di raccolta automatizzata conto terzi e riversamento dell’imposta di soggiorno all’Amministrazione comunale. La piattaforma online, che mette in contatto persone in cerca di un alloggio e persone (host) che dispongono di appartamenti o camere ammobiliate da affittare a uso turistico mediante inserzioni e prenotazioni, ha iniziato a informare gli host dell’entrata in vigore delle nuove norme.

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio Comunale, il 31 luglio scorso, della modifica del regolamento sull’imposta di soggiorno, la Giunta ha definito le tariffe mantenendo invariate quelle che erano state fissate nel 2012 e ha stabilito che, dal primo ottobre 2017, sui canoni o corrispettivi di soggiorno incassati direttamente da soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare o gestiscono portali telematici, viene applicata la tariffa del 5% sul costo della camera o appartamento (comprensivo di eventuale colazione, al netto di IVA e di eventuali servizi aggiuntivi) con il limite massimo di 5 euro a persona per notte di soggiorno.

Il Consiglio Comunale ha approvato la nostra proposta per applicare la nuova legge nazionale sugli affitti brevi (decreto 50 del 2017) relativa ai portali internet e ai siti di intermediazione immobiliare che incassano canoni e corrispettivi. L’obiettivo è duplice: riscuotere la tassa direttamente attraverso i portali, ridurre le incombenze per chi condivide un appartamento come attività non professionale e voglia essere in regola, come più volte richiesto da tante cittadine e cittadini bolognesi che svolgono questa attività. Il dispositivo entra effettivamente in funzione quando i portali adattano i propri siti per riscuotere la tassa, un passo che sono tenuti a compiere per legge.

Un passo importante per non subire la globalizzazione e la internet economy a Bologna.



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