La Via degli Dei e la Rocchetta Mattei

via-degli-dei-mtb-adventureBologna d’ora in poi sarà qualcosa di nuovo nei nostri racconti. Non più un fazzoletto petroniano adagiato su un letto di mattoni rossi, ma un vasto paesaggio urbano naturale e culturale. Una comunità metropolitana da un milione di abitanti, ricamata di itinerari e patrimonio di autenticità e memoria. Oltre alle due torri, quindi, attorno alla nostra Destinazione altri due simboli si aggiungono nell’immaginario di visitatori e viaggiatori. Sono la Rocchetta Mattei e la Via degli Dei. La prima ha superato quest’anno le centomila presenze in meno di due anni di apertura, limitata ai week-end e a pagamento. La Via degli Dei, invece, nell’ultimo hanno è stata percorsa da più di 6.500 persone con una media di 4 notti di pernottamento negli alberghi o bed&breakfast dell’Appennino. Negli ultimi 4 anni hanno aperto i battenti 20 nuove strutture ricettive. La Carta Escursionistica, alla sua terza edizione, ha venduto 8.000 copie dal 2013 ad oggi. Inoltre, sono più di 70 gli alberghi o ristoranti che hanno aderito. Un progetto quest’ultimo, che abbiamo presentato oggi in conferenza stampa insieme al Sindaco della Città di Sasso Marconi e ad Appennino Slow.

Parte ufficialmente da piazza Maggiore la “Via degli Dei”. Dove, come ho detto, a me piacere vi fosse una pietra di granito scolpita con delle incisioni ne indicherà il principio.

Oltre la nuova Carta Escursionistica, chi vuole ripercorrere a piedi o in bicicletta i 125 chilometri dell’antica strada Flaminia Militare può acquistare anche una nuova guida turistica con i “200 buoni motivi per partire”. All’interno del libretto ci sono consigli sui luoghi, ristoranti e musei che si incontrano nel percorso turistico (guida e Carta al costo di dieci euro). Con tre euro in più, il viaggiatore può ricevere la “credenziale” del pellegrino, una sorta di passaporto che i camminatori possono far timbrare dalle strutture dell’itinerario come testimonianza del loro viaggio. Un’idea, questa, che ricorda quella del pellegrinaggio verso Santiago de Compostela, in Spagna. L’abbiamo ripresa anche dai diversi percorsi turistici in Trentino, il cui modello di valorizzazione del paesaggio è da seguire per il nostro Appennino.

Dobbiamo mantenere viva la “Via degli Dei” con una manutenzione continua del percorso, l’aumento dei servizi e delle regole d’uso per i camminatori. La cura del territorio significa sviluppo economico, sociale e un aumento dell’occupazione nell’area interessata dal percorso. La “Via degli Dei” è un cammino turistico che attraversa tutto l’Appennino tosco-emiliano percorribile a piedi o in biciletta da montagna in 5 o 7 giorni, in base alle capacità dei camminatori. È stato ideato alla fine degli anni ’80 da un gruppo di escursionisti bolognesi.

L’idea di ripristinare il sentiero è nata da un’intesa tra tutte le amministrazioni comunali che si trovano lungo il percorso tra Bologna e Firenze. Inoltre, un accordo interregionale tra l’azienda di promozione turistica (Apt) Emilia-Romagna e la Toscana ha inserito il cammino interregionale nell’agenda del turismo delle due regioni.

Di questo e di altro pariamo proprio in questi giorni, fino al 28 maggio a Bologna, nel corso di ITACA’, festival del turismo responsabile.

LA VIA DEGLI DEI



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