Bologna: agenda digitale nuova e voto online

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Ci sono cose buone come il pane appena sfornato e ci sono cose calde come l’orgoglio dei panificatori. Più o meno è questo il nostro spirito nei confronti della nuova ‘Agenda digitale del Comune di Bologna 2016-2020′, presentata pochi giorni fa. Per chi segue il blog, questa notizia è tradizione, infatti dall’inizio del mandato scorso abbiamo ripreso la progettazione del Comune nel campo della democrazia urbana con particolare riferimento ai temi digitali. Ne abbiamo parlato anche di recente a seguito della scomparsa del professor Matteuzzi, tra gli ideatori di Iperbole, la prima Rete Civica Italiana. Oggi l’espansione senza precedenti della possibilità di interazioni sociali digitali e il programma di finanziamento PON Metro 2014-2020 hanno posto in primo piano l’esigenza di un processo di ridefinizione delle priorità per promuovere maggiore inclusione digitale e una maggiore apertura alla creazione di valore per la comunità. Il neonato Ufficio Immaginazione civica ha il compito di spingere in questa direzione, in collaborazione con il Settore Agenda Digitale. Ecco dunque seguito e concretezza a una riflessione che svolgiamo da tempo. Tra le novità il voto online del bilancio partecipativo per tutti i cittiadini dai 16 anni in su, compresi gli stranieri residenti a Bologna e l’espansione della Rete Civica a livello Metropolitano per garantire a tutti e a tutte partità e velocità di accesso ai servizi.

Bologna è un laboratorio di innovazione perchè sperimenta metodi e strumenti a partire dagli investimenti pubblici dell’Amministrazione. Lo testimoniano negli ultimi 5 anni: la copertura integrale della città con la banda ultra larga, il wifi pubblico in piazze e parchi, il fascicolo del cittadino, la digitalizzazione completa delle iscrizioni ai servizi scolastici, lo spazio collaborativo digitale “Comunità”, il social media team, il portale open data e le consultazioni pubbliche. Per la nuvoa Agenda Digitale gli investimenti dedicati allo sviluppo dei progetti sarà di oltre 6 milioni di euro, una scelta forte che insieme al Sindaco Metropolitano e agli altri colleghi delle Unioni dei Comuni abbiamo voluto assumere nell’indirizzare i fondi europei diretti alla Città. La nostra comunità è metropolitana. L’obiettivo è dotare l’Agenda Digitale Bologna 2016-20 di una road map operativa, motore di cambiamento sociale e innovazione pubblica.

A 5 anni dalla prima Agenda digitale, oltre agli investimenti e processi attivati, è necessario un salto per interpretare al meglio la contemporaneità, i bisogni della cittadinanza non lasciando indietro nessuno, dando a tutti gli stessi diritti e abbattendo i tempi della burocrazia. Il film ‘I, Daniel Blake’ l’abbiamo visto in tanti, l’unicità del digitale può essere un incubo per chi non lo sa usare, una vera barriera.

Agenda Digitale Bologna 2016-20 vuole fornire, progressivamente e in ogni quartiere di Bologna, le infrastrutture e le risorse necessarie affinché ogni comunità e ogni cittadino e cittadina, di qualsiasi età e condizione, abbia accesso alla tecnologia come strumento per garantire servizi pubblici migliori e crescita economica e sociale sostenibile.

Quella che segue (APRITE IL DOCUMENTO CLICCANDO SUL LINK) è una proposta di agenda digitale che sarà implementata con un percorso on e off line che terminerà a dicembre 2017: https://issuu.com/urbancenterbologna/docs/agendadigitalebologna.

Grazie all’attivazione dei Laboratori di Quartiere e con il supporto di Urban Center Bologna/Ufficio Immaginazione Civica, tale percorso prevede interviste e incontri sia interni che esterni all’Amministrazione bolognese.

Un approfonfimenti lo meritano il voto online e il bilancio partecipativo, introdotti grazie al Regolamento approvato dal Consiglio Comunale nel mandato precedente. La Giunta ha stanziato 1 milione di euro, 150 mila euro a quartiere all’anno, con l’obiettivo di realizzare, su proposta dei cittadini, interventi di manutenzione straordinaria, riqualificazione e riorganizzazione di spazi, opere pubbliche, nuovi arredi in sei zone specifiche nei Quartieri della città.

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La delibera di giunta è stata licenziata nell’ultima riunione su proposta degli assessori Matteo Lepore, Susanna Zaccaria e Davide Conte che hanno rispettivamente la delega all’Immaginazione civica, ai rapporti con i Quartieri e al Bilancio. Il percorso per arrivare alla definizione dei progetti che saranno poi oggetto, in autunno, della votazione on line da parte della cittadinanza è gestito dall’Ufficio immaginazione civica. Se la sperimentazione avrà successo, come auspichiamo, il processo si ripeterà ogni anno e la dotazione di risorse aumenterà. Il bilancio partecipativo è a tutti gli effetti cessione di potere verso il basso, ma anche creazione di consapevolezza attorno alla cura del bene comune, inclusione delle fasce di popolazione che non possono permettersi il lusso della partecipazione.

Come abbiamo detto, il bilancio partecipativo è uno strumento previsto dallo Statuto Comunale ed è un istituto di partecipazione che valorizzando le conoscenze dei bisogni diffuse sui territori, ha la finalità di impiegare risorse pubbliche e attivare risorse della comunità al fine di raggiungere risultati condivisi e verificati con la cittadinanza.

Per il 2017-2018, le prime aree sulle quali i cittadini saranno chiamati a proporre, co-progettare e scegliere la destinazione delle risorse sono state individuate dando continuità al percorso Collaborare è Bologna, avviato al termine del precedente mandato amministrativo. Negli anni successivi saranno i Quartieri a individuare le nuove intervento grazie al supporto dei team e dei laboratori di quartiere sostenuti dalla politica e dalle risorse dell’Immaginazione civica.

Per la prima tappa, si tratta del Villaggio Ina e della parte centrale di Borgo Panigale nel quartiere Borgo – Reno, dello scalo Ravone e della zona Zanardi nel quartiere Porto-Saragozza, della zona Pescarola e Tiro a segno del quartiere Navile, di via del Lavoro, via Mondo e zona Cirenaica del quartiere San Donato – San Vitale, della zona Dagnini e Chiesa Nuova del quartiere Santo Stefano, della zona Pontevecchio – Bitone, Arno, Cavedone e Corelli del quartiere Savena.

Saranno i Laboratori di quartiere il luogo dove i cittadini porteranno le loro proposte e parteciperanno alla co-progettazione. Al termine del percorso, nel prossimo ottobre per la durata di un mese, è previsto il voto on line e in modalità assistita presso i centri civici; potranno votare tutti i residenti che abbiano più di 16 anni, anche i cittadini di origine straniera purché siano residenti.

Nelle prossime settimane ci saranno incontri con i Consigli di quartiere per illustrare il percorso a tutti i consiglieri di quartiere e ai cittadini.



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