Il Cierrebi, un percorso partecipato

immagini.quotidiano.net«II Cierrebi non si tocca senza un laboratorio partecipato coi cittadini che sarà avviato tra qualche settimana». Inizia così l’intervista che ho rilascito oggi a La Repubblica di Bologna e che riporto di seguito. Penso sia utile per fare il punto insieme con tutti cittadini interessati. E’ un impegno. Inoltre, di questo e di altri temi parleremo il 23 maggio prossimo alle 18 all’incontro “Bologna per lo sport”, momento di lancio del percorso che ci porterà a condividere il Piano Strategico per lo Sport. Sarà l’occasione per presentare ufficialmente l’esito della ricognizione sullo stato di salute dell’impiantistica cittadina e per confrontarci sulle priorità da affrontare insieme nel corso di questo mandato. Sarà con noi, fra gli altri, Andrea Rossi, sottosegretario alla Presidenza della Regione Emilia-Romagna.

«II Cierrebi non si tocca senza un laboratorio partecipato coi cittadini che sarà avviato tra qualche settimana» così l’assessore Matteo Lepore dopo l’annuncio che il centro sportivo di via Marzabotto chiuderà a fine mese in coincidenza col passaggio di proprietà da Carisbo al costruttore Maccaferri. Non sarà una chiusura totale però. Il Comune si farà garante delle attività che lì si svolgono regolarmente, in primo luogo quella della palestra in cui gioca la squadra di basket femminile che milita nel campionato di A2. «Per gli altri vedremo i numeri, se e in che misura poterli ospitare altrove» spiega ancora Lepore che comunque scongiura «una chiusura prolungata e totale del centro».

Scusi assessore, ma l’interesse pubblico di questa manovra, che porterà alla realizzazione di un supermercato, qual è? «In primo luogo non tutta l’area, che è vastissima, sarà occupata dal supermercato il quale rimarrà comunque sotto i 2500 metri quadrati per il comparto alimentare dunque necessiterà solo di una dichiarazione d’inizio attività. Per il restante spa zio noi prevediamo che lì venga realizzata una cittadella dello sport aperta al pubblico e fruibile da tutti anche per attività sociali e culturali. Quello che era un circolo privato dove entravano solo i soci offrirà a tutti l’opportunità di svolgere più sport e iniziative ricreative. Quindi ci confronteremo coi cittadini per capire le loro esigenze».

Come entra tutto questo nell’affare stadio? «Al Cierrebi dovranno essere ospitate le attività che oggi sono al Dall’Ara. Non sono tante e spazio ne rimarrà. Inoltre, abbiamo chiesto al privato che ristrutturerà di migliorare la zona conparcheggie viabilità. Qusto specie se confermerà l’intenzione di realizzare il supermercato».

Perché non è sicuro? «Per ora abbiamo solo registrato questa volontà, ma dovrà essere formalizzata. Così come il Comune dovrà valutare i costi che comportano gli spazi della cittadella dello sport. La gestione onerosa è stato uno dei motivi per cui Carisbo ha deciso di cedere il centro».

Ma il resto del progetto a che punto è? «Entro l’estate il Bologna e i suoi partner dovranno presentare un progetto che sarà valutato dal Comune e dal fondo Invimit proprietario dell’area ovest dei Prati di Caprara dove è previsto un insediamento commerciale (sipario, deua cittadella deua moda n.d.rj. Se il tutto risulterà fattibile, sarà messo a bando valutando le offerte. Il promotore, nel caso di una offerta più vantaggiosa, potrà comunque costruire al prezzo di quest’ultima agendo in project financing come prevede la legge sugli stadi e il codice appalti».

In queste operazioni sono sempre in agguato le speculazioni. Come saranno tenute a bada? «Le previsioni di un insediamento commerciale sono contenute all’interno di una programmazione urbanistica già approvata dal Comune nel 2016. Non si farà un metro cubo in più rispetto a quella pianificazione recepita anche dal piano operativo. In sostanza, lì era già in programma un insediamento commerciale, non è mutato il quadro ne sono state fatte varianti e cambi di destinazione d’uso dei terreni. Non si potrà nemmeno costruire del residenziale perché è proibito dalla legge su gli stadi. Insomma, ci muoviamo dentro una programmazione, non è come a Roma dove è stata necessaria una variante».

Anche in questo caso aprirete un confronto con gli abitanti? «Da giugno a settembre io e l’assessore all’Urbanistica Valentina Orioli organizzeremo incontri e assemblee coi cittadini per illustrare il progetto, ascoltare proposte e prendere in considerazione le eventuali obiezioni.


One Comment on “Il Cierrebi, un percorso partecipato”

  1. […] Cierrebi. L’occasione è utile per ribadire quanto ho già affermato dieci giorni fa proprio in un’intervista rilasciata a questo giornale e cioè che, per quanto riguarda l’Amministrazione Comunale, il Cierrebi non si tocca senza […]


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